“L’aria pulita si sceglie”: una campagna di comunicazione per migliorare la qualità dell’aria in città

“L’aria pulita si sceglie” è questo lo slogan della campagna di comunicazione presentata alla stampa cittadina dal Comune di Bergamo e che nei prossimi giorni farà la sua comparsa in città. Si chiama “Bergamo Respira” ed è una campagna, realizzata per il Comune di Bergamo dall’agenzia di analisi di dati Twig di Bergamo, per sensibilizzare i cittadini del capoluogo sulle buone pratiche e sui provvedimenti per il miglioramento della qualità dell’aria.

Comune di Bergamo - Aria pulita

Comune di Bergamo – Aria pulita

Manifesti affissi in città, pagine pubblicitarie sui principali quotidiani locali, una piccola guida per i cittadini con livelli maggiori di approfondimento (cause, effetti, buone pratiche individuali, cosa fa il Comune), spot audio per le radio e spot video per le reti televisive locali: sono davvero moltissimi i canali sui quali la campagna cercherà di raggiungere il più ampio numero di cittadini di Bergamo.

Campania Aria pulita Bergamo

Non solo: da oggi sono online anche il sito web https://bergamorespira.it/” e la pagina facebookhttps://www.facebook.com/bergamorespira” sui quali sarà possibile conoscere tutti gli aggiornamenti sulla qualità dell’aria della città e dai quali si possono scaricare tutti i materiali della campagna.

Campania Aria pulita

La campagna ha visto anche la collaborazione dell’Azienda Trasporti Bergamo oltre agli “appendini” sugli autobus della flotta ATB, in città circolerà un pullman con una livrea particolare ,frutto dell’immagine coordinata della campagna e di grande impatto visivo.

Bergamo - Campania Aria Pulita

I numeri della campagna di comunicazione del Comune di Bergamo:
35.000 cartoline
20.000 manuali informativi
20.000 pieghevoli
150 appendini sugli autobus

1 manifesti 6x3m
Sito web e pagina facebook “BergamoRespira”
video, spot e pubblicità su tutti i principali media cittadini.

Vediamo quale e’ il quadro della situazione a Bergamo dal punto di vista dell’inquinamento da polveri sottili PM 2,5 nella città di BG

Analisi dal 1° febbraio 2013 al 20 dicembre 2016

A cura di Sauro Amboni

 

Premessa

Su questo argomento e per gli stessi dati base, si possono avere risultati anche leggermente diversi (ma identici nella sostanza) a seconda dei presupposti e degli algoritmi utilizzati per le analisi (vedi note seguenti). Ma, in estrema sintesi le cose stanno così come di seguito indicato.

Osservazione

Va precisato che le polveri sottili sono classificate di due tipi: PM 2,5 e PM 10. Le polveri sottili PM 10 hanno un diametro di 10 micron, mentre le polveri sottili PM 2,5 misurano 2,5 micron (cioè 30 volte inferiore rispetto a quello di un nostro capello).

Polveri sottili Bergamo

Le polveri PM10 sono inalabili e si accumulano nei polmoni, le PM 2,5 penetrano anche nei polmoni fino ad accumularsi nel sangue e raggiungere varie parti del nostro organismo.

Conclusioni

  • L’inquinamento da polvere sottili a Bergamo è in aumento.
  • Negli ultimi 60 mesi, nel 37% dei giorni il valore giornaliero max (e nel 33% quello medio) ha superato la soglia media indicata per il PM 2,5 dal D. Lgs 155/2010.

