BERGAMO JAZZ 2016

2016 Bergamo Jazz

BERGAMO JAZZ 2016 Programma

Dal 13 Marzo al 20 Marzo
Inizia oggi domenica 13 Marzo Bergamo jazz che dedicherà la sua 38esima edizione alla celebrazione della cultura universale con eventi dedicati alla musica Jazz fino al 20 Marzo.Dal 17 marzo grandi concerti al Teatro Sociale, al Teatro Donizetti, alla GAMeC, all’Auditorium di Piazza Libertà e alla Domus di Piazza Dante!
Ricordiamo che c’è la possibilità di acquistare l’abbonamento alla manifestazione che risulta molto conveniente per chi vuole seguire tutte le performance degli artisti.
Qui di seguito il programma completo e le informazioni turistiche della città dove trovate anche gli itinerari per conoscere le bellezze di Bergamo. Ottima occasione per unire l’evento musicale con la cultura e la storia.

13 Marzo 2016

Bergamo Film Meeting inaugura Bergamo Jazz

Auditorium di Piazza della Libertà | ore 15.30

            GIUNGLA DI CEMENTO (THE CRIMINAL) di Joseph Losey

Auditorium di Piazza della Libertà | ore 18.00

GIANNI MIMMO

sonorizzazione del film Le avventure del principe Achmed di Lotte Reiniger
Gianni Mimmo (sax soprano, electronics)
15 Marzo 2016

Jazz Movie

in collaborazione con LAB 80

Auditorium di Piazza della Libertà | ore 21.00

THE MILES DAVIS STORY di Mike Dibb
16 Marzo 2016

Jazz Movie

Auditorium di Piazza della Libertà | ore 21.00

ROUND MIDNIGHT di Bertrand Tavernier
dal 16 Marzo 2016 al 19 Marzo 2016

Incontriamo il jazz

a cura del CDpM – Centro Didattico Produzione Musica Europe

Auditorium di Piazza della Libertà | dalle ore 9.00 alle ore 12.00

Incontri riservati agli alunni delle scuole primarie e secondarie e agli studenti universitari

 

17 Marzo 2016

Franco D'AndreaTeatro Sociale | ore 21.00

FRANCO D’ANDREA “Traditions Today” special guest HAN BENNINK
featuring MAURO OTTOLINI & DANIELE D’AGARO

Performers:

Franco D’Andrea (pianoforte), Daniele D’Agaro (clarinetto), Mauro Ottolini (trombone) Han Bennink (batteria)

About the artists

Una delle personalità più innovative del jazz italiano torna a farsi ascoltare dal pubblico di “Bergamo Jazz” nel pieno di una delle stagioni più felici della sua lunga carriera di artista, consacrata anche dalla recentissima uscita del triplo CD Three Concerts. Live At The Auditorium Parco della Musica.

Franco D’Andrea è pianista e compositore di raro, mirabile rigore espressivo, passato attraverso varie fasi creative (inclusa la militanza nel Perigeo) che lo hanno visto esplorare da varie angolazioni il mondo del jazz, della cui evoluzione storica è profondo conoscitore; nella sua musica di oggi, la tradizione afro-americana viene filtrata dalla sensibilità di un musicista le cui radici espressive stanno anche in una spiccata identità europea. Al fianco del pianista meranese ci sono nell’occasione due fra i più valorosi ed eclettici jazzisti di casa nostra, quali sono Mauro Ottolini e Daniele D’Agaro, e un personaggio che, anche in terra bergamasca, non ha bisogno di molte presentazioni: il funambolico batterista olandese Han Bennink.

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Ryan Keberle & Catharsis

RYAN KEBERLE & CATHARSIS

Performers:

Ryan Keberle (trombone), Camila Meza (voce), Mike Rodriguez (tromba), Jorge Roeder (contrabbasso), Eric Doob (batteria)

About the artists

Nell’ultimo Critics Pool di Down Beat si è piazzato al primo posto tra le rising stars del suo strumento: è uno dei tanti riconoscimenti che il trentacinquenne trombonista Ryan Keberle sta ottenendo sul campo da quando, nel 1999, è approdato a New York  entrando subito a far parte dei giri musicali che contano. Da qui le collaborazioni con le orchestre di Maria Schneider e di Wynton Marsalis; con pop star del calibro di David Bowie, Justin Timberlake e Alicia Keys; con nomi di primo piano del Latin Jazz quali Ivan Lins e Miguel  Zenon; con una icona dell’indie rock come Sufjan Stevens. Senza poi dimenticare la presenza nella house band dello show televisivo Saturday Night Live, in colonne sonore di film di Woody Allen e in successi teatrali di Broadway.

