Lo Spirito del pianeta a Chiuduno

Lo Spirito del pianeta Chiuduno dal 25 Maggio al 10 giugno 2018

Venerdi  25 Maggio 2018 ore 19.00

Apertura del centro
PRODUZIONE MESCOLE GOMMA
PALCO PRINCIPALE
ore 20.45 Conferenza: Economia virtuosa e sobria per un
futuro senza rifiuti, Dott. de Tavonatti Enrico Direttore
Generale di Sevizi Comunali Spa
ore 21.15 CARLOS NUNEZ in concerto (Galizia – Spagna)
PALAZZETTO
ore 20.00 Apertura labirinto
ore 20.30 Conferenza: Presentazione Naturalmente
PARCO
ore 20.00 Inaugurazione: Accensione del Fuoco Sacro
ore 22.00 Incontro con il Consilio internazionale delle 13 nonne
indigene (c/o spazio conoscenza)

GALIZIA SPAGNA 25.05.18

carlos nunez

Carlos Núñez è considerato, in tutto il mondo, come un musicista straordinario, tra i più carismatici e brillanti. Il suo carisma, la sua energia e il suo spirito pionieristico l’hanno reso molto popolare, oltrepassando i limiti che possono derivare dagli strumenti (la cornamusa galiziana -gaita- e i flauti) da lui suonati. Già all’età di 8 anni Carlos ha scelto di studiare i segreti della musica tradizionale e della gaita, apprendendo dagli anziani maestri. A dodici anni è stato invitato a suonare come solista, con l’Orchestra Sinfonica di Lorient, una composizione dell’irlandese Shaun Davey. Le sue capacità nello studio del flauto dolce, presso il Conservatorio di Madrid, gli hanno valso il titolo “cum laude” e il Premio Eccezionale di Fine degli Studi. La sua prima esperienza di registrazione è stata nel 1989, con i Chieftains, per la colonna sonora del film “L’Isola del Tesoro”, con Charlton Heston et Oliver Reed. All’uscita del suo primo album da solista, dal titolo A Irmandade das Estrelas, nel 1996, Carlos era già un artista universalmente riconosciuto. Disco di platino.

Nel 2004 Carlos è entrato a far parte del mondo del cinema dalla porta principale grazie al regista Alejandro Amenábar, il quale voleva utilizzare un brano del suo primo disco per la pellicola de “Il Mare Dentro”. Alla fine, Carlos ha partecipato quasi interamente alla colonna sonora del film, che ha vinto un Oscar e quattordici Goya, tra cui anche quello per la migliore musica.

Carlos Núñez ha venduto più di un milione di dischi nel mondo, ed è stato premiato in numerosi paesi. In Spagna ha ottenuto il Premio Ondas e due nominations per i Grammy Latini. E’ stato inoltre nominato Ambasciatore Europeo per l’ambiente. Ha suonato a Roma per il Papa davanti a due milioni di spettatori Si dice di lui. “la sola star planetaria della cornamusa” (François-Xavier Gómez, Libération), “Il nuovo re dei Celti” (Manuel Rivas, El País), “Il Jimi Hendrix della gaita” (Scott Lewellyn, Billboard), “Il musicista d’oro” (Xabier Rekalde, El Mundo), “Artista di una musicalità distinta e dal talento intelligente” (Jan Fairley, Folk Roots), “Musicista che suona come Coltrane o Hendrix” (Bob Flynn, The Guardian

 

Sabato 26 Maggio ore 17.00

Apertura del centro
Dalle 10:00 alle 16:30 – si terrà il seminario “IL CICLO LUNARE –
IL TEMPO DEL FEMMINILE” condotto dalle Abuelas (su prenotazione).
PALCO PRINCIPALE
ore 20.45 Presentazione di Naturalmente Giovani e agricoltura
ore 21.15 Canti e danze tradizionali del Gruppo Maoori –
Nuova Zelanda
PALAZZETTO
ore 20.00 Apertura labirinto
ore 20.00 Conferenza: Naturalmente Territorio e natura da BG a BS
ore 21.45 Concerto del Gruppo Shadygrovefolk – Italia
PARCO
ore 21.00 Esibizione e filosofia di spada giapponese, della scuola
Bushido di Brescia, Maestro Sandro Savoldelli (c/o fuoco sacro)
ore 23.00 Incontro con il Re di un villaggio del Togo
(c/o spazio conoscenza)

NUOVA ZELANDA 26.05.18

maori

I Maori sono una popolazione di origine polinesiana che giunse in Nuova Zelanda fra il IX e il XIV secolo d.C. Sterminati dai bianchi alla metà dell’Ottocento. I Maori giunsero in Nuova Zelanda navigando l’Oceano Pacifico a bordo delle loro canoe, semplici tronchi d’albero scavato, dotate di uno stabilizzatore esterno (cioè di un secondo scafo parallelo che funzionava da bilanciere) che consentì di affrontare giorni e giorni di navigazione, anche con il mare in burrasca. Tra essi c’erano esperti di stelle e costellazioni e altri che conoscevano le correnti dell’oceano, la loro direzione e dove il vento sarebbe cambiato. Fu così che i Maori navigarono l’Oceano Pacifico. La società maori si occupò prevalentemente di agricoltura anche se non disdegnò la navigazione, la pesca e la costruzione delle imbarcazioni. Abitavano spesso in villaggi fortificati. Popolo fiero, si oppose con grande forza all’arrivo degli inglesi in due fasi: nel 1840, quando gli indigeni furono spinti e racchiusi al centro dell’Isola del Nord; e nel 1860, quando furono sconfitti e sottomessi definitivamente. In seguito alla colonizzazione furono decimati dalle malattie e dall’alcolismo e furono ridotti a poche migliaia fino alla prima metà del Novecento.

