“Storie dimenticate” Mostra Monastero di Astino

Dal 19 maggio al 30 settembre “Storie dimenticate”a Bergamo, una mostra offre una prima ricostruzione sulla destinazione ottocentesca del monastero di Astino a manicomio cittadino.

La Fondazione MIA di Bergamo inaugura Storie dimenticate. Follia e cura nell’antico manicomio di Astino nell’ambito della rassegna Il monastero restituito all’interno del Complesso monumentale di Astino, a pochi minuti dal cuore di Bergamo Alta, con un nuovo approfondimento incentrato su una selezione di documenti, progetti architettonici, antichi libri e cartelle cliniche, riferibili al periodo in cui il monastero fu sede del manicomio cittadino. La mostra, curata dalla storica dell’arte Alessandra Civai con Lisa Fracassetti e realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Bergamo, l’ASST Papa Giovanni XXIII e la Biblioteca Civica A.

Mai e Archivi storici comunali, rimarrà aperta dal 19 maggio fino al 30 settembre negli orari sotto specificati. I documenti, i progetti architettonici, i libri e le cartelle cliniche in mostra sono stati prestati da biblioteche e archivi cittadini. A margine della mostra partirà dal 27 maggio e proseguirà fino all’8 settembre il ciclo di conversazioni a tema Astino Incontri, sui temi della mostra e del percorso culturale di Astino con esperti, workshop, performance ed esibizioni musicali dal vivo.

IL MONASTERO DI ASTINO

Dopo la soppressione napoleonica e l’abbandono dei monaci vallombrosani, all’inizio dell’Ottocento il monastero di Astino fu scelto come nuova sede del manicomio cittadino, ritornando così ad essere un luogo dove convergevano l’interesse e l’attenzione dei cittadini. La mostra è stata progettata e curata da Alessandra Civai con Lisa Fracassetti per la Fondazione MIA, Socio unico della Valle d’Astino S.r.l. proprietaria dell’immobile e del fondo agricolo circostante. Scopo dell’iniziativa è di riportare all’attenzione del pubblico un’importante fase storica dell’edificio e offrire un’occasione di approfondimento, frutto di un’accurata indagine storica.

 

Perché fu scelto l’ex monastero di Astino come nuova destinazione del manicomio cittadino? Perché viene considerato il “primo ospedale psichiatrico di Bergamo”? Quali furono gli importanti cambiamenti portati rispetto alla Casa de’ Pazzi della Maddalena? Come vivevano e come erano curati i folli nella nuova struttura? La mostra vuole dare risposte a questi interrogativi, valorizzando le testimonianze ancora presenti nel monastero e mostrando progetti architettonici, cartelle cliniche, antichi libri e documenti prestati da archivi e biblioteche di Bergamo, quali la Biblioteca Civica A. Mai e Archivi storici comunali, l’Archivio di Stato di Bergamo e l’Archivio Storico dell’Ex Ospedale Psichiatrico.

Si verrà così a sapere quali furono i medici lungimiranti e preparati che a Bergamo tentarono di umanizzare il trattamento dei malati su modello della “cura morale” applicata dall’alienista francese Philippe Pinel, che a Parigi “spezzò le catene” ai folli, quali modifiche subì il monastero per accogliere i malati, come trascorrevano le giornate i folli, quali erano i nuovi criteri di attenzione al malato e soprattutto quali erano le storie di questi uomini e di queste donne.

A complemento della mostra e del percorso monumentale, che negli ultimi anni è stato predisposto nel monastero anche con l’ausilio delle nuove tecnologie, dal 27 maggio all’8 settembre si svilupperà un ciclo d’incontri in cui esperti, docenti universitari e responsabili di istituzioni culturali affronteranno temi inerenti al monastero, molti dei quali saranno accompagnati da workshop e esibizioni dal vivo in tema, per diversificare le modalità di comunicazione e stimolare la partecipazione del pubblico.

Il percorso comprende anche l’edizione 2018 della mostra “Il monastero restituito” allestita nell’ala ovest del chiostro. La mostra che vuole riportare all’attenzione del pubblico un’importante fase storica dell’edificio, ancora poco conosciuta, è frutto di un’accurata indagine storica svolta presso l’Archivio Storico dell’Ospedale di Bergamo (Neuropsichiatria), l’Archivio di Stato e la Biblioteca Civica, unitamente alla valorizzazione delle testimonianze ancora presenti al monastero e all’esposizione di progetti architettonici, cartelle cliniche e antichi libri e documenti oggi conservati negli enti citati.

maggio e settembre:
giovedì-venerdì, ore 17.00-20.00;
sabato-domenica, ore 10.30-20.00

giugno, luglio, agosto:
martedì-domenica, ore 10,30-20,00  (lunedì chiuso)

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