LAVORI DI SCAVO ALLA NECROPOLI ROMANA DI LOVERE

26 aprile 2015 Articoli Vivere Bergamo0

Si è svolta mercoledì 22 aprile 2015, alle ore 11:00 presso la Sala consiliare del Comune di Lovere, la conferenza stampa di aggiornamento sull’importante campagna di scavo in corso alla Necropoli romana e di presentazione dei più significativi ritrovamenti affiorati durante i lavori. Alla conferenza, coordinata dal Sindaco di Lovere – dott. Giovanni Guizzetti, erano presenti:dott.Filippo Maria Gambari, Soprintendente per i Beni Archeologici della Lombardia; dott.ssa Maria Fortunati, Funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia; dott. Emiliano Garatti, ditta SAP Società Archeologica di Mantova.

Come ricordato dalla Soprintendenza, le indagini in corso a Lovere presso il campo sportivo di Via Martinoli hanno conosciuto una fase preliminare nell’estate del 2013 quando, tra il 17 giugno ed il 29 agosto, sono state realizzate 4 trincee esplorative che hanno permesso di individuare tre recinti funerari databili ad età romana, posizionati nella porzione di campo lungo l’attuale via Martinoli, che si sovrappone ad una preesistente strada di età romana. La presenza di tombe in quest’area – spiega la dott.ssa Fortunati – è un dato noto almeno dal 1819, così com’è frequente, in letteratura archeologica romana, il posizionamento di necropoli lungo assi viari.

L’importo complessivo dei lavori di indagine archeologica, realizzati sulla base del progetto redatto con l’Accademia Tadini e approvato dalla Giunta comunale nel marzo del 2013, è stato pari a circa 100.000 euro, dei quali il 40% è stato sostenuto dal Comune di Lovere, mentre la restante parte da importanti contributi della Fondazione Banca Popolare di Bergamo (€ 50.000) e della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo (€ 10.000).

Il recupero della Necropoli romana – precisa il Sindaco Guizzetti – è una delle azioni inserite nel progetto “Percorsi archeologici alla scoperta dell’identità culturale del territorio dei laghi bergamaschi”, elaborato dai Comuni di Lovere (ente capofila), Casazza e Predore, dall’Accademia Tadini di Lovere e dalla Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi con l’obiettivo di favorire l’identificazione tra la popolazione locale e il proprio patrimonio culturale attraverso un’accresciuta consapevolezza delle trasformazioni storico-culturali del territorio. Nel dicembre del 2013 il progetto è stato premiato da Fondazione Cariplo con un cofinanziamento del 50% delle spese per la sua realizzazione, che ammontano complessivamente ad € 1.100.000. Nello specifico, il costo dei lavori in fase di svolgimento presso il sito di via Martinoli è pari € 600.000, il 50% dei quali sostenuto direttamente dal Comune di Lovere.

L’attuale campagna di ricerca, resa possibile grazie alla grande disponibilità della Parrocchia di S. Maria Assunta di Lovere, proprietaria del campo sportivo sotto il quale è sita la Necropoli, è diretta dal funzionario della Soprintendenza Archeologia della Lombardia dott.ssa Maria Fortunati ed è realizzata dagli archeologi della ditta SAP Società Archeologica di Mantova, con un’equipe media giornaliera di sei professionisti che svolgono materialmente l’indagine; hanno lavorato e lavorano in cantiere gli archeologi Emiliano Garatti (responsabile di cantiere), Annalisa Rizzotto, Alessandro D’Alfonso, Federica Guidi, Igor Sanavia, Mimosa Ravaglia, Priscilla Butta, Marco Tremari, Ezio Sarina e Marco Redaelli. Svolgono frequentissimi sopralluoghi ai lavori il Sindaco di Lovere, dott. Giovanni Guizzetti, ed il parroco don Claudio Laffranchini. La direzione tecnica dei lavori è affidata al D.L. arch. Marco Agliardi e tutto il progetto è seguito dall’ufficio tecnico del comune di Lovere nella persona del R.U.P. arch. Francesca Chierici; per evitare problemi strutturali al muro di via Martinoli, inoltre, è stata affidata la consulenza statica a due noti professionisti, gli ing. Mario Cottinelli e Dario Catalini. La movimentazione terra è effettuata dalla ditta Edilnova di Bagnatica (Bg) e le modalità di rinterro a “terre armate” seguono il progetto del geologo dr. Gaetano Butticè.

Come spiegato dalla Soprintendenza e dall’arch. Garatti, in questa campagna di scavi, iniziata con accantieramento in dicembre 2014 ed inizio lavori in gennaio 2015, sono stati ad oggi rinvenuti 6 recinti funerari di dimensioni e planimetria variabili:  il recinto 1, con un’estensione di circa 130 m², presenta 17 tombe, di cui 12 inumazioni e 5 incinerazioni;  il recinto 2, di circa 65 m², presenta 11 tombe, di cui 9 inumazioni e 2 incinerazioni; il recinto 3, di circa 80 m², presenta 3 tombe, di cui 2 inumazioni ed 1 incinerazione;  il recinto 4, di circa 41 m², non ha al suo interno tombe; il recinto 5, di circa 145 m², presenta 41 tombe, di cui 21 ad inumazione e 20 ad incinerazione; il recinto 6, di circa 120 m², presenta 25 tombe, di cui 16 inumazioni e 9 incinerazioni.

