Lo studioso francese Daniel Rabreau vince il Premio Internazionale Giacomo Quarenghi 2016- Bergamo

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Mostra Giacomo Quarenghi, 2003
Mostra Giacomo Quarenghi, 2003

Ogni due anni la città di Bergamo premia una persona o un ente che si è particolarmente distinto a livello internazionale nel campo della storia dell’architettura, dell’arte, della cultura figurativa, della letteratura. Il Premio, istituito dall’Associazione Osservatorio Quarenghi, è legato al nome e alla memoria del celebre architetto bergamasco Giacomo Quarenghi (1741-1817). Quest’anno viene assegnato allo studioso francese Daniel Rabreau, professore emerito dell’Université Paris  Panthéon-Sorbonne.

La cerimonia di consegna del Premio avrà luogo nell’Aula del Consiglio Comunale di Bergamo in Palazzo Frizzoni , sabato 22 ottobre 2017,  alle ore 17.00,  alla presenza delle Autorità civiche e del pubblico. Dopo il saluto della Presidente del Consiglio Comunale, Marzia Marchesi, la prof.ssa Liliana Barroero, ordinario di Storia della Critica d’Arte all’Università di Roma , terrà la Laudatio del vincitore. Seguirà la Lectio magistralis del prof. Daniel Rabreau sul tema:

Artisti francesi del Secolo dei Lumi toccati dall’Italia

Dopo la cerimonia di premiazione, nella Galleria dei cardinali, al piano terreno di Palazzo Frizzoni, verrà offerto un brindisi in onore dello studioso francese.

Il Premio Internazionale ‘Giacomo Quarenghi’, è giunto alla quarta edizione. I precedenti vincitori sono stati: Sergei O. Androsov, Direttore del Dipartimento di Arte Occidentale del Museo Ermitage di Pietroburgo (2010); Fondazione Archivio del Moderno di Mendrisio, Svizzera (2012); Anna Maria Matteucci, professoressa emerita dell’Università degli Studi di Bologna (2014).

Daniel Rabreau, docente dal 1991 al 2010 all’Université Paris Panthéon-Sorbonne, è uno studioso di rilievo internazionale, nonché un importante promotore di cultura e d’arte.

La sua vasta e prestigiosa produzione scientifica riguarda la storia della città, dell’architettura, della scultura e dell’iconografia dei monumenti tra XVIII e XIX secolo in una ampia accezione geografica. Su questi temi ha sviluppato una linea di ricerca lungimirante e originale. Dopo aver conseguito il dottorato con André Chastel sul tema Le Théâtre et l’embellissement des villes de France au XVIIIe siècle (1978), Daniel Rabreau, fin dagli anni Settanta, ha offerto significativi e inediti apporti di respiro internazionale alla disciplina; a cominciare dagli studi sul fondo dei disegni d’architettura francesi al Gabinetto dei disegni dell’Ermitage, che consentirà il chiarimento del contributo alla cultura classicista russa di Charles De Wailly.

Statua di Giacomo Quarenghi a San Pietroburgo
Statua di Giacomo Quarenghi a San Pietroburgo

Decisivi i suoi studi su Claude–Nicolas Ledoux; il suo volume Claude-Nicolas Ledoux (1736-1806). L’architecture et les fastes du Temps del 2000 è stato tradotto e pubblicato in Russia nel 2007. Tra le sue opere più rilevanti sono inoltre da ricordare Charles de Wailly (1730-1798) peintre-architecte dans l’Europe des Lumières (1979, con Monique Mosser), Les dessins d’architecture au XVIIIe siècle (2001) ; Apollon dans la ville: le théâtre et l’urbanisme en France eu XVIIIe siècle (2008).

Daniel Rabreau ha costituito il “Centre d’Etudes et de Recherches sur le Classicisme dans l’Art Moderne” all’Université Bordeaux-III Michel de Montaigne e il “Centre Ledoux” all’Université Paris1-Panthéon Sorbonne, centro di ricerca specializzato nei diversi aspetti dell’arte del XVIII secolo. Ha fondato nel 1976 “Groupe Histoire Architecture Mentalités Urbaines”, che riunisce ricercatori, sia professionisti che dilettanti, sui temi del patrimonio architettonico e urbano. Ha fatto parte del Comitato di redazione della Revue de l’Art, e ha diretto la rivista Histoire de l’Art. È stato inoltre membro di diverse commissioni scientifiche del Ministero francese dell’Educazione Nazionale, della Ricerca e della Cultura

In questo ricco e articolato contesto di studi innovativi, approcci disciplinari ermeneutici e iniziative culturali encomiabili, il Comitato di Giuria del Premio Giacomo Quarenghi, secondo quanto indicato nel bando del Premio, ha inteso evidenziare particolarmente il notevolissimo apporto critico recato da Daniel Rabreau allo studio del secondo Settecento e primo Ottocento, con specifico riguardo all’architettura francese.

Liliana Barroero è professore ordinario di Storia della Critica d’Arte presso l’Università Roma Tre. Il suo principale ambito di studio è la cultura figurativa italiana ed europea dal secolo XVII al XIX. Ha partecipato all’organizzazione di mostre di raggio internazionale quali L’Idea del Bello (Roma 2000), Art in Rome in The Eighteenth Century (Filadelfia-Houston 2000), Il Neoclassicismo in Italia (Milano 2002), Maestà di Roma (Roma 2003), Pompeo Batoni. L’Europa delle corti e il grand tour (Lucca 2008-2009).