Negli ultimi decenni i Maori hanno ritrovato la forza dell’identità di popolo e conosciuto un forte incremento demografico, grazie anche al riconoscimento, ottenuto nel 1997, di un indennizzo alla comunità maori da parte del governo per le violazioni del Trattato di Waitangi del 1840, perpetrate dai colonizzatori inglesi ai danni degli indigeni. All’origine della religione dei Maori c’è il dio Tane, che regalò all’umanità tre cestini di saggezza, nei quali è contenuta la storia della creazione e molti altri insegnamenti utili all’uomo. Essi credono che tutte le cose viventi discendano dagli dèi, e che degli dèi siano intrisi i fiumi, i laghi, le montagne, gli alberi: ogni cosa ha un’anima (wairua). Alcuni elementi geografici dell’Isola del Nord sono punti fondamentali di riferimento e ritenuti sacri per i Maori: il fiume Wanganui e i monti Ngaruahoe e Ruapehu. Queste credenze rappresentano un motivo di forte legame con la terra. Il funerale è un momento importante nella vita religiosa: dopo la morte il corpo del defunto viene vegliato fino al momento della sepoltura. Poi lo spirito del defunto vola in cima alle montagne sacre per ridiscendere nel mare e riemergere nelle Three Kings Islands (piccolo arcipelago vicino alla punta nord-ovest dell’Isola del Nord) per l’addio finale prima di raggiungere gli antenati.

Domenica 27 Maggio ore 10.00

Apertura del centro, inizio attività delle donne
ore 14.30
Inizio della marcia delle donne per la pace
PALCO PRINCIPALE
ore 15.00 Seminario sulle Danze Tradizionali dei Maoori: la HAKA
ore 20.30 Interventi ospiti
ore 21.15 Concerto del gruppo Yael Deckelbaum & Prayer
Of The Mothers Ensemble featuring special
guest Miriam Toukan – Israele e Palestina
PALAZZETTO
ore 14.00 Apertura labirinto
ore 15.00 Conferenza: Naturalmente Quale civiltà dietro l’apparenza?
ore 20.00 Conferenza: Naturalmente Paura e violenza. Maturità
negata (dalle calamità alla violenza al femminile)
ore 21.45 Seminario sugli strumenti tradizionali africani
PARCO
ore 15.30 Conferenza: “Il significato della medicina tradizionale
nel Togo” (c/o spazio conoscenza)
ore 18.00 Conferenza: “Il cibo di Madre natura” Sara e Max
Cascina Gervasoni (c/o spazio conoscenza)
ore 21.45 Incontro con i Maoori (c/o spazio conoscenza)

ISRAELE PALESTINA 27.05.18

yael deckelbaum

Yael Deckelbaum è una cantautrice Israeliana che ha vinto il disco di platino. La sua canzone “Prayer Of The Mother” (Preghiera della Madre) è diventata virale dando il via ad un movimento femminile con la “Women Wage Peace Organization” (Organizzazione della Campagna delle Donne per la Pace) che ha portato ad organizzare marce e spettacoli con la partecipazione di decine di migliaia di persone in tutto il mondo. Women Wage Peace ha una missione: realizzare nel 2018 un accordo bilaterale tra culture che si trovano in conflitto, basandosi su comunicazione non violenta.

Nel corso degli ultimi due anni, madri sia Palestinesi sia Israeliane si sono incontrate per dialogare e condividere vis-a-vis le proprie esperienze e sfide attraverso due marce storiche. Le marce sono state guidate da Leymah Gbowee, vincitrice del premio Nobel per la Pace nel 2011 e attivista Liberiana per la pace, che nel 2003riuscì a fare terminare la seconda Guerra Civile Liberiana. Il gruppo Prayer Of The Mothers è nato da questo movimento e include donne di tutte le religioni e demografie. La stampa, per es. “New York Times, Marie Claire, Huffington Post, SBS News, ecc… ha scritto del gruppo abbinandolo al movimento Women Wage Peace Movement … “non si tratta semplicemente di un gruppo di artiste, è un vero e proprio movimento.”

