La caàgna – Detti Bergamaschi

Dighèt del bù?
A cura de Giulià Tudeschì

la caagna cesto vimini bergamasco

Se si chiedesse ad un ragazzo che cos’è la “caàgna”, è molto probabile che la sua risposta sia “bòo”.
Allora, senza la pretesa di insegnare niente a nessuno, andremo a cogliere il significato di questo termine nel nostro dialetto bergamasco. “Caàgna” indica semplicemente un cesto o cesta, contenitore fatto generalmente di materiale intrecciato avente diverse dimensioni e che era molto presente nella vita contadina di una volta. Un simile contenitore, munito a volte di manico da infilare sul braccio, “caàgnöl col manèc” aveva gli usi più svariati: dal riporvi grano, la verdura raccolta, o per portare qualsiasi cosa da un posto ad un altro, come se fosse una capiente borsa di oggi. La contadina del passato ce la immaginiamo, proprio come la Marianna della canzone popolare che “la và in campagna con trì öv in da caàgna” (con tre uova nella cesta).
Con il senso del non buttare nulla si dice che “no gh’è caàgna rota che non la ale amò ergota” (non c’è cesta rotta che non valga ancora qualcosa).
“Fa un öv fò de la caàgna” (fare un uovo fuori dalla cesta) significa uscire dal solco della tradizione, mentre il detto “antèt caàgna che ‘l manèc l’è rot” (vantati cesto che hai il manico rotto) si dice quando uno crede di aver fatto un’azione da lui stimata e grande, ma che in effetti non era tale, anzi è tutta al contrario.
Concludo con il ricorso alla Provvidenza: “Se l’ Signùr no ‘l lassa zo la caàgna!” (Se il Signore non fa scendere il canestro!) Vale a dire se la Provvidenza non vi pone mano!

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