Pino silvestre, l’essenza del Natale

GOCCE DI SALUTE

 

PINO SILVESTRE (Pinus sylvestris L.)

Classificazione botanica

Dominio: Eukaryota; regno: Plantae; divisione: Pinophyta; Famiglia: Pinaceae Genere: Pinus; Specie: sylvestris

Pino silvestre

Pino silvestre

Descrizione e habitat

Albero alto fino a 40 metri, con foglie aghiformi verde scuro e corteccia bruna-rossastra che si stacca a placche negli individui più giovani e grigia in quelli più vecchi, il Pino silvestre è una pianta colonizzatrice, che non necessita d’acqua ed è inconfondibile tra le conifere per gli aghi corti, riuniti a due e ritorti ad elica. Il Pino silvestre predilige terreni morbidi delle zone temperate settentrionali, è una specie da noi diffusa nelle regioni del centro-nord e cresce solitamente a quote comprese tra i 400 e 1400 metri (anche se sporadicamente può spingersi fino a 1800-1900 m). In particolare è presente anche a quote relativamente basse in Piemonte, Lombardia ed Emilia.

Cenni storici e folkloristici

Il Pino silvestre è, per tradizione, l’albero d’elezione delle festività natalizie nei paesi a tradizione cattolica. Una tradizione che trova riscontri in numerosissime altre culture, in cui piante differenti hanno sempre rappresentato un punto di contatto tra la Terra ed il Cosmo (ovvero il mondo celeste): basti pensare al frassino nella mitologia nordica, ai cui piedi si radunano gli dei per decidere le sorti dell’umanità, o all’albero universale cinese (Kien Mu) che divide il mondo tra sopra e sotto, oppure a Asvattha, l’albero rovesciato che nella cultura indiana raccoglie con le radici l’energia sacra dal cielo per convogliarla sulla terra. Lo stesso simbolismo di ponte tra terra e cielo è alla base dell’utilizzo natalizio del Pino silvestre, che venne introdotto come albero di culto da San Bonifacio (680 ca.), evangelizzatore delle popolazioni germaniche, in virtù delle sue foglie sempreverdi e che resistono a lungo, in uno slancio verso il cielo, anche quando la terra è fredda e ghiacciata. Similmente si è espresso Benedetto XVI, considerandolo un “significativo simbolo del Natale di Cristo, perché con le sue foglie sempre verdi richiama la vita che non muore”, “la forma svettante, il suo verde e le luci sui suoi rami sono simboli di vita”, che “rimandano al mistero della Notte Santa”.

L’Olio Essenziale di Pino silvestre

Essenza di pino silvestre

Azienda “Le Sorgenti”, Bergamo

L’Olio essenziale di Pino silvestre si ottiene dalla distillazione in corrente di vapore di pigne, aghi e giovani getti di Pinus sylvestris. Presenta colorazione trasparente, con una profumazione fortemente balsamica dalle nuances legnose e terrestri. I principali componenti della pianta sono: α-Pinene (40%), β-Pinene (20%), 3-Carene (15%), Limonene (10%), Myrcene (3%).

Impieghi dell’Olio Essenziale

Come la maggior parte degli Oli ottenuti da conifere, l’Olio Essenziale di Pino silvestre trova classicamente applicazione in aromaterapia come espettorante e blando antinfiammatorio (per la presenza dominante dei pineni) sul sistema respiratorio. Presenta quindi proprietà balsamiche che, associate all’azione mucolitica dei terpeni, lo rendono adatto al trattamento di malanni invernali, come sinusiti, laringiti e bronchiti moderate.

La sua attività antinfiammatoria lo rende inoltre adatto anche ad essere applicato con il massaggio sulla zona addominale, per il trattamento di infiammazioni urogenitali, nei casi di uretrite, prostatite, cistite e leucorrea (previa diluizione in olio vettore).

Sempre assunto tramite massaggio sul basso addome, svolge inoltre un’interessante attività diuretica, agendo sul rilassamento della muscolatura liscia. Può quindi rivelarsi utile nel trattamento degli stati reumatici e della gotta.

 Come utilizzare l’Olio Essenziale:

  1. In un diffusore: 3-5 gocce nel diffusore rinfrescano l’ambiente, con effetti positivi sulle affezioni dell’apparato respiratorio. Il suo utilizzo è quindi particolarmente indicato nelle stagioni fredde per il trattamento di sinusiti, bronchiti e laringiti;
  2. Diluito al 2 % in olio base e applicato sul petto prima di coricarsi, per un trattamento di maggiore efficacia delle affezioni dell’apparato respiratorio;
  3. Diluito al 2 % in olio base e applicato sull’addome è un buon coadiuvante nel trattamento delle affezioni urogenitali a base infiammatoria.

Fabrizio Gelmini e Cristian Testa

Azienda Le Sorgenti, Bergamo

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