Lunedì 28 Maggio ore 19.00

Apertura del centro
PALCO PRINCIPALE
ore 21.15 Canti e Danze Tradizionali del Gruppo Afgano –
ZOHREH JOOYA Ensemble Afghan
ore 22.45 Conferenza sulla cultura Afgana
PALAZZETTO
ore 20.00 Apertura labirinto
ore 21.45 Danze e Seminario del Gruppo Maasai – Kenya

AFGANO 28.05.18

zohreh jooya

Nata a Mashhad, una città dell’Iran dell’est da padre afgano e da madre iraniana, la cantante vive, fin dal periodo dei suoi studi della musica classica, a Vienna dove, attualmente, si dedica principalmente all’interpretazione della musica orientale. Gli album attuali offrono una panoramica sui suoi programmi musicali. “Songs from Afghanistan” propone oltre ad antichi canti tradizionali anche Ghazal, canzoni d’amore, e Qawwali, canti religiosi, molto diffusi anche in India e in Pakistan. La musica è suonata con classici istrumenti afgani come il robad il damburre e la tabla. Zohreh Jooya si sente sempre legata alla sua patria e le rincresce che l‟interpretazione fondamentalistica dell‟islam proibisca alle donne di apparire in scena. Tuttavia le sue esperienze in Europa sono più che positive, precisa la cantante:” qui il pubblico è aperto, la gente si interessa molto alle musiche provenienti da altre culture. Inoltre c‟è una serie di organizzazioni che sostengono progetti di musica internazionale”. La musica internazionale è per Zohreh Jooya la musica del futuro.

Martedi 29 Maggio ore 19.00

Apertura del centro
PALCO PRINCIPALE
ore 21.15 Canti e Danze Tradizionali del gruppo Makà –
Paraguay
ore 22.45 Conferenza: la cultura Makà
PALAZZETTO
ore 20.00 Apertura labirinto
ore 21.45 Conferenza delle rappresentanti del Consilio
internazionale delle 13 nonne indigene

PARAGUAY 29.05.18

maka paraguay

Il Makás, Mac’as o Macás sono un popolo indigeno del Chaco boreale in Paraguay e Argentina che oggi vivono principalmente nella nuova Colonia indigena Maká, che si trova nella località di Mariano Roque Alonso, e alcuni nei sobborghi della città di Asunción, così come Anche nella provincia argentina di Formosa soprattutto nella città di Clorinda. Secondo i censimenti indigeni del Paraguay, la popolazione Maká era di 608 persone nel 1981, 1061 nel 1992 e 1282 nel 2002 (249 di loro nel Chaco boreale). Il censimento 2002 ha indicato che 77,4% di Makás vivono nelle zone urbane.

Mercoledì 30 Maggio ore 19.00

Apertura del centro
PALCO PRINCIPALE
ore 21.45 Concerto del Gruppo F.B.A. – Italia
PALAZZETTO
ore 20.00 Apertura labirinto
ore 21.45 Danze e Seminario di un Aborigeno – Australia

ITALIA Mer 30 Mag

fba

Nata nel 1993 come un laboratorio artistico multidisciplinare, la *F.B.A. – Fucina Bucolica Artistica* è diventata negli anni uno dei gruppi di “musica celtica & folk europea” più famosi in Italia e all’estero… In concerto la *F.B.A. – Fucina Bucolica Artistica* esegue generalmente un mix di musiche antiche ri-arrangiate in modo attuale ed originale e canzoni storiche (anche di propria composizione) suonate in modo moderno, ma eseguite sempre nel rispetto della Tradizione… I concerti della *F.B.A. – Fucina Bucolica Artistica* conditi da particolari e generalmente insoliti riferimenti storici e culturali, sono solitamente molto entusiasmanti e trascinanti e conducono gli spettatori in una dimensione parallela molto coinvolgente e suggestiva, tra l’antico ed il moderno, per tutta la durata della loro esibizione… Durante i concerti principali della *F.B.A. – Fucina Bucolica Artistica* è facile vedere interventi di Irish o Scottish dancers, in gruppi organizzati o spontanei a seconda delle occasioni, che ballano insolite danze antiche sulle loro esuberanti melodie

Giovedì 31 Maggio ore 19.00

Apertura del centro
PALCO PRINCIPALE
ore 20.30 Conferenza La tradizione di una donna medicina Inca
ore 21.15 Enzo Avitabile e i Bottari in Concerto- Napoli (ITA)
PALAZZETTO
ore 20.00 Apertura labirinto
ore 21.45 Danze e seminario del Gruppo Inuit
PARCO
ore 21.45 Conferenza: la Medicina Tradizionale del popolo Tufi
(c/o spazio conoscenza)

ITALIA 31.05.18

avitabile

Nel 2004 Enzo Avitabile, decide di non rinunciare al patrimonio lessico/musicale della sua terra ed è in questo periodo che nasce la voglia di incontrare, in un progetto musicale completamente nuovo, i Bottari di Portico ensemble che fa del ritmo ancestrale la sua unica fede. Sul palco, botti, tini, falci strumenti atipici diretti dal capopattuglia cadenzano antichi ritmi processionali che sono sana trance: non techno, ma “folk”. Una proposta innovativa in cui fonde il personale sound con la tradizione di questi percussionisti, le cui origini risalgono al XIII Sec. «Ormai era diventato indispensabile disamericanizzare il mio linguaggio musicale», diceva Avitabile. E c’è senz’altro riuscito. Da questa esperienza con i Bottari, è nato “Salvamm’ ‘o munno” che ha ottenuto ben quattro nomination ai BBC World Music Award – due nel 2004 e altri due nel 2005, nelle categorie “Miglior audience radiofonica” e “Miglior gruppo world-europeo”,, album specialissimo perché spazia dal canto liturgico ai tradizionali a fronna, e include, tra le altre, le prestazioni di Khaled, Manu Dibango, Zì Giannino del Sorbo, il Miserere di Sessa Aurunca, Luigi Lai, la Polifonica Alphonsiana e Baba Sissoko.