Inquinamento Bergamo

Note

  1. -Nell’aprile 2008 l’Unione Europea ha adottato una nuova direttiva (2008/50/EC) che indica limiti di qualità dell’aria con riferimento anche alle PM 2,5. Tale direttiva è stata recepita dalla legislazione italiana con il D. Lgs 155/2010, che ha abrogato numerosi precedenti decreti.
  2. In sintesi, i limiti per la concentrazione delle polveri sottili nell’aria sono così stabiliti:
  3. Per le PM 2,5 il decreto non prevede dei limiti di media giornaliera come per le PM10, ma dal 2011 è scattato l’obbligo per monitoraggio di tali polveri, con l’obiettivo di raggiungere al 2015 un valore limite medio annuo fissato a 25 µg/m³. Inoltre stabilisce limiti di ripetitività annuali.
  4. Polveri sottili - Bergamo
  5. Tuttavia l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel report finale del progetto REVIHAAP conclude che gli effetti sulla salute del PM2,5 si verificano anche a concentrazioni inferiori a quelle accettate dalla normativa europea.
  6. Uno studio del 2013, svolto su 300.000 persone e pubblicato su Lancet Oncology, mostra che per ogni incremento di 5 μg/m³ di PM 2,5 nell’aria, il rischio relativo di ammalarsi di tumore al polmone aumenta del 18%.
  7. Tra i disturbi attribuiti alle polveri sottili vi sono patologie acute e croniche a carico dell’apparato respiratorio (asma, bronchiti, enfisema, allergia, tumori) e cardio-circolatorio (aggravamento dei sintomi cardiaci) e possono condurre a morte prematura.
  8. Trend polveri sottili
  9. Nell’ottobre 2013 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha inserito le polveri sottili nel gruppo 1, cioè fra i cancerogeni per l’uomo.
  10. Le polveri sottili sono trasportate ovunque dal vento e si depositano nel suolo agricolo sugli ortaggi, ecc. come sul manto stradale, il traffico automobilistico alza queste polveri e i passanti le respirano, danneggiandosi inconsapevolmente; possono accumularsi nei corsi d’acqua o nel suolo e raggiungere facilmente le falde acquifere con le ovvie conseguenze.
  11. Le principali fonti di PM 2,5 sono: molte attività industriali, chimiche ed affini, gli inceneritori, le centrali termoelettriche, l’usura di pneumatici, i freni ed asfalto, i processi di combustione (tra cui quelli che avvengono nei motori a scoppio, negli impianti di riscaldamento, nei forni a legna, nelle stufe a pellet, ecc.).
  12. Inquinamento polveri sottili
  13. Ritengo importante far presente che i valori ufficiali indicati dall’ARPA sono la media giornaliera nelle 24 ore di rilevazione.
  14. Ne consegue che in realtà, se avessimo disponibili valori rilevabili mattino, pomeriggio, sera, notte, potremmo, per esempio, avere 10 μg/m³ di notte e 40 μg/m³ di pomeriggio e sera anziché un solo punto medio giornaliero (per esempio) di 25; ci sarebbero quindi dei valori reali anche più alti di quelli indicati dalla media giornaliera. Cioè, in sostanza, la situazione è peggiore di quella desumibile dai dati ufficiali. Ma la procedura dell’ARPA dà solo il valore medio giornaliero.
  15. Inoltre, e questo è molto importante, i valori soglia imposti dalle normative vigenti fissano il limite superiore come media annua, ma in effetti abbiamo una forte stagionalità nella quale i mesi invernali hanno valori tre e quattro volte maggiori di quelli estivi.
  16. Risulta pertanto importante la seguente osservazione (metafora): se mettiamo la testa nel forno e le gambe nel freezer e poi ci misuriamo la febbre, avremmo la temperatura media corporea perfetta; similmente è il valore medio ufficializzato.
  17. Ho, anche, consultato alcune ricerche svolte da ARPA (su suggerimento dei ricercatori di ARPA stessa) con rilevazioni campionarie dei tassi di inquinamento orario durante le varie ore del giorno in zone cittadine della Lombardia. Con questi dati e con un approccio metodologico empirico (empirico e non strettamente scientifico per vari motivi: mancanza di dati nelle zone di interesse, numerosità campionarie molto basse, ecc.) ho comunque trovato algoritmi per stimare i valori minimi e massimi giornalieri desumibili dai valori medi giornalieri ufficiali forniti da ARPA. Nei grafici riassuntivi seguenti ho riportato anche questi risultati. I grafici si commentano da sé.
  18. La fonte dei dati base grezzi per le analisi è: ARPA Lombardia.

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