L’edizione del Premio 2016 gode del sostegno del Comune di Bergamo, del Comune di Rota Imagna, della Banca Popolare di Bergamo, della Fondazione Credito Bergamasco, della Camera di Commercio di Bergamo, della associazione Amici della Biblioteca Civica Angelo Mai, della Cooperativa Città Alta. Hanno dato il loro patrocinio la Provincia di Bergamo e l’Ateneo di scienze lettere e arti di Bergamo.

In occasione della consegna del Premio Quarenghi 2016, l’Osservatorio Quarenghi e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo presenteranno le iniziative in programma per celebrare il bicentenario della morte di Giacomo Quarenghi, avvenuta a San Pietroburgo il 2 marzo 1817. Importanti istituzioni culturali di tutta Europa, riuniti in un Comitato internazionale, sono state coinvolte per elaborare attività di studio, pubblicazione, esposizione dedicate al grande architetto che si svolgeranno nel corso del 2017. Tra le istituzioni presenti spiccano il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, l’Accademia Carrara, la Civica Biblioteca Angelo Mai, l’Archivio del Moderno di Mendrisio e l’Università di Bergamo.

Biografia di Giacomo Quarenghi

Giacomo Antonio Domenico Quarenghi, grande architetto e pittore italiano vissuto a San Pietroburgo, nato a Rota d’Imagna, il 21 settembre 1744.

Giacomo Quarenghi
Giacomo Quarenghi

Fu un valido rappresentante dell’architettura neoclassica, meditata sull’opera di Andrea Palladio, ed uno dei principali realizzatori dell’Architettura neoclassica in Russia.

Giacomo Quarenghi era il secondo di cinque figli di Giacomo Antonio Quarenghi, notaio, e di Maria Rota. Contro il volere paterno, decise di dedicarsi alla pittura, presso Giovanni Raggi poi con Paolo Vincenzo Bonomini. Dopo vari viaggi che lo portarono a Vicenza, Verona, Mantova, Venezia e Paestum, nel 1763 si recò a Roma entrando alla scuola del Mengs e, dopo la partenza di quest’ultimo per la Spagna, entrò nello studio di Stefano Pozzi, rivolgendosi presto, però , allo studio dell’architettura , accostandosi all’opera dell’architetto tardo barocco Paolo Posi. Entrato in possesso di una copia dei I quattro libri dell’architettura di Andrea Palladio, di cui scrisse: “Non potresti mai credere l’impressione che mi fece questo libro. Allora mi accorsi ch’io avevo ogni ragione di ritenermi mal diretto”. Decise di indirizzarsi verso lo studio dell’antico, prima con Antoine Decrézet, un amico di Johann Joachim Winckelmann, poi con Nicola Giansimoni, disegnando e rilevando gli edifici di Roma antica.

Tra il 1771-72, fu a Venezia, dove studiò l’architettura palladiana aggiornandosi anche sulle novità europee diClaude-Nicolas Ledoux, Étienne-Louis Boullée e di Robert Adam. Tra il 1770 e il 1773 rinnovò, in stile neoclassico, l’interno della cattedrale di Santa Scolastica a Subiaco. Successivamente lavorò nella chiesa di Santa Maria in Campitelli a Roma, decorò la Sala da Musica in Campidoglio per il Senatore Rezzonico, al quale fornì anche i disegni per il mausoleo di suo zio papa Clemente XIII, che verrà poi eseguito da Antonio Canova.

Nel 1779 Caterina II di Russia, non soddisfatta degli architetti a suo servizio, aveva dato incarico al suo ministro, il barone Friedrich Melchior von Grimm, e a Johan Friedrich Reiffenstein, a quel tempo rappresentante a Romadell’Accademia di Belle Arti di Pietroburgo di trovare due architetti italiani; furono invitati a Pietroburgo il Quarenghi e Giacomo Trombara. Il Quarenghi, che divenne l’architetto ufficiale di Caterina II, tra il 1780 ed il 1785 trasformò Pietroburgo in una città classica.

Realizzò numerosi palazzi e portò in auge un originale stile monumentale, d’ispirazione palladiana. Nel 1781-89edificò il Palazzo Inglese a Peterhof dalle linee severe e semplici e privo di decorazioni. A Pietroburgo invece realizzò: il Palazzo Berborodko (1780-90), il Collegio degli Affari Esteri (1782-83) la Banca di Stato (1783-90),Teatro dell’Ermitage (1782-1785) il cui interno è ispirato al Teatro Olimpico di Vicenza o nella più sobria Accademia delle Scienze dove l’esterno, privo di ornamenti, è marcato da un pesante portico in ordine ionico e all’interno le eleganti proporzioni e la solennità degli spazi ricordano il gusto dell’antica Roma e il Palazzo Vitingov (1786).

Ultime sue opere sono: la Farmacia di corte a Pietroburgo (1789-96), il Palazzo Jusop (1790-1800), il Palazzo di Alessandro a Carskoe Selo, odierna Puškin, (1792-96), il maneggio per le guardie a cavallo (1805-07) e l’Istituto Smol’nyj (1806-07), già iniziato dal Rastrelli, queste ultime due a Pietroburgo. E la cattedrale di Novhorod-Siverskyi in Ucraina realizzata su suo progetto.

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