Venerdì 1 Giugno ore 19.00

Apertura del centro
PALCO PRINCIPALE
ore 20.00 Conferenza: Naturalmente Africa: natura e civiltà
ore 21.15 Canti e Danze Tradizionali del Gruppo Tufi –
Papua nuova Guinea
ore 22.45 Conferenza la Cultura Tufi
PALAZZETTO
ore 20.00 Apertura labirinto
ore 20.00 Danze e Seminario del Gruppo Zulù – Sudafrica
PARCO
ore 21.00 Concerto Harmonic Spirit Con Rhys (Aborigeno), ed
Enzpercus (Hoplonpan)
ore 23.00 Incontro con i Cherokee (c/o spazio conoscenza)

Italia 01.06.18

tufi Papua Nuova Guinea

In Papua Nuova Guinea esistono centinaia di gruppi etnici indigeni: il più numeroso è rappresentato dai papuanesi, i cui antenati giunsero in Nuova Guinea decine di migliaia di anni fa. La restante parte della popolazione è composta da austronesiani, i cui antenati giunsero nella regione meno di 4.000 anni fa. Vi sono, infine, consistenti minoranze di cinesi, europei, australiani, filippini, indiani e cingalesi. A scuola viene insegnato l’inglese, ma è il paese al mondo con il maggior numero di idiomi differenti, più di 800, quasi un quinto di tutti quelli parlati sul pianeta. Unicità della propria cultura; ogni tribù nella propria valle aveva formato nel tempo sue tradizioni e fedi animiste, rimaste tali. Queste tribù si sono sempre combattute fra loro con tristi conseguenze anche ora. A causa di queste diversità, di cui sono orgogliosi, sono emersi molti stili diversi di espressione culturale, ogni gruppo ha creato la propria forma espressiva: d’architettura, arte, danze, armi, costumi, canti e musica. Gli indumenti sono stati introdotti solo in tempi recenti. Oggi esistono i clan, famiglie allargate, all’interno dei quali ci si garantisce reciprocamente la sopravvivenza.

Sabato 2 giugno ore 12.00

Apertura del centro
PALCO PRINCIPALE
ore 15.00 Rievocazione storica del gruppo Astorica di Albino
ore 17.00 Seminario le danze Zulù
ore 20.30 Conferenza i Maasai ospite capo tribù Muteleu (Kenya)
ore 21.15 Canti e Danze del popolo Cherokee –
Nord Caroline- Stati Uniti
ore 22.45 Conferenza: gli Indiani d’America
PALAZZETTO
ore 14.00 Apertura labirinto
ore 18.00 Conferenza: Naturalmente La lingua bergamasca:
idioma, natura, cultura
ore 20.00 Naturalmente: Musica e tradizione bergamasca
ore 21.45 Danze e Seminario del Gruppo Tufi
PARCO
ore 17.00 Apertura dell’Assemblea dei Popoli Indigeni del Mondo
(c/o spazio conoscenza)
ore 21.00 Cerimonia giapponese del tè, della scuola Bushido di
Brescia, Maestro Sandro Savoldelli (c/o fuoco sacro)
ore 22.30 Incontro con i Popoli dell’Artico Inuit e Chukchi
(c/o spazio conoscenza)

ITALIA 02.06.18

cherokee

Da quanto affermano gli anziani della tribù Cherokee, sembra che il loro popolo, il cui nome significa “Il popolo capo” o “Ani Yonwiyah”, provenga dalle Pleiadi. La loro lingua, la sua radice originaria, oggi viene parlata da una ristrettissima cerchia di persone e prende il nome di Elati. Più che proferire parole, il Cherokee che conosce questo linguaggio, emette suoni che possiedono una carica spirituale molto forte. Secondo la cultura Cherokee, parlare significa “essere” più che “comunicare”. La lingua Elati viene chiamata anche la lingua degli Antenati o “il linguaggio delle stelle”, usata per lo più dagli “uomini sacri” o detentori della storia e della storia oltre che delle leggi del popolo Cherokee. Secondo la tradizione orale di questo popolo, i Cherokee arrivarono su questo pianeta ben 250.000 anni fa dalle Pleiadi, dove nella lingua di questa tribù, Pleiadi indica proprio la parola Antenati. Sempre secondo la cultura di questo popolo antico, il pianeta Terra viene chiamato anche “il pianeta dei bambini” o anche “il pianeta dei figli delle stelle”, dove l’essere umano, e non solo la tribù dei nativi, vennero creati da popoli alieni. Le conoscenze della antica “società dei capelli intrecciati” dei Cherokee, iniziano nel periodo in cui esistevano 12 pianeti abitati da umani, i cui progenitori si riunivano su un pianeta chiamato “Osiriaconwiya”, ovvero il quarto pianeta della costellazione del Cane Maggiore, ovvero Sirio. Durante quelle rinioni, si discuteva del futuro dell’Ava Terra ovvero la nostra Terra, chiamata in lingua Cherokee “Eheytoma”, come dicevamo “il pianeta dei figli”, cioè il tredicesimo pianeta, simbologia che si ricollega anche a miti legati alla tredicesima tribù ebrea, e molti altri miti.

