Processione del Venerdi Santo a Gromo

Processione del Venerdi Santo a Gromo

Ero arrivata in Italia da poco e anche se la Pasqua ortodossa non coincideva con la data di quella cattolica, ormai seguivo la tradizione della piccola Valle Seriana. Vivevo lì da qualche anno e non mi mancava niente, ma proprio in quel periodo,  da sempre magico per me, sentivo che mi mancava qualcosa…

Ero abituata a vivere quei giorni in compagna dei miei familiari e degli amici, ma non era questo che mi mancava di più.  Era l’atmosfera del Venerdì Santo che cercavo…. Mi ricordavo la settimana della passione quando insieme alle mie amiche, con fiori in mano e il cuore immerso nel silenzio della fede profonda si andava nella piccola chiesa ortodossa della mia città natale.

Le candeline accese accompagnavano,  sia sulla destra che sulla sinistra,  la strada in salita,  che portava all’antica chiesetta posta sulla collina.  Ed ecco che un giorno, nel periodo vicino alla Pasqua,  qualcuno tra i miei amici della valle mi disse: ” Cosa fai il Venerdi Santo? Vieni con noi a Gromo! C’è un’antica tradizione che devi conoscere e che  sicuramente ti piacerà !”

Ed ecco che cosi scoprii la meravigliosa Gromo e la sua tradizione di cui radici si perdono nella memoria dei tempi. Davvero magica la Gromo medievale !!! Il piccolo borgo silenzioso, perso nelle montagne della Valle Seriana, mi colpì dritta al cuore. In un’ istante ritrovai l’ atmosfera che stavo cercando.

La ritrovai nel calore che mi avvolse il cuore in un’ attimo. Quell’ attimo era il senso dell’eternità che cercavo.  Lì , in quel paesello, il tempo sembrava si fosse fermato. La gente umile, migliaia di candeline accese ovunque: sui bordi delle strade, sui davanzali delle finestre, davanti alle porte e lungo il fiume Serio.

Non ci potevo credere! Sembrava fosse un sogno: la musica della banda, la voce del don che recitava i versetti del Nuovo Testamento, il rumore dei passi della gente sull’ asfalto bagnato da una pioggia fine che da poco si era fermata.

La colonna di gente si muoveva a passo d’ uomo in un ritmo che sembrava una danza docile. Ognuno si concentrava sulla propria candela accesa. Si respirava silenzio e pace. Mi ricordo anche adesso il freddo pungente di quella notte ed il calore della mia candela tra le mani, gli sguardi pieni di luce delle persone che si salutavano in modo semplice e cordiale. Oltre alla gente del posto, c’erano probabilmente molti turisti, gente da altri paesi e città che si rivedevano di anno in anno, proprio in quella occasione.

Ero letteralmente stupita. Qualcuno mi racconto’ che la statua di Gesù crocifisso era datata al 500′ e che gli uomini che la portavano sulle spalle erano tutti trentatreenni del paese, così come dettava la tradizione. La musica che si sentiva era struggente. Che emozione! Difficile da spiegare in parole. Ci sono cose che devi proprio provarle sulla pelle per poter capirle veramente.

Ovunque guardavo, le fiammelline delle migliaia di candele accese continuavano silenziose la lotta con il vento….. Il fiume sembrava in fiamme…… Sulla montagna che lasciavamo dietro, per avanzare verso la piazza Dante che si trovava nel cuore dell’antico borgo … tre croci accese….Da brivido! Ricordo come fosse adesso….. in un solo attimo mi resi conto che avevo ritrovato l’atmosfera del Venerdì Santo del mio piccolo paesino romeno, Videle, e trovai qualcosa di ugualmente magico…Ero ai piedi del Golgota …di Gromo! Esperienza davvero affascinante che consiglio a tutti di provare. In un mondo confuso e complicato come quello di oggi, ritrovare anche solo per un momento la magia di un’atmosfera che ricorda tempi ricchi di storia e fede, riempie il cuore di pura gioia.

Grazie agli amici di tanti anni fa che mi hanno fatto conoscere quel paesino meraviglioso e la sua millenaria tradizione cristiana! A voi, tutti, auguro un Venerdi Santo pieno di Benedizioni e Pace nei cuori!!!

                                                                                                              Camelia Jumatate, Staff Vivere Bergamo

LA TRADIZIONE STORICA del Venerdì Santo a Gromo

Come da tradizione tantissimi fuochi e lumini votivi vengono accesi per segnare il passaggio della processione nella quale si porta la statua di Cristo Morto del ‘500, accompagnata dal suono della Banda Musicale.

Sui prati e sui sassi del fiume Serio vengono accesi piccoli falò fatti di stracci imbevuti di olio cotto; le finestre si illuminano con gusci di lumaca pieni di olio e grasso o con lumini di cera e lampadine. E mentre la fiumana di gente sale silenziosa sul versante della Sponda, ecco i sei Crocifissi e gli otto simboli della passione precedere la Statua del Cristo morto.

Come tradizione vuole, a Gromo si mangia la “Maiasa”, una specialità gastronomica a base di prodotti tipici locali. Si tratta di una specie di torta a base di farina gialla, cipolle, fichi secchi e mele, condita con olio e cotta nel forno.

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