“Sarnico di Pietra e d’Acqua”, giornate FAI di Primavera 2017

Il Gruppo FAI del Sebino e della Franciacorta ha scelto Sarnico per le giorante di Primavera 2017, dal titolo Sarnico di pietra e di acqua”. Si tratta di una grande festa di piazza dedicata ai beni culturali e un’occasione unica per scoprire luoghi solitamente chiusi al pubblico.

Giornate FAI di Primavera 2017
25° edizione: sabato 25 e domenica 26 marzo

Sabato 25 marzo dalle 14.00 alle 17.00 e domenica 26 marzo dalle 10.00 alle 17.00 a cura di Gruppo FAI del Sebino e della Franciacorta e Pro-Loco Sarnico.

PINACOTECA G. BELLINI
Museo del territorio è ospitato nella parte piú antica di Palazzo Gervasoni, XV sec, una volta convento.

Inaugurata nel 2002, nasce da una donazione di 150 quadri d’epoca compresa tra il 1500 e il 1700, che un grande estimatore, appassionato d’arte, don Gianni Bellini, raccolse per donarli alla comunita  Fanno parte della donazione anche pregiati mobili d’epoca, interessanti statue marmoree e lignee e quattro crocifissi processionali.

Pinacoteca Gianni Bellini

Pinacoteca Gianni Bellini

La Pinacoteca è ospitata nella parte più antica di Palazzo Gervasoni del XV secolo sito.Un tempo convento, il palazzo mostra ancora i segni dell’antica destinazione: una parte del chiostro, il suo pavimento con l’impluvio, il ballatoio. Il percorso museale comprende più sale espositive e si conclude con il grande lucernario panoramico.Le opere sono esposte su tre piani; al piano terra e al primo piano si aprono, lateralmente, delle piccole sale anch’esse utilizzate come spazi espositivi. Il secondo piano presenta, lungo le pareti, un ballatoio mentre il centro dell’ambiente, completamente aperto al piano sottostante, e chiuso da un pavimento appositamente realizzato in sede di ristrutturazione, utilizzato anch’esso come spazio espositivo. A coprire il tutto un ampio lucernario che conferisce a questa sala una notevole e suggestiva luminosità.


CHIESA DI SAN PAOLO
Posta esattamente nel cuore del centro storico la Chiesetta di San Paolo fu eretta nel 1428 sui resti del vecchio castello.
Posta all’interno del centro storico, nel punto più elevato dove sorgeva il castello, fu eretta nel 1428 e risulta citata in una pergamena del 1461. Bello il portale d’ingresso del 1724 in pietra arenaria, con tipiche decorazioni e volute dell’arte barocca.

Chiesa San Paolo

Chiesa San Paolo

Il restauro del 1969 harimosso i quadri e le sovrastrutture che avevano alterato l’unità stilistica dell’interno, ha ridato alla chiesa l’originaria armonia architettonica e ha riportato alla luce due feritoie poste a lato dell’altare (una attualmente è murata), testimonianza dell’originario edificio difensivo.Notevole l’affresco della Madonna Addolorata (XV sec); le fattezze dei due santi ai lati della Vergine che sorregge il figlio morto, potrebbero richiamare quelle dei committenti dell’affresco in considerazione della ricchezza delle vesti e dei particolari delle chiome. destra dell’ingresso, si trova un altro affresco del XV sec. degno di rilievo che rappresenta S. Pietro con la tiara pontificia e le chiavi in mano e S. Paolo che brandisce la spada in ricordo della sua morte per decapitazione. L’autore degli affreschi è ignoto, ma le caratteristiche stilistiche fanno ipotizzare la presenza a Sarnico di una famiglia artistica proveniente dalla Val Camonica.

Visita libera senza prenotazione

CHIESA SAN MARTINO
Chiesa patronale di Sarnico recentemente restaurata si presenta come un imponente edificio a navata unica del 18° secolo.
Imponente edificio dell’arch. ticinese L. Lucchini (1720-1788), costruito in sostituzione di uno preesistente di dimensioni minori e diversamente orientato, richiese da parte della comunità un notevole impegno economico.