Quei saggi, vollero registrare tutta la loro conoscenza in 12 teschi di cristallo che chiamarono “Arca di Osiriaconwiya”, che furono portati sulla Terra così che un giorno potessero venire consultati dagli abitanti di questo pianeta e sapere tutto sulle loro origine reali. Gli Avi di questa civiltà aiutarono a fondare le 4 principali civiltà mitiche di Mu, Mieyhun, Atlantide e Lemuria, usando le conoscenze contenute nei teschi e fondarono le grandi scuole del mistero, veri centri di sapienza arcana e società di medicina. I dodici teschi corrispondenti ai dodici pianeti, venivano sistemati in cerchio attorno a un tredicesimo teschio di ametista di dimensioni più grandi, che raccoglieva la consapevolezza collettiva di tutti quei mondi. Purtroppo arrivarono i conquistadores come Cortès e gli altri assassini europei che fermarono lo sviluppo delle genti amerinde: coloro che furono incaricati di compiere il viaggio sulla Terra per donare i teschi di cristallo furono chiamati Olmechi, i quali passarono la conoscenza ai Maya, poi agli Aztechi e, per finire, ai Cherokee con tutte le altre popolazioni native del nord America.

Domenica 3 giugno ore 12.00

Apertura del centro
PALCO PRINCIPALE
ore 15.30 Canti e Danze del gruppo Apache – Arizona – Stati Uniti
ore 16.30 Bepi & The Prismas in concerto ore 20.00 Conferenza: Naturalmente Glocale: Europa e Autonomia
ore 21.15 Canti e Danze Tradizionali del gruppo Chukchi –
Eschimo (Chukotka – RUSSIA)
ore 22.45 Conferenza: la Cultura dei Chukchi
PALAZZETTO
ore 14.00 Apertura labirinto
ore 15.00 Conferenza: Naturalmente Parchi e democrazie d’Europa
ore 21.45 Danze e Seminario del Gruppo Makà
PARCO
ore 15.00 Cerimonia di Purificazione Inca (c/o spazio conoscenza)
ore 17.30 Incontro dell’Assemblea dei Popoli Indigeni del Mondo
(c/o spazio conoscenza)
ore 22.30 Cerimonia di Purificazione del Re del Togo
(c/o spazio conoscenza)

BERGAMO 03.06.18

bepi

Bepi & The Prismas tornano allo Spirito del Pianeta per la terza volta e ne sono lusingati. Significa che hanno saputo rappresentare bene la gente che abita la terra che ospita un festival dalla vocazione planetaria. Quel che, però, più soddisfa è l’averlo fatto distruggendo tutti gli stereotipi del caso. Sul palco si ammiccherà molto più al rock e al country che non al folk, perché, pur arrivando questi generi da costumi lontani, rimangono comunque fortemente occidentali e non si può non notare l’incredibile somiglianza delle realtà sociali che li partoriscono ora. Il Bepi non ce l’ha nemmeno un genere musicale, perché in qualche modo ne fagocita decine a seconda dell’evenienza. Che usi una fisarmonica o una chitarra metal il minimo comune denominatore è rappresentato da lui e dal territorio orobico. Persino il dialetto stretto che lo ha da sempre contraddistinto è sempre un mezzo, mai un fine, al punto che, quando serve (come nel video che vi suggeriamo oppure nell’ultimo CD “Dadi e cime”) il Bepi passa dal bergamasco all’italiano e viceversa senza farsi alcun problema.

Lunedì 4 giugno ore 19.00

Apertura del centro
www.destinazionesole.it
PALCO PRINCIPALE
ore 21.30 La Notte dei Tamburi Cerimonia con Tutti i Gruppi
presenti
PALAZZETTO
ore 20.00 Apertura labirinto
ore 22.00 LyraDanz Sangineto in concerto – Italia
PARCO
ore 20.30 La Notte dei Tamburi Cerimonia di apertura

ITALIA Lun 04 Giu

fba

LyraDanz è un progetto composto da tre musicisti già singolarmente affermati con diverse formazioni nella scena del folk italiano e europeo. L’idea di LyraDanz nasce dal desiderio di introdurre nel Neo-Trad strumenti musicali non canonici quali il salterio ad arco e l’arpa celtica e di fondare un gruppo di musica da danza che non facesse uso di strumenti a mantice classici ma che sperimentasse sonorità inconsuete e nuove. Ballare sulle note dei LyraDanz è un’esperienza unica ed emozionante. Il loro album di debutto “Un giorno in ballo” è già nella playlist dei ballerini folk italiani, un CD di composizioni originali che emoziona e stupisce, diverte e fa innamorare. Un concept album con un brano per ogni attività della giornata: “ogni ora è scandita da una danza, ogni minuto da un passo, ogni secondo da un’emozione…”

Martedì 5 giugno ore 19.00

Apertura del centro
ZHEZZZWDFFROLQLLW
WHOHIRQR
%,55($57,*,$1$/,’,48$/,7$¶
PALCO PRINCIPALE
ore 20.30 Conferenza: i Progetti dell’Associazione Sesto Sole
ore 21.15 Canti e Danze Tradizionali del Gruppo Saor
Patrol (Scozia) – Anteprima mondiale del nuovo CD
PALAZZETTO
ore 20.00 Apertura labirinto
ore 21.45 Danze e Seminario del Gruppo Chukchi