Ad oggi, dunque, sono state rinvenute complessivamente 97 tombe, di cui 60 inumazioni e 37 incinerazioni. E’ possibile stimare il rinvenimento complessivo di circa 120-130 tombe al termine della campagna di scavi: i lavori sono tuttora in corso nei recinti 3 e 6, i cui dati sono quindi da considerarsi parziali. Per quanto riguarda il rito funerario, la tipologia che prevale è quella delle inumazioni in nuda terra, con circa 50 casi (in ogni recinto, è il tipo di sepoltura più comune). Nel recinto 5 è stata inoltre individuata una sepoltura ad inumazione con scheletro posto in posizione prona: un caso di sepoltura anomala, non isolato in età romana. Ci sono infine 7 casi in cui lo scheletro è stato deposto in una struttura mista di frammenti laterizi e pietre, priva di legante. Altra tipologia diffusa sono le incinerazioni in nuda terra (20 casi); ed anche abbastanza comuni sono le incinerazioni in struttura laterizia, in particolare in cassetta laterizia (10 casi). Le restanti tipologie sono poco rappresentate, o addirittura uniche, nelle restanti tombe indagate: vi sono due tombe ad inumazione inserite in struttura muraria; un inumato subadulto, coperto da un’anfora segata a metà; ed un inumato presumibilmente seppellito in cassa lignea (sono stati rinvenuti residui di legni che inducono a quest’ipotesi). Tra le incinerazioni vi sono due sepolture in struttura muraria, una in cassa litica e due in urna cineraria. Quasi tutte le tombe rilasciano elementi di corredo, con oggetti di varia tipologia e natura: sono presenti vaghi di collana in pasta vitrea; armille in bronzo; anelli in argento con castone, alcuni dei quali conservano l’elemento decorativo originario (predomina la gemma, che in via preliminare sembra realizzata in pasta vitrea); vasi in ceramica di differente forma e tipologia (bicchieri, olpai, coppe a pareti sottili, olle, Henkeldellenbecker ovvero bicchiere tipo Lovere con depressione sotto l’ansa), anfore ad anse apicate; lucerne; orecchini; fibule e fibbie; dadi da gioco.

A questi rinvenimenti vanno sommati i dati numerici ricavabili dalla campagna di scavi del 1996, ed in tutte le precedenti indagini effettuate in modo sporadico e casuale nel XIX e XX secolo, che solo in parte potranno essere aggiunti ai dati scientifici disponibili, considerato lo scarso livello di documentazione. L’arco cronologico coperto dalla necropoli, in via preliminare, conferma lo sviluppo ipotizzato dagli studi effettuati negli ultimi anni, compreso tra il I ed il IV secolo d.C.; esistono sepolture che insistono nell’area cimiteriale in età medievale, quando i recinti erano ormai defunzionalizzati e tuttavia in modo parziale visibili, ma l’assenza di corredi impedisce al momento una corretta indicazione cronologica delle tombe più recenti.

Nelle giornate di venerdì 27 e sabato 28 dello scorso mese di marzo – raccontano la dott.ssa Fortunati e l’arch. Garatti – il cantiere è stato aperto alle scuole del comprensorio di Lovere: il Convitto “Cesare Battisti”, la scuola elementare “Capitanio”, il polo tecnico “Ivan Piana”, il polo liceale “Decio Celeri” e l’istituto comprensivo “Papa Giovanni XXIII”. Una rappresentanza degli alunni, per un totale di circa 500 unità, ha potuto visitare il cantiere, debitamente attrezzato per l’occasione, accompagnata dagli insegnanti, sotto il controllo degli operai della ditta Edilnova e con la guida degli archeologi operanti sullo scavo. Grazie alla disponibilità ed organizzazione del Conservatore dell’Accademia Tadini, dott. Marco Albertario, la parte didattica è proseguita con alcune lezioni tenutesi presso la Sala delle Conferenze della Tadini, nel corso delle quali agli alunni è stato fornito l’inquadramento storico e geografico di Lovere e della sua Necropoli e sono stati presentati i dati delle indagini archeologiche del passato, oltre ad un breve resoconto di quelle attuali; è stato inoltre presentato agli alunni, in modo più generale, il mestiere dell’archeologo. Relatori sono stati la dott.ssa Chiara Ficini, specializzanda in Archeologia all’Università di Padova, con tesi sui materiali di Lovere, e gli archeologi Emiliano Garatti, Annalisa Rizzotto e Federica Guidi della ditta SAP, che operano in cantiere.

La campagna di scavo alla Necropoli – conclude il Sindaco Guizzetti – terminerà entro la fine del prossimo mese di maggio, nel pieno rispetto di quanto previsto dal cronoprogramma dei lavori. Il campo sportivo, perfettamente ripristinato, sarà quindi riconsegnato alla Parrocchia di Lovere all’inizio di giugno per la sua completa fruizione.

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