Chiesa di San Martino

Chiesa di San Martino

Dedicato all’Assunta, è intitolato a S. Martino, ma la festa padronale è il 15 gennaio, S. Mauro, discepolo di S. Benedetto, per l’influenza del vicino monastero benedettino di S. Paolo d’Argon. La facciata, orientata a sud con ampio sagrato che ne consente la piena visione, è impostata su due livelli e culmina con un alto coronamento; è scandita dal contrasto tra il bianco dell’intonaco e il grigio della pietra di Sarnico le cui cave erano in piena attività all’epoca della costruzione della chiesa. Della stessa pietra sono il ricco portale e le statue racchiuse nelle nicchie, attribuite a Giovanni Sanz originario di Passau, noto scultore attivo nelle province di Brescia e Bergamo. Il portale in bronzo è opera di Alberto Meli (1921-2003) importante collaboratore di Hans Harp; le formelle evocano i patroni di Sarnico: S. Martino che taglia il mantello e S. Mauro che salva Placido; osservare i bassorilievi delle grosse maniglie che celebrano i mestieri tipici della zona pescatori e tagliapietre.
Aperta sabato e domenica dalle 14.00 alle 17.00
Visita libera senza prenotazione

ASILO FACCANONI
Opera dell’Architetto Sommaruga, conserva ancora la facciata in stile Liberty  poiché l’interno è stato completamente trasformato per le moderne esigenze. Nel giardino dell’asilo è posta un’erma col busto in marmo del fondatore Antonio Faccanoni (1841-1917) zio di Giuseppe, Luigi e Pietro.

Asilo Faccanoni

Asilo Faccanoni

Benefattore della comunità con l’aiuto della Congregazione della Carità, della Parrocchia e del Comune affidò il progetto all’amico arch. Sommaruga. Rialzato su un basamento in blocchi squadrati di pietra di Sarnico, l’edificio si apre con un ampio portale sormontato da un finto architrave in arenaria giallastra, mentre al primo piano le tre finestre sono collegate da un alto fregio con decori curvilinei.
Visita libera senza prenotazione

VILLA PASSERI
Capolavoro dell’Architetto Sommaruga, conserva ancora gli interni originali in stile Liberty. Pietro Faccanoni si fece costruire la villa nel terreno dove sorgeva una piccola filanda in località Pie’ degli Orti. Nel 1943 fu acquistata dal dott. Luigi Passeri, attuale proprietario.

Villa Passeri

Villa Passeri

Sommaruga fece un parziale sventramento della filanda, aggiunse un corpo laterale e decorò la facciata con graffiti ornamentali; progettò e curò anche gli interni, molto ben conservati. Boiserie, mobili in pregiato teck di Cuba, affreschi, lampadari: tutto in stile decò, che contribuisce a rendere la visita straordinariamente affascinante.

Visita guidata solo su prenotazione esclusiva per iscritti FAI
Per iscrizioni: https://goo.gl/16OULS

BORGO FOSIO
Fu sede del primo mercato nella metá del ‘500. Sono visibili i resti di un vecchio mulino. Attraversato il ponte che collega Paratico a Sarnico in direzione della sponda bergamasca, è possibile seguire, per breve tratto, il corso dell’acqua verso la diga di sbarramento.

Contrada Fosio

Contrada Fosio

In quel punto il Sebino abbandona il proprio nome per ridiventare fiume Oglio. Ci si arriva attraverso una strada piuttosto sopraelevata e panoramica (via Manzoni) che permette di cogliere il naturale restringimento del bacino lacustre. A partire dalla Cappella dei morti della peste del 1630, nel punto più alto di via Manzoni, ci si trova nella località Fosio (non è frazione), ormai congiunta al centro di Sarnico.

Visita libera senza prenotazione

TRAVERSA FLUVIALE
Ha lo scopo di ottenere un volume d’acqua disponibile per gli usi irrigui ed idroelettrici, inaugurata nel 1933 da allora regola il livello del lago.