SCOZIA Mar 05 Giu

saor patrol

La cornamusa, considerata strumento nazionale, accompagna le note di un gruppo che con la sua grinta e con i suoi tamburi sa farci respirare ogni volta l’aria della Scozia, quella vera: gli Saor Patrol ! Dal gaelico, il nome di questo gruppo letteralmente significa “la pattuglia della libertà” (saorsa è la parola gaelica che indica il concetto di libertà). Questo perchè non si tratta di un gruppo meramente musicale: gli Saor Patrol (Clanranald Trust for Scotland) sono portatori culturali di una tradizione antica che ha bisogno di impegno e dedizione per sopravvivere. Dal 1996 il progetto è quello di realizzare un forte celtico (DunCarron) nei pressi di Edimburgo, per poter trasmettere a tutti e soprattutto ai più giovani l’amore per il proprio passato. Fortificazione che in questo momento è terminata nel suo perimetro, nella reception, nei bagni, nel parcheggio e che sarà terminata per il 2012. Il gruppo è da numerosi anni che partecipa a numerosi film di notevole importanza come:
Brave Heart
Il Gladiatore
Rè Artù
E l’ultimo Robin Hood
Russel Crowe, vorrebbe girare a DunCarron il prossimo episodio di Robin Hood

Mercoledì 6 Giugno ore 19.00

Apertura del centro
PALCO PRINCIPALE
ore 20.30 I 100 anni dalla nascita di Nelson Mandela
(Sig.ra NDILEKA MANDELA e la Console Generale
del Sudafrica di Milano Sig.ra Titi NXUMALO)
ore 21.15 Canti e danze tradizionali del gruppo Zulù – Sudafrica
ore 22.45 Conferenza Gli Zulù
PALAZZETTO
ore 20.00 Apertura labirinto
ore 22.00 Danze e Seminario del Gruppo Saor Patrol – Scozia

SUD AFRICA 06.06.18

zulu

Gli zulu, un popolo guerriero forte e autentico, sono l’etnia nera più numerosa in Sudafrica. 11 milioni di persone che vivono in villaggi, ancora oggi, senza elettricità e acqua corrente. Si colorano il viso per proteggersi dal sole, e, soprattutto, sorridono sempre. Nonostante lo stile di vita semplice ed austero, anche nella cultura del popolo Zulu, come per le altre tribù del Sudafrica e del continente africano in genere, i costumi costituiscono un ornamento importante e mai trascurabile. Gli abiti, ricchi di significati e simboli, si differenziano in base alle diverse fasi della vita, al rango, allo status. In passato le donne sposate coprivano la parte superiore del busto unicamente con un panno; oggi la moda si è evoluta, diventando più confortevole. L’ornamento più iconico, resta un cappello a forma di circolo, chiamato izicolo, tradizionalmente fatto di erba e cotone, misura fino a un metro di altezza, ed è utile per proteggersi dal sole. Per gli uomini Zulu, “l’outfit” è molto essenziale a prescindere dallo status e gli abiti tradizionali sono fatti con pelli di animali e piume. Data la grande ammirazione di questo popolo per il leopardo, considerato il re di tutti i predatori, i sovrani indossano abiti fatti esclusivamente con la pelle di questo meraviglioso felino così da distinguersi dai sudditi ovunque vadano.

Giovedì 7 giugno ore 19:00

Apertura del centro
PALCO PRINCIPALE
ore 21.15 Canti e Danze Tradizionali del popolo Inuit
Tunumer – Groellandia
ore 21.45 Canti e Danze Tradizionali del gruppo Maasai – Kenya
ore 22.45 Conferenza: i Popoli Inuit – Tunumer e Maasai
PALAZZETTO
ore 20.00 Apertura labirinto
ore 21.45 Danze e Seminario del Gruppo Chukchi
PARCO
ore 22.00 Conferenza: La scultura per il popolo Tunumer

GROENLANDIA 07.06.18

inuit

Tunumer- Inuit (volgarmente chiamati, Eschimesi)
Gli inuit non possiedono il concetto di possesso o proprietà privata con riferimento tanto a cose materiali, quanto a persone. Abituati ad autogestirsi, non hanno capi e faticano a concepire l’idea di una struttura politica che regoli la loro vita dall’alto. L’educazione dei bambini riveste una grande importanza e i piccoli, pur ricevendo attenzioni continue, crescono liberi di fare di tutto privi di inibizioni e di limiti imposti ed ignari dei concetti di punizione e castigo. Attualmente la cultura inuit e la stessa sopravvivenza di queste popolazioni risultano fortemente minacciate a causa dei mutamenti economico-sociali e delle condizioni di vita derivanti in gran parte dai cambiamenti climatici e ambientali, dalla maggiore influenza e penetrazione della cultura e degli stili di vita occidentali, oltreché dalle forti pressioni provenienti dalle potenze economiche interessate ad un più libero e disinvolto sfruttamento delle risorse naturali di cui le loro terre sono ricchissime. A causa di ciò le popolazioni stanno progressivamente modificando i propri stili di vita adattandosi a nuovi modelli culturali, perdendo di fatto il contatto con le proprie radici ancestrali. Questo progressivo snaturamento della cultura inuit e delle abitudini di vita sta portando ad una evidente alienazione sociale che si manifesta con altissimi tassi di alcoolismo e di suicidio[2]. Anche la campagna di Greenpeace che ha portato al divieto della caccia alle foche, ha creato dei gravissimi problemi di sopravvivenza ai nativi a cui è venuto a mancare il principale mezzo di sostentamento che per secoli ha consentito loro di sopravvivere in un ambiente estremo e inospitale[3]. Di questi pericoli si è fatto portavoce Robert Peroni, un alpinista altoatesino che da oltre 30 anni, dopo essersi lasciato tutto alle spalle, si è trasferito a Tasiilaq in Groenlandia per conoscere da vicino questo popolo e farsi promotore delle loro istanze dando vita a progetti per la salvaguardia della loro cultura.