Con Catharsis, formazione con la quale ha realizzato nel 2014 l’album Into The Zone, Keberle offre all’ascolto una musica dalle fogge moderne, dove la schietta pronuncia jazzistica del leader e del collettivo coabita con influenze sudamericane portate in dote dalla vocalist di origine cilena Camila Meza, altro nome nuovo della scena newyorkese insieme al trombettista Mike Rodriguez e agli altri componenti del gruppo.

 

18 Marzo 2016

Tino Tracanna - Massimiliano Milesi GAMeC | ore 17.30

TINO TRACANNA – MASSIMILIANO MILESI “Box”

Performers:

Tino Tracanna (sax tenore e soprano), Massimiliano Milesi (sax tenore e soprano)

About the Artists:

Tino Tracanna e Massimiliano Milesi, letteralmente maestro e allievo impegnati in un faccia a faccia ad armi pari. Un duo di sax che spazia da composizioni di Thelonious Monk a momenti di sperimentazione, passando per il blues del Mississippi ed incontrando strada facendo il genio di Bach; alcuni brani originali fanno poi da sfondo ad improvvisazioni libere da appartenenze di genere, ad intrecci complessi ed evocazioni popolari. Una proposta che ben si adatta a uno spazio dove l’arte di oggi si confronta con quella di ieri.

Tino Tracanna non ha bisogno di molte presentazioni: attivo sin dagli anni Settanta, ha lungamente collaborato con Franco D’Andrea e da oltre trent’anni suona nel quintetto di Paolo Fresu. Numerosi i dischi e i progetti a suo nome, ultimo dei quali è Acrobats, con Mauro Ottolini, Roberto Cecchetto, Paolino Dalla Porta e Antonio Fusco. Rilevante è anche l’attività didattica al Conservatorio di Milano, dove Massimiliano Milesi si è formato prima di dar corso a un’intensa attività con gruppi propri a altrui, fra cui la Contemporary Orchestra di Giovanni Falzone e la European Orchestra di Wayne Horvitz.

 


Geri AllenTeatro Donizetti | ore 21.00

GERI ALLEN piano solo: “Motown & Motor City Inspirations – Grand River Crossings”

Performers:

Geri Allen (pianoforte)

About the artists:

Si è messa in luce, a metà anni Ottanta, nel giro M-Base di Steve Coleman, ha poi suonato in trio con Charlie Haden e Paul Motian, con Dave Holland, Ron Carter, Charles Lloyd e persino con uno come Ornette Coleman che i pianisti non li amava particolarmente, ma che per lei fece un’eccezione.

Nata a Pontiac, Michigan, cresciuta a Detroit, Geri Allen rappresenta una parte considerevole del pianismo jazz contemporaneo: nel suo stile si rintracciano disparate influenze, da Monk a Hancock, da Mary Lou Williams a Cecil Taylor, assorbite tutte, insieme ad altre, con personalità. E benché buona parte della sua produzione discografica sia in trio, non mancano album di piano solo (in prevalenza o in toto) come il recente Motown & Motor City Inspirations – Grand River Crossings, dal quale prende le mosse il concerto che apre la serie di esibizioni di “Bergamo Jazz 2016” al Teatro Donizetti e nel quale Geri Allen si appropria di classici della black music quali “Inner City Blues” di Marvin Gaye, “That Girl” di Stevie Wonder, “Wanna Be Startin’ Somethin’” di Michael Jackson, ma anche della beatlesiana “Let It Be” filtrata dall’interpretazione della regina del soul, Aretha Franklin.

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Joe Lovano

JOE LOVANO CLASSIC QUARTET

Performers:

Joe Lovano (sax tenore), Lawrence Fields (pianoforte), Peter Slavov (contrabbasso), Lamy Estrefi (batteria)

About the artists:

Uno dei colossi del sax tenore nel jazz contemporaneo. Nato a Cleveland nel 1952, da padre siciliano, Joe Lovano incarna la potenza dei grandi sassofonisti del passato coniugandola con la propria sensibilità.