Traversa fluviale

Traversa fluviale

Visita guidata domenica pomeriggio su prenotazione c/o Pro-Loco Sarnico tel. 035910900 – info@prolocosarnico.it

LA ROCCHETTA
Costruito sui resti di antichi edifici con funzione difensiva, divenne nel 500 abitazione signorile e nel 700 subì una profonda ristrutturazione. Sorge in una magnifica conca naturale alle pendici del colle, in prossimità del ponte sul torrente Guerna e adiacente alla via che da Sarnico conduce a Caleppio. Era anticamente una postazione di controllo di uomini e merci in transito. Terminato il burrascoso periodo, stabilitosi su Bergamo e Brescia il dominio della Repubblica di Venezia, la postazione di controllo e di difesa della Rocchetta va in disuso e diventa abitazione civile; ‘500 i nobili Leoni, già proprietari dell’adiacente Castel Merlo, lo trasformano in signorile dimora; nel ‘700 vi fu un’ulteriore fase di ristrutturazione e rinnovamento cui si deve l’attuale aspetto.

La Rocchetta Sarnico

La Rocchetta Sarnico

La pianta a ELLE del palazzo deriva dalla demolizione delle strutture difensive che si affacciavano sulla strada e sul torrente di cui restano le fondazioni e i basamenti, mentre si è conservato il corpo di fabbrica parallelo al monte e quello verso est.
L’edifico si sviluppa su tre piani; ha elegante portale d’ingresso con cornice ogivale bugnata, ampio portico e al primo piano loggiato con esili colonne in pietra di Sarnico.
Il cortile interno ha come sfondo un muro in pietra con un’elegante apertura che conferisce alla corte un’affascinante aspetto teatrale.
Le sale con copertura a volta sono decorate con affreschi di ottima fattura. Il salone di ricevimento è dotato di un bellissimo camino sormontato da cornice in pietra di Sarnico al centro della quale spicca lo stemma della famiglia dei Conti Suardo (aquila reale e leone Incantevole la zona rustica che si sviluppa intorno al cortile posteriore. Nei sotterranei da segnalare la possente colonna in pietra di Sarnico posta al centro di un ampio vano a pianta quadrata che regge tutte le volte. Esistono corridoi e passaggi che ripercorrono antiche vie difuga, alcune ancora murate ed inesplorate.

Visita libera senza prenotazione

CHIESA SS NAZARIO E ROCCO
È la più antica delle chiese di Sarnico, edificata nel XII-XIII secolo, conserva elementi che confermano l’origine medievale: impianto planimetrico ad un’aula unica rettangolare scandita in tre campate da archi ribassati poggianti su lesene a sezione rettangolare con semplici capitelli e portale laterale inquadrato da grossi conci di pietra.

CHIESA SS NAZARIO E ROCCO

Chiesa SS Nasario e Rocco

La Chiesa ha subìto una serie di trasformazioni nei secoli XVI e XVII, che l’hanno portata ad assumere il suo stato attuale. Nella seconda metà del ‘500, per disposizioni di San Carlo Borromeo, furono rifatti il tetto a capanna e il pavimento. Nel 1627, come riferisce la data incisa nell’architrave, fu sistemato il semplice portale di facciata, con stipiti in pietra e sormontato da un piccolo rosone. Dello stesso periodo può essere l’attuale presbiterio, mentre la sagrestia è decisamente di gusto settecentesco. Il campanile sembra essere stato innalzato in due tempi: la base in pietra è del XV secolo, mentre la cella campanaria è del XVII secolo.

Visita libera senza prenotazione

MAUSOLEO FACCANONI
Grandioso sepolcro monumentale in stile Liberty, opera dell’Architetto Sommaruga. Costruito all’esterno del cimitero, in posizione dominante, fu poi inglobato nell’attuale perimetro.

Mausoleo dei Faccanoni

Mausoleo dei Faccanoni

Grandioso sepolcro monumentale, fu fatto erigere dalla famiglia Faccanoni nel 1907. Sommaruga sfruttò scenograficamente il pendio e con terrazzamenti e scalinate creò un pittoresco percorso co un fascino cupo, a metà fra la piramide maya e la ziggurat babilonese. È costruito con pietre locali, lavorate per dare alla struttura un senso di potenza. Rari i simboli sacri: due croci nel bassorilievo in alto, nascoste da putti e un’altra croce sul cancello in ferro battuto all’ingresso della cripta. A metà della scalinata destra si nota la firma con data del Sommaruga.