Venerdì 8 giugno ore 19.00

Apertura del centro
PALCO PRINCIPALE
ore 20.30 Conferenza: Naturalmente Viaggiare senza inquinare:
Camper, tende, bici
ore 21.15 Canti e Danze del Gruppo Dervisci Rotanti – Turchia
ore 22.45 Conferenza sulla Cultura dei Dervisci
PALAZZETTO
ore 20.00 Apertura labirinto
ore 20.00 Conferenza: Naturalmente Consumo del territori:
la Provincia
ore 21.45 Danze e Seminario del Gruppo Makà dell’Amazzonia –
Paraguay
PARCO
ore 21.30 Incontro con gli Aztechi (c/o spazio conoscenza)

TURCHIA 08.06.2018

dervisci rotanti

I dervisci rotanti “Galata Mevlevi Ensemble” del Maestro “Sheik Nail Kesova” sono stati dichiarati dall’UNESCO “Patrimonio culturale dell’umanità”. Essi rappresentano ormai il simbolo del misticismo orientale, che prende origine in tempi lontani, nel tredicesimo secolo circa. Il loro spettacolo è molto inteso, emotivamente e spiritualmente, e cattura il pubblico lasciandolo senza fiato. Vestiti di una tunica bianca come un sudario, un copricapo che richiama le pietre tombali dei paesi musulmani, le braccia aperte verso il cielo, lo sguardo rivolto al cuore, diversi uomini danzano piroettando e girando intorno al loro maestro. Chi, viaggiando per gli altipiani vulcanici e i laghi salati dell’Anatolia centrale, arrivi a Konia, non trova più le mirabili moschee, i preziosi palazzi e la dotta, tollerante università del sultano selgiuchide. Ne rimangono soltanto alcune interessanti ma smozzicate vestigia. Trova però ancora, intatta, la Tekke del Mevlana, ovvero il “Convento del Nostro Signore”. Che ora è un museo, ma che per secoli fu il principale centro dell’ordine dei mistici mevlevi, i dervisci ruotanti, fondato nel XIII secolo dal sapiente e poeta di origini afgano/persiane Celaleddin Rumi. L’aspetto straordinariamente suggestivo di questo rituale di ormai 700 anni è la volontà di connettere i tre componenti fondamentali della natura umana: lo spirito (mente e pensiero), l’amore (emozioni, poesia e musica) e l’anima (vita, movimento e Sema). Il Galata Mevlevi Ensemble può essere definito l’avanguardia nelle tradizioni di questa fratellanza. Nel suo monastero, Sheik Nail Kesova ha composto molti pezzi liturgici, aiutato da artisti asiatici e occidentali e da orchestre creando nuovi stili e melodie. Nail Kesova, nato nel 1939, è ancora il maestro.

Sabato 9 giugno ore 17:00

Apertura del centro
PALCO PRINCIPALE
ore 20.30 Conferenza: Il portale indigeno
ore 21.15 Canti e Danze del Gruppo Masa Daiko – Giappone
ore 22.45 Conferenza la Cultura dei tamburi Daiko
PALAZZETTO
ore 18.00 Conferenza: Naturalmente La Casa dei SemiLa
Civiltà contadina
ore 20.00 Apertura labirinto
ore 20.00 Naturalmente Agricoltura e coltivazioni Bio-Toolbox
ore 21.45 Danze e Seminario del Gruppo Maasai
PARCO
ore 17.00 Incontro dell’Assemblea dei Popoli Indigeni del Mondo
(c/o spazio conoscenza)
ore 21.45 Incontro con il popolo Makà (c/o spazio conoscenza)
ore 22.30 Cerimonia giapponese del tè, della scuola Bushido di
Brescia, Maestro Sandro Savoldelli (c/o il fuoco sacro)

GIAPPONE 09.06.18

masa daiko

Masa-Daiko, il gruppo percussionista Giapponese, presenta la potenza originale del Taiko! Il gruppo Giapponese Masa-Daiko, nato nel 1996, consiste al momento di 8 percussionisti maschi e femmine. Sotto la direzione dell’artista e multi-percussionista Masakazu Nishimine, Masa Daiko presenta in maniera suggestiva pezzi del ricco repertorio di musica tradizionale Giapponese e opere di Nishimine. Con enorme forza e suspence nel ritmo e nella coreografia, lo spettacolo va ben oltre una normale esperienza concertistica è un vero e proprio spettacolo artificiale creato dai tamburi. Potente, energico, sensuale e avvincente!