Fra varie collaborazioni (Jack McDuff, Dr. Lonnie Smith, le orchestre di Woody Herman e Mel Lewis, John Scofield, con il quale ha suonato anche ultimamente, il quintetto e il trio di Paul Motian, McCoy Tyner, Hank Jones, ecc), Lovano ha via via affermato in parallelo la propria autorevolezza di leader, guidando gruppi ancorati a un’idea di jazz strettamente legato con la propria tradizione. Al suo strumento principale alterna altri tipi di sax, anche abbastanza inusuali come il C melody sax o l’ancor più singolare aulochrome, oltre a clarinetto e flauto. Tra i suoi dischi più recenti, ci sono Folk Art (con Esperanza Spalding al contrabbasso), Bird Songs, sentito omaggio a Charlie Parker, Cross Culture (con la chitarra di Lionel Loueke) ed infine Soundprints, testimonianza del felice sodalizio con Dave Douglas, nato sullo sfondo di alcune composizioni di Wayne Shorter. Insomma, Joe Lovano è uno che la strada maestra del jazz non l’ha mai abbandonata e mai lo farà.

 

19 Marzo 2016

AtomicAuditorium di Piazza della Libertà | ore 17.00

ATOMIC

Performers:

Fredrik Ljungkvist (sax tenore, clarinetto),  Magnus Broo (tromba), Håvard Wiik (pianoforte), Ingebrigt Håker Flaten (contrabbasso), Hans Hulbækmo (batteria)

About the Artists:

Dalla Scandinavia (Norvegia e Svezia nello specifico) arriva uno degli ensemble più avvincenti del jazz europeo degli ultimi decenni. High energy music, musica ad alto tasso d’energia, ma non solo, quella degli Atomic: la lezione del free storico (Ornette Coleman, Albert Ayler, Archie Shepp, Cecil Taylor) è infatti assimilata anche nei suoi risvolti più lirici e filtrata anche attraverso elementi europei, a volte dai tratti cameristici.

Attivi dal 2000, con sette album alle spalle, gli Atomic schierano cinque musicisti dalla forte personalità improvvisativa: il trombettista Magnus Broo ha guidato per anni un proprio quartetto ed è anche membro degli Angles, altra formazione di spicco del più avanzato jazz nordeuropeo; Håvard Wiik è uno dei pianisti norvegesi del momento; il sassofonista e clarinettista Fredrik Ljungkvist milita anche in altre formazioni, fra cui la Fire! Orchestra; il bassista Ingebrigt Håker Flaten è anche componente del trio The Thing e ha suonato sovente con il sassofonista di Chicago Ken Vandermark; il batterista Hans Hulbækmo, infine, è entrato nel 2014 nelle file degli Atomic prendendo il posto di Paal-Nilssen-Love e figura nell’ultimo album del gruppo, Lucidity.

 


Anat CohenTeatro Donizetti | ore 21.00

ANAT COHEN QUARTET

Performers:

Anat Cohen (clarinetto), Jason Lindner (pianoforte), musicista da definire (contrabbasso), Daniel Freedman (batteria)

About the artists:

Prima fra gli specialisti del clarinetto nel referendum indetto da Down Beat fra la critica internazionale e prima anche in quello in cui la prestigiosa rivista americana consulta i propri lettori: Anat Cohen è ormai una stella il cui virtuosismo strumentale è, appunto, ben noto a tutti. Nata a Tel Aviv, trasferitasi negli Stati Uniti nel 1996 per studiare al Berklee College of Music di Boston e dal 1999 stabilitasi a New York, è cresciuta in una famiglia di musicisti: i fratelli Avishai e Yuval, l’uno trombettista e l’altro sassofonista, sono anch’essi apprezzati solisti e insieme a loro Anat ha costituito i 3 Cohens, titolari di tre album. In proprio la clarinettista di origine israeliana ha esordito nel 2005 con Place & Time, cui sono seguiti altri dischi che ne hanno consolidato la statura di leader.

