Pensiero di domenica 26 marzo 2017 M.O.Aivanhov

Sapere, volere, osare, tacere. Perché “tacere”?

“Sapere, volere, osare, tacere”. Questi quattro verbi riassumono il programma di chi percorre il cammino dell’Iniziazione. Vi chiederete: «Ma perché tacere?». Perché, dato che sapete qual è il lavoro da fare, che avete la volontà di farlo e che osate intraprenderlo, non c’è più niente da aggiungere.

Yoga e silenzio

Sarà il vostro intero essere a presentare i risultati di quel lavoro. Quando siete nella pace e nella gioia, è forse necessario dirlo agli altri? No, essi lo vedono, lo sentono. E se siete attraversati da una tempesta interiore, per quanto vi affanniate a sostenere che state nuotando nella serenità e nell’armonia, nessuno vi crederà, o addirittura vi rideranno in faccia! Perché anche in quel caso tutto traspare: il disordine, la cacofonia… Gli esseri umani raccontano, spiegano… Credono che accumulando parole e frasi riusciranno a convincere gli altri. Se vivessero veramente ciò che dicono, non avrebbero nemmeno bisogno di parlare. Perciò, cercate di meditare su questo precetto tanto significativo: “tacere”.

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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