Il termine taiko, indica genericamente tutti i tamburi giapponesi, ad eccezione di quelli a clessidra (definiti tsuzumi). La tipologia più nota in Occidente, grazie a gruppi come Kodà, è quella del grande tamburo giapponese a forma di barile. Le origini dei tamburi in Giappone sono incerte, ma possono essere verosimilmente indicate fra il VI e il VII secolo per merito del ritrovamento di una statuetta di argilla dell’epoca che riproduce un tamburo. Il taiko, in quel periodo, veniva usato durante le battaglie per intimidire i nemici ed per inviare comandi alle forze amiche.

In antichità i taiko erano usati negli eventi militari e nelle feste comunitarie dette matsuri. Dalla pratica strumentale dei matsuri deriva, nei tardi anni ’50, un genere neotradizionale imperniato su gruppi di tamburi, definiti kumidaiko. Gruppi come i Kodà hanno elaborato, liberamente e in senso virtuosistico, i repertori di diverse zone del Giappone o utilizzato brani composti ex novo. La valle di Suwa, distante 150 chilometri dalla città di Tokyo, è nota per il paesaggio maestoso e per avere diversi miti, che hanno come protagonisti divinità naturali; questa località è famosa anche per l’uso dei tamburi. Qui viene usato un taiko per rendere omaggio alle divinità nei sacrari shintoisti.

Domenica 10 giugno ore 12.00

Apertura del centro
ore 15.00 Canti e Danze Tradizionali dei Gruppi Ospiti (c/o intero festival)
Domenica
Giugno10
PALCO PRINCIPALE
ore 18.15 Conferenza Naturalmente L’altra energia
ore 20.30 Chiusura del Programma Naturalmente
ore 20.35 Risultati dell’Associazione Sesto Sole
ore 20.45 Canti e Danze Tradizionali dei Gruppi Ospiti “Finale”
PALAZZETTO
ore 14.00 Apertura labirinto
ore 17.00 Conferenza: Naturalmente Imprenditori nella Natura
PARCO
ore 14.30 Incontro dell’Assemblea dei Popoli Indigeni del Mondo
(c/o spazio conoscenza)
ore 17.00 Inaugurazione delle nuove opere dei popoli indigeni, il
parco diventa un museo indigeno

TUTTI GRUPPI 10.06.18

Dalle ore 21,15, tutti i gruppi si presenteranno con alcune danze e musiche, per salutarci e condividere con noi l’ultima parte della serata, dove tutti i gruppi suonano e danzano con noi. L’energia che si propaga in questa serata, la si percepisce anche senza volerlo, è il miracolo dello Spirito del pianeta

NUOVI RISTORANTI padiglione interno:
❏ Ristorante regionale con prodotti locali a km 0
e del Bio distretto
❏ Ristorante Sushi
❏ Pizzeria
Presso le tensostrutture esterne:
Ristorante ERITREO
Ristorante con PIATTI MESSICANI E BRASILIANI
Ristorante VEGANO
Ristorante con PAELLA e STREET FOOD
PIADINERIA
BIO CREPERIA
KEBABB
HAMBURGHERIA

PARCHEGGI

P1 – Presso il festival con contributo di 1 e PARCHEGGI GRATUITI P2 – P3 – ZONA INDUSTRIALE
Tutti i giorni del festival funzioneranno Bus navetta gratuiti
•Ogni giorno con partenza da Bergamo Scienze Center di fronte alla stazione e da Piazzale Malpensata Bergamo – bus navetta, corsa unica
-Giorni settimanali ore 18.00 – Festivi ore 11.00 – Sabato ore 18.00
-Tutti i giorni il rientro è previsto alle ore 24.00

ORGANIZZAZIONE E SEGRETERIA:
LO SPIRITO DEL PIANETA EVENT CELL. 347 5763417 – FAX 035 6322148
info@lospiritodelpianeta.it – www.lospiritodelpianeta.it

HOME PAESE Chiuduno ARTICOLI Chiuduno ITINERARI Chiuduno EVENTI  Chiuduno NEGOZI Chiuduno MANGIARE Chiuduno DORMIRE Chiuduno LOCALI Chiuduno SERVIZI Chiuduno AZIENDE Chiuduno CASE Chiuduno SCUOLE Chiuduno ASSOCIAZIONI Chiuduno ARTISTI Chiuduno WEB CAM Chiuduno VIDEO Chiuduno

 

Scrivi Recensione

commenti

SPONSOR di Chiuduno – Vuoi sostenere la pagina del tuo comune?

INFORMAZIONI

Attività ChiudunoNegozi ChiudunoAziende ChiudunoServizi ChiudunoLocali ChiudunoRistoranti ChiudunoPizzerie ChiudunoItinerari ChiudunoPaese ChiudunoComune ChiudunoDove andare ChiudunoInformazioni ChiudunoNotizie Chiuduno Info Chiuduno Storia ChiudunoPersonaggi Chiuduno Numeri Utili Chiuduno Curiosità Chiuduno Popolazione Chiuduno Frazioni Chiuduno Vivere Chiuduno Informazioni Turistiche Chiuduno Chiuduno Comune Chiuduno Informazioni Chiuduno Paese Chiuduno Fotografie Immagini ChiudunoChiuduno FotografieFoto ChiudunoEventi ChiudunoScuole ChiudunoAssociazioni ChiudunoHotel ChiudunoDove Dormire ChiudunoOggi ChiudunoDove Mangiare Chiuduno
Richiedi info