In Claroscuro del  2012 compare una riuscita rilettura de “La vie en rose”, mentre inLuminosa (2015) è la musica brasiliana (con brani di Milton Nascimento, Edu Lobo, Chico Buarque, Severino Araújo e Romero Lubambo) a fungere da trait d’union. Sia su disco che sul palcoscenico Anat Cohen manifesta tutta la propria freschezza espressiva e comunicativa.

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Kenny Barron

KENNY BARRON TRIO

Performers:

Kenny Barron (pianoforte), Kiyoshi Kitagawa (contrabbasso), Johnathan Blake (batteria)

About the artists

Un fuoriclasse del pianoforte jazz: Kenny Barron è musicista prezioso, di rara eleganza espressiva, apprezzato ovunque per il suo stile limpido e pulito, perfetta incarnazione e rappresentazione del pianismo jazz moderno.

Classe 1947, nato a Filadelfia, città che tanto ha dato e continua a dare al jazz, Kenny Barron esordì sul finire degli anni Cinquanta per poi unirsi a Dizzy Gillespie e quindi collaborare con Stanley Turrentine, Freddie Hubbard, James Moody, Buddy Rich, Ron Carter e altri. Insieme a Charlie Rouse, Buster Williams e Ben Riley è stato fondatore del notevole quartetto Sphere, inizialmente dedito alla musica di Thelonious Monk.  E fra le altre collaborazioni vanno doverosamente menzionate quelle con Stan Getz, documentata daPeople Time e da altri dischi, Charlie Haden (Night & The City), Regina Carter (Freefall) e, più recentemente, con Dave Holland (The Art of Conversation).

A pieno agio nel contesto del piano jazz trio, Barron si presenta a “Bergamo Jazz 2016” in concomitanza con l’uscita per la Impulse di Book of Intuition, registrato con gli stessi musicisti con cui salirà sul palcoscenico del Teatro Donizetti.

20 Marzo 2016

Markelian KapedaniAuditorium di Piazza della Libertà | ore 11.00

MARKELIAN KAPEDANI “Balkan Bop Trio”

Performers:

Markelian Kapedani (pianoforte), Yuri Goloubev (contrabbasso), Asaf Sirkis (batteria)
in collaborazione con Jazz Club Bergamo

About the artists

Il bebop visualizzato in chiave europea, anzi balcanica. Markelian Kapedani, è originario dell’Albania ed è stato uno dei più significativi esponenti del rinnovamento culturale del suo Paese. Nel 2008 ha registrato in Italia, per la Red Records, l’album Balkan Piano, che ne ha rivelato il talento; la stessa etichetta ha poi dato alle stampe nel 2011 Balkan Bop, manifesto estetico del trio con il quale Kapedani partecipa a “Bergamo Jazz 2016”, nel quadro del consolidato sodalizio con Jazz Club Bergamo.

Nato a Mosca nel 1972, trasferitosi a Milano nel 2004, Yuri Goloubev ha collezionato collaborazioni con Kenny Werner, Enrico Pieranunzi, Gwilym Simcock, Tim Garland, Stan Sulzmann, Tullio De Piscopo, Rosario Giuliani, Wolfgang Muthspiel, Julian Arguelles, Claudio Fasoli, Giovanni Falzone, Paolo Fresu, Francesco Bearzatti, Fabrizio Bosso e moltissimi altri.

Originario di Israele, da tempo residente in Gran Bretagna, Asaf Sirkis ha suonato con, fra gli altri, John Abercrombie, Larry Coryell, Tim Garland, Gary Husband, e  Dave Liebman. È anhe leader di propri gruppi.

 


Mark GuilianaAuditorium di Piazza della Libertà | ore 17.00

MARK GUILIANA JAZZ QUARTET

Performers:

Jason Rigby (sax tenore), Fabian Almazan (pianoforte), Chris Morrissey (contrabbasso), Mark Guiliana (batteria)

