“L’ Aria” Modi di dire in dialetto Bergamasco

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Dopo aver preso in considerazione alcuni modi di dire dialettali in riferimento all’acqua, ora rivolgeremo la nostra attenzione all’altro elemento di vita senza del quale non potremmo vivere: l’aria.
Nella lingua dialettale bergamasca il termine è rimasto invariato come in italiano: Aria.
Nel tempo d’estate della villeggiatura, quando le famiglie provenienti dalla città e soprattutto milanesi passavano uno o due mesi nelle bellissime valli bergamasche, si diceva che venissero in montagna a respirare “l’aria fina” ossia aria pura, sottile, pulita.

Da allora parecchie cose sono cambiate, forse anche l’aria!!!
Con “aria crüda” invece si indica l’aria fredda o freddissima, tipica dei mesi invernali, mentre con “arièta o arietìna” si intende quella leggera brezza primaverile oppure un leggero venticello.

“A mes’aria” esprime lo stare a metà strada: né troppo alto né troppo basso, ma a volte vale anche per indicare uno un po’ brillo, alticcio.

“ ‘N dà dè aria” significa, traducendolo in maniera molto elegante, l’espulsione di aria dall’intestino; ciò che il sommo Dante ebbe a definire “ed il cul fece trombetta”.
“Esga ergòt in aria” è sinonimo di cosa bolle in pentola e si dice anche per indicare qualche cosa che si sta preparando o che deve avvenire: “Cosa ghèl in aria?”.
“Fa sö di castèi in aria” vuol significare costruirsi delle macchinose supposizioni in merito ad un atteggiamento di qualcuno, mentre “Fa i laùr col cò in aria” vuol dire fare le cose con la testa per aria e con poca attenzione.

“’ndà coi gambe in aria” o “’ndà a bàle in aria” indica il cadere malamente, quasi senza accorgersene, ma anche il fallimento di un’attività o di un’impresa.
Il solo termine “Aria” significa anche arroganza, presunzione, ne consegue: “dàs di arie”, allora al soggetto che si dà delle arie si dice: “sbàssa zo i arie”, “Oh! quace arie chèl sa dà!”.
Concludo con un famoso detto che ci mette in guardia dall’aria, intesa come spiffero: “aria dè fessüra, aria dè sepoltüra”.

Anche se la conclusione dialettale è esageratamente tragica, è comunque consigliabile evitare di stare agli spifferi che arrecano malanni di diverso genere.

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