L’ORA PIÙ BELLA DELLA GIORNATA di Manuela Loglio

L’ORA PIÙ BELLA  DELLA GIORNATA di Manuela Loglio

Parole…palabras

Parlare, capire, ascoltare e farsi capire… Non è solo una questione di studio e conoscenza. Certo sicuramente il corso di spagnolo prima della partenza è stato fondamentale, ma non sufficiente.

Conoscere un popolo significa entrare nelle sue tradizioni, nel suo modo di vivere, di mangiare, di salutarsi, di incontrarsi, di arrabbiarsi, di ridere, di parlare.

Non è difficile imparare come si traduce una frase o un espressione, per chiedere indicazioni o informazioni bastano semplicemente alcuni segni e, nel caso di una lingua neolatina come lo spagnolo, per noi italiani non è così impossibile. Ma non basta.

Quando cominci a camminare sulle loro strade polverose, quando frequenti i posti che frequentano loro e vivi le loro giornate,  ti rendi conto che hai bisogno di altro. Finché si tratta di ascoltare un discorso, le difficoltà sono davvero minime, il senso delle frasi si capisce, e ascoltare e comprendere una riunione non è poi così complicato. Ma quando devi parlare, farti capire o restare accanto a chi soffre, poter esprimere le tue emozioni, tutto cambia e ti accorgi quanto siano preziosi il silenzio e i gesti.

L'ora piu' bella della giornata - Vivere Bergamo
L’ora piu’ bella della giornata – Vivere Bergamo

Restare in silenzio di fronte ad una disgrazia, ad un lutto, ad un brutto fatto, a qualcosa che proprio non riesci a comprendere perché lontano dalla tua cultura è davvero prezioso.

Un sorriso, un abbraccio, uno sguardo che non arriva semplicemente all’altro, ma che lo tocca nel cuore e non lo fa sentire giudicato.

Imparare e parlare una lingua diversa dalla nostra significa accogliere la bellezza di un popolo. Quante espressioni imparate in questo anno di esperienza!

Nelle zone della Bolivia dove abbiamo trascorso questo intenso anno le persone più anziane parlano un dialetto chiamato “Quechua”, proprio come si fa nei nostri paesi.

In uno dei nostri incontri con i missionari bergamaschi sparsi in Bolivia, ricordo quando, insieme al dottor Gamba del quale sentirete parlare ancora, abbiamo visita ad una delle sue comunità sperdute nei villaggi in “periferia” di Anzaldo. Due ore di strada, un po’ asfaltata, un po’ sterrata e per diversi tratti il nulla. Case fatte di “adobe”, fango, terra e paglia….. e in una di queste abbiamo avuto la fortuna di entrare.

Ci accoglie un signore, offrendoci come d’abitudine un “refresco”, una bevanda fatta di cereali macerati. Lui inizia a parlare nel dialetto locale che ovviamente per noi è incomprensibile. I nostri occhi osservano e cercano di capire che cosa si stanno dicendo, ma è impossibile. Non importa. L’accoglienza che ci viene offerta, l’estrema attenzione ai particolare (offrirci un posto per sederci, mostrarci le “stanze” della sua casa, il suo piccolo pezzo di terra…) e notare in ogni parola la passione e l’orgoglio è una cosa unica. E non ci serve altro. Quell’incontro è stato davvero prezioso perché semplice ma intenso.

Ricordo con affetto un espressione spesso utilizzata da Mons. Gelmi, missionario gandinese da tantissimi anni in Bolivia, del quale ritornerò a parlare, quando “congedava” la sua gente, ma anche noi italiani: “Tinkuna kama kachu”. Sicuramente è scritta in modo sbagliato e mi scuso, ma la bellezza di questa parola ogni volta che la pronunciava mi colpiva sempre. E’, per sminuirla, il nostro “Arrivederci”, ma quando abbiamo chiesto a lui il suo significato non ci ha risposto traducendola in italiano ma spiegandoci il senso di questa espressione:  “Fino al prossimo incontro”…. Che non è il nostro “vederci di nuovo” ma è qualcosa di più profondo, un incontro, un vedersi non solo di occhi ma soprattutto di cuore…

Parole incomprensibili, frasi ed espressioni che si imparano man mano, ma che, se non sono sentite e vissute dal cuore restano solo sillabe e suoni messi insieme. La loro straordinaria forza e il loro vero senso si svelano solo quando sono accompagnati da una cultura tutta da scoprire, da tradizioni ancestrali, dalla passione e dalla voglia di conoscere ed entrare reciprocamente nel mondo dell’altro…

 

                                                                                                                             Tinkuna kama kachu!!!!

                                                                                                                                              Manu

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