About the Artists

Mark Guiliana è uno dei più ferrati e versatili batteristi attualmente in circolazione: il suo vastissimo curriculum include variegate collaborazioni con Brad Mehldau, David Bowie (il singolo  “Nothing Has Changed, Sue (Or In A Season of Crime” e l’ultimo album della rockstar inglese, Blackstar), Dave Douglas (High Risk), con il contrabbassista Avishai Cohen, il tunisino Dhafer Youssef, Meshell Ndegeocello, il chitarrista Lionel Loueke e molti altri ancora. La sua ricerca musicale, anche nelle vesti di compositore, lo ha portato a confrontarsi anche con sonorità elettroniche, come testimonia il progetto Mehliana che lo ha visto accompagnarsi alle tastiere di Brad Mehldau. Per far conoscere la sua musica ha fondato l’etichetta Beat Music Productions, per la quale è uscito nel 2015 Family First, debutto ufficiale del Mark Giuliana Jazz Quartet, con il quale il batterista persegue la via di una musica briosa, dall’incalzante incedere ritmico, squisitamente acustica.

Jason Rigby, il pianista cubano Fabian Almazan e Chris Morrissey sono musicisti con i quali Guiliana ha suonato in altri cointesti e che nella circostanza dirige da dietro il proprio strumento indicando loro le coordinate espressive ma senza tarparne le ali.

 


Billy Martin's "Wicked Knee" Teatro Donizetti | ore 21.00

BILLY MARTIN’s “Wicked Knee” featuring STEVEN BERNSTEIN, BRIAN DRYE, MICHEL GODARD

Performers:

Steven Bernstein (slide trumpet), Brian Drye (trombone), Michel Godard (tuba), Billy Martin (batteria)

About the artists

Una all stars band: non si può definire in altro modo l’ottimamente assortito quartetto Wicked Knee, guidato da Billy Martin, batterista del celebre trio post funk-jazz Medeski Martin and Wood, e comprendente altri eccellenti strumentisti quali il trombettista Steven Bernstein (leader dei Sex Mob, applauditi anni fa anche a “Bergamo Jazz”, e di altre quotate formazioni), il trombonista Brian Drye (già componente degli Slavic Soul Party e della Frank London’s Klezmer Brass Allstars) e il francese Michel Godard, virtuoso della tuba distintosi in molteplici contesti che vanno dall’improvvisazione più radicale alla musica antica e al folk.

L’inusuale organico del gruppo, con tre ottoni e batteria, fa venire in mente di primo acchito una sorta di mini brass band di stampo neworleansiano: il leader descrive la musica della sua creatura come “ragtime funk”, sottolineandone l’intento incantatorio e anche un po’ ludico. Al di là delle definizioni, i Wicked Knee assicurano spettacolo, divertimento, ma soprattutto un mix sonoro ad elevato tasso energetico.

 


Louis Moholo-Moholo

LOUIS MOHOLO-MOHOLO “5 Blokes”

Performers:

Jason Yarde (sax alto, soprano e baritono), Shabaka Hutchings (sax tenore), Alexander Hawkins (pianoforte), John Edwards  (contrabbasso), Louis Moholo-Moholo (batteria)

About the artists

Nato nel 1940 a Cape Town, Louis Moholo-Moholo è stato ed è tuttora uno dei portabandiera del jazz sudafricano, costretto all’esilio forzato nel lungo periodo dell’Apartheid. Emigrato negli anni Sessanta a Londra insieme ad altri valorosi musicisti connazionali (Chris McGregor, Johnny Dyani, Mongezi Feza, Dudu Pukwana), con i quali ha condiviso innumerevoli battaglie musicali e civili, il settantacinquenne batterista ha anche collaborato con numerosi improvvisatori di entrambi i versanti dell’Atlantico: Steve Lacy, Derek Bailey, Roswell Rudd, Archie Shepp, Cecil Taylor, John Tchicai, Keith Tippett, Peter Brötzmann, solo per citarne alcuni.

Dietro a piatti e tamburi ha dato quindi impulso a formazioni diverse, lasciando sempre il segno con un drumming che rappresenta una naturale combinazione fra la tradizione sudafricana e la spinta ritmica più squisitamente jazzistica. Anche la sua musica getta inevitabilmente un ponte fra una festosa ritualità corale e il linguaggio del jazz più avanzato. Tutti dotati di spiccata individualità, i componenti dei 5 Blokes (fra i quali c’è il pianista Alexander Hawkins, nuova star del jazz europeo) sono ben sintonizzati sulla medesima lunghezza d’onda del leader.

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