Visita libera senza prenotazione

CHIESA STELLA MARIS
Sorge in pittoresca posizione in riva al lago, in origine fu cappella della Famiglia Pesenti.

La chiesetta di Stella Maris è situata in una pittoresca posizione sulla riva del lago; è stata costruita nel 1935 e commissionata dal senatore Antonio Pesenti.

Chiesetta Stella Maris

Chiesetta Stella Maris

 All’interno si può ammirare la statua della Madonna di Stella Maris, protettrice dei pescatori, del Manzù. Oggi è di proprietà del Comune di Sarnico.

Visita libera senza prenotazione

CANTIERI RIVA
Creatori per eccellenza di Yacht di lusso dal 1842, hanno reso famoso Sarnico nel mondo. Riva è un cantiere italiano produttore d’imbarcazioni di lusso, fondato nel 1842 in Sarnico nella provincia di Bergamo: è parte del gruppo Ferretti dal 2000.

Riva Cantieri

Riva Cantieri

 Il cantiere nasce per opera del maestro d’ascia Pietro Riva nel 1842 a Sarnico, sulla sponda occidentale del Lago d’Iseo.
Visita guidata solo su prenotazione esclusiva per iscritti FAI
Per iscrizioni: https://goo.gl/16OULS

VILLA SURRE
Villa padronale in stile Liberty, capolavoro dell’Architetto Sommaruga. Nel 1912 Luigi Faccanoni commissionò al Sommaruga una grande villa, lontano dal paese, sulla strada per Predore in località “Surre”. La villa passò poi ad Achille Bortolotti. Negli ultimi anni ha subìto imponenti lavori di restauro ad opera dalla società Tamoil attuale proprietaria che ha adibito i rustici e le scuderie a sale per congressi.

Villa Sure

Villa Sure

La villa è circondata da un vasto parco con statue, una fontana, un gazebo, panchine in pietra decorata, una voliera e la caratteristica grotta all’entrata della villa. Un ponte, originariamente in pietra ad arco ribassato, la collegava alla darsena; l’allargamento della strada provinciale ne ha imposto l’abbattimento e la sostituzione con un manufatto in ferro. La villa ha un ingresso a esedra con bella cancellata in ferro battuto del Mazzucotelli, caratterizzata da intrecci di foglie, nastri annodati, capricciosi viticci che si adagiano sulla struttura di sostegno formata da barre rettilinee. Il complesso è un insieme di rara eleganza di ispirazione medioevale e romantica, ma richiama anche le ville rinascimentali. Essendo a planimetria chiusa e volumetria compatta, esso è abbastanza anomalo dal punto di vista stilistico nella produzione del Sommaruga e denota, con la sua mole imponente e rettangolare, un certo irrigidimento. La facciata presenta finestre allineate, è percorsa da una fascia in cotto con la data 1912 e termina con una gronda a guscio in mattone rosso. È interamente rivestita in pietra e contiene grandi altorilievi e pregevoli bassorilievi di Bazzaro che, con la loro movimentata sontuosità, sono elementi di spicco. Continuo è il rimando tra le decorazioni dei fregi in cemento e in ferro che hanno gli stessi motivi ornamentali. Il grande balcone, aggiunto nel 1926 e non facente parte del progetto Sommaruga, appare come un pronao piuttosto convenzionale. Quest’opera, più e meglio di tutte, definisce il pensiero modernista del Sommaruga: l’artista progetta il manufatto architettonico nella sua totalità, fornisce, fin nei minimi dettagli, i disegni di tutti gli apparati decorativi,, segue le fasi di lavorazione e sovrintende alle messa in opera. Sommaruga progettò anche gli interni della villa in cui la distribuzione delle 34 stanze è regolare e cadenzata, forse vincolata alle richieste del committente. Risaltano le grandi scale in ferro battuto, in posizione centrale e illuminate da finestroni. Si conservano i serramenti e le decorazioni originali.

Visita libera senza prenotazione

 

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