Incontri con un passato sempre presente

 

Ciao a tutti,

Eccomi qui per il nostro appuntamento con “L’ora piu’ bella della giornata”.  Riprendiamo con un nuovo “episodio” che ho chiamato ” Incontri con un passato sempre presente”.

Ed ecco che tra le diverse proposte che Padre Sergio mi fece per dare un senso a questa esperienza c’era l’appuntamento fisso del venerdì pomeriggio con le persone anziane della Parrocchia, vista anche la mia professione.

Hermana Dorotea, una frizzante ed estroversa suora della famiglia delle Orsoline aveva molto a cuore questo momento ed ogni venerdì accoglieva a braccia aperte una quindicina di anziani dalle 14,30 alle 16,30. Per qualcuno di loro era necessario andare a prenderli a casa perché in evidenti difficoltà ed era anche l’occasione per verificare le loro condizioni di vita ed intervenire nel caso fosse necessario. Sono state per me occasioni uniche per toccare con mano anche questo aspetto della missione e del lavoro che i nostri missionari svolgono in ogni parte del mondo.

Per molti altri era proprio impossibile raggiungere la Parrocchia. Hermana Dorotea durante la settimana partiva schizzando con il suo pulmino per le vie polverose, sterrate o asfaltate per far loro visita, portargli un po’ di cibo e sostenerli dal punto di vista spirituale e assistenziale, essendo anche un’infermiera.

Una donna instancabile. Parlo al passato, ma sono sicura che, anche ora che sto scrivendo, è laggiù che fa ancora questo servizio prezioso per tanti anziani.

Queste ore trascorse con loro, erano semplici ma genuine. Un momento di preghiera in chiesa, intenso, vero, dove ognuno affidava tutta la propria vita, negli aspetti negativi e positivi, al Signore. Era bello vederli con il capo chino, la schiena curva per l’età, le mani rugose che stringevano il rosario ed il volto concentrato, rispettoso, speranzoso, fiducioso.

Poi li si accompagnava in un salone e seduti in cerchio si dava loro una tazza di the caldo o una bevanda a base di una farina di cereali, con un panino o un pezzo di torta. Quanta felicità! Quanti “Muchas gracias!” ricevuti! Ricordo con affetto una signora che ogni volta che le veniva offerto qualcosa rispondeva “Que Dios te bendiga! Que Dios permanezca con tigo” “Che Dio ti benedica, che Dio resti accanto a te”. Ogni volta mi faceva emozionare!

Poi prima di salutarli, mentre loro chiacchieravano o intonavano qualche canzone, io e Hermana Dorotea preparavamo dei sacchetti di pasta o di riso o altri generi alimentari che gli sarebbero bastati fino al prossimo incontro. Piccoli gesti, grandi sorrisi ed abbracci. Poi li salutavamo o li accompagnavamo a casa. Era uno dei momenti della settimana che preferivo!

Non era facile comunicare con loro a parole perché qualcuno non conosceva il castigliano (spagnolo) ma parlava solo il dialetto, il quechua. Ovviamente Hermana Dorotea li capiva e mi aiutava, perché spesso mi facevano domande su me stessa, sulla mia terra, sul perché fossi lì.

In un anno di esperienza non ho mai visto una casa di riposo. Ho sempre visto anziani vivere nelle loro case, con i loro figli e i loro nipoti. Ho visto anche situazioni di solitudine, ma sempre tra le mura domestiche.

In punta di piedi, grazie alla suora, entravo nelle loro abitazioni e l’accoglienza era davvero straordinaria.

Certo, le condizioni di vita erano davvero precarie, soprattutto per quanto riguardava l’igiene e l’alimentazione.

Ricordo con affetto quando, durante le meritate vacanze di Hermana Dorotea in Italia, mi sono stati affidati alcuni anziani, con i quali ormai ero entrata in relazione e si fidavano di me. Portavo loro da mangiare, cucinando sempre qualche pasto in più del nostro pranzo, e andavo a vedere come stavano.

In particolare una signora era costretta a letto per una frattura di femore, non aveva i soldi per essere operata e si stava cercando di capire cosa poter fare.

Ogni volta che la salutavo per tornare a casa si faceva promettere che sarei tornata, che non l’avrei abbandonata e mi regalava qualcosa. Si chiamava Betina.

Quante cose avrei voluto sapere da quei volti segnati, da quegl’occhi così espressivi, quanta saggezza, quante tradizioni…

Serbo un prezioso ricordo di quei momenti, di un passato che laggiù è ancora molto presente.

A presto!

Manuela Loglio

 

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