Pensiero del venerdi 7 ottobre 2016 M.O.Aivanhov

La religione e il suo fondamento: servire Dio in noi

 

Cosa significa essere servitori di Dio? Questa espressione non sarà compresa correttamente finché gli esseri umani considereranno Dio come un’entità esterna a loro. Chi deve servire sa che rinuncia alla propria libertà, ed è normale che il pensiero di mettersi a disposizione di una potenza che si trova non si sa dove e che forse nemmeno esiste, per alcuni sia assolutamente inaccettabile. In realtà, chi si mette al servizio di Dio non serve un essere esterno a se stesso; ecco perché è impossibile che perda la propria libertà.

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Anzi, la conquista! Ed è proprio questo il fondamento della religione. L’idea di servire Dio ha dunque un senso solo se l’essere umano prende coscienza che la Divinità che egli deve servire dimora nella propria anima. Più egli si consacra alla Divinità, più le si avvicina ed entra in comunicazione con essa. Grazie al proprio lavoro, egli riesce a dissolvere le scorie accumulate dentro di sé attraverso i propri pensieri, sentimenti e desideri inferiori. Così, a poco a poco, scopre la quintessenza del proprio essere, che è la quintessenza di Dio stesso.

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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