Il 15 Ottobre 1886 viene pubblicato il libro “CUORE” di Edmundo de Amicis

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Cuore è un romanzo per ragazzi scritto da Edmondo de Amicis a Torino, strutturato ad episodi separati e pubblicato, per la prima volta, dalla casa editrice milanese Treves il 15 ottobre del 1886.

Libro Cuore

Libro Cuore: valori e costumi dell’Italia di fine ‘800I valori trasmessi da questo romanzo ci appaiono oggi come lontanissimi e non così ammirevoli come potevano sembrare agli occhi dell’ autore e del suo primo pubblico.
Al di là di questo, i contenuti e i racconti che abbiamo davanti quando leggiamo Cuore assolvono in pieno a quelli che dovrebbero essere gli scopi di un’opera letteraria: si mostra apertamente e chiaramente quale è stato il tempo in cui ha vissuto l’autore, proiettandoci dentro una mentalità e davanti a dei costumi che, senza opere come questa, sarebbero presto dimenticati o archiviati come mai esistiti (pensiamo che la stessa cosa può succedere anche oggi perché, senza un testo scritto, anche la nostra società e cultura potrebbero essere rapidamente dimenticate come se mai fossimo stati qui).
Andiamo a conoscere il romanzo.

Struttura e trama del libro Cuore

Struttura del libro Cuore: il diario di un alunnoIl libro “Cuore” è pensato come il diario di un alunno che racconta vicende sue, e dei suoi compagni, avvenute durante l’anno scolastico 1881 – 1882 (a quel tempo l’anno scolastico andava da ottobre a luglio) in una scuola di Torino. Questo diario è impostato in modo tale che ad ogni mese corrisponda un capitolo e, infatti, i titoli dei capitoli che troviamo nel testo sono quelli dei mesi che si succedono fino all’estate.

Un capitolo per ogni meseA queste vicende si aggiungono quelli noti come i “racconti mensili”, quei racconti cioè che ogni mese il maestro racconta agli studenti e che hanno per protagonisti studenti italiani provenienti da varie regioni d’Italia. Questi racconti sono una sede molto importante all’interno del romanzo perché il maestro cerca, attraverso i racconti esemplari di ragazzi e ragazzini piccoli con cui i suoi alunni possono facilmente identificarsi, di istruire i suoi studenti secondo quelli che sono gli ideali del suo tempo e che approfondiremo a breve.

Primo giorno di scuola. Dal libro Cuore (1900)

Primo giorno di scuola. Dal libro Cuore (1900) — Fonte: Ansa

Le voci narranti del libro CuoreLa voce narrante principale, e cioè quella dell’alunno che tiene questo diario, è quella del piccolo Enrico Bottini che in quell’anno scolastico stava frequentando la terza elementare. Non troviamo però solamente il racconto scritto dalla sua piccola mano, ma anche lettere e consigli che i genitori del ragazzino inseriscono per commentare, interpretare i suoi racconti, e soprattutto per fornire al piccolo importanti indicazioni e consigli per la sua crescita personale; insieme ai racconti mensili del maestro è in questi punti che meglio si sente la voce dell’autore, De Amicis si inserisce in modo astuto fra le voci di chi insegna (prima il maestro e poi i genitori) e così facendo insegna quanto può anche lui.

Il romanzo, che ebbe un immediato successo, termina con il trasferimento del piccolo in un’altra città quando dovrà, con grandissimo rammarico, abbandonare tutti i suoi amici, compagni e maestri per seguire il quarto anno di elementari altrove, al seguito della sua famiglia.

I personaggi principali

Cuore: uno spaccato dell’Italia postunitariaDe Amicis ci offre un sistema di personaggi studiato accuratamente per fornirci uno spaccato quanto più completo possibile della sua Italia postunitaria: non potendo, con un testo così impostato, raccontare cosa accade in ogni regione del Paese finalmente unito, raggruppa nella classe di Enrico studenti provenienti da tutta Italia e che si trovano a Torino insieme alle loro famiglie che in quegli anni, emigravano al Nord per trovare lavoro. In questo modo non solo vengono a trovarsi nello stesso luogo, e davanti gli stessi problemi, personaggi diversi per provenienza geografica ma anche per estrazione sociale: troviamo figli di fabbri, di ferrovieri, di alcolizzati oppure di borghesi benestanti ed educati. Ricordiamo però che questi personaggi non hanno una vera connotazione psicologica, non agiscono secondo i moti di un desiderio interiore o di una inquietudine personale: si muovono sulla scena esclusivamente come personaggi “sociali”, il borghese si comporta da borghese, il proletario da proletario.

Rissa in classe. Immagine da una vecchia edizione del libro Cuore

Rissa in classe. Immagine da una vecchia edizione del libro Cuore —Fonte: Ansa

Ogni personaggio rappresenta e racconta una classe socialeÈ importante saper riconoscere e capire il significato della storia di ognuno di questi personaggi perché non solo, come accade in ogni libro, il personaggio serve per mandare avanti la narrazione, ma ha anche qualcosa da dirci sulla situazione sociale, politica ed economica dell’Italia di fine Ottocento.
Certo questo libro è molto più complesso di quanto all’apparenza possa lasciarci credere la narrazione di un diario tenuto da un alunno!

  • Enrico Bottini – lo abbiamo già presentato, è il protagonista del libro e il personaggio attraverso cui veniamo a conoscenza di un mondo molto più grande di quello di una classe elementare. In realtà, anche se è lui il primo personaggio e il primo protagonista, scopriamo presto che la maggior parte delle vicende non accadono a lui in prima persona: questo ragazzo si limita soprattutto a registrare e commentare le piccole avventure e disgrazie dei suoi amici.
  • Garrone è un ragazzino robusto, figlio di un ferroviere, si trova spesso a difendere i suoi amici e compagni dai dispetti e dalle cattiverie degli altri ragazzini diventando presto un buon esempio per Enrico e soprattutto un punto di riferimento per lui. Il racconto della sua vita familiare vede presto un tragico lutto: quello della morte di sua mamma che viene a mancare durante l’anno.
  • Ernesto Derossi e Franti molto importante la presenza, e il contrasto, che si crea fra questi due personaggi, tanto diversi da essere uno il contrario dell’altro per i loro caratteri. Ernesto è figlio di borghesi benestanti ed è il primo della classe mentre Franti proviene da una povera famiglia del sottoproletariato ed è un tipo piuttosto violento e dispettoso che verrà presto cacciato dalla scuola.
  • Giulio Perboni  – è il maestro che insegna alla classe, un uomo solo, senza una famiglia e senza affetti, di buon cuore e austero, dedica tutto se stesso e ogni sua energia all’istruzione dei suoi alunni che vede come la famiglia che non ha.
  • La maestrina dalla Penna Rossa – così chiamata per la penna rossa che orna sempre il suo cappello è diventata una figura emblematica nell’immaginario dei lettori, è cioè l’immagine della mestrina borghese dedita ai suoi studenti.

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Il significato dell’opera

L’espediente di Edmondo De Amicis è ingegnoso: la scuola, come luogo eletto d’istruzione e di scambio culturale, si presenta come un luogo perfetto per racchiudere una molteplicità di significati che, fra le mura dell’aula, si trovano a convivere naturalmente e senza dare l’idea di essere costruite e pensate dalla mano di uno scrittore. Che cosa emerge da questo romanzo quindi? Quali sono gli insegnamenti che il suo autore vuol fornire ai suoi lettori?  

Prima di tutto il sentimento nazionale, l’ideale patriottico di un Paese da costruire e difendere che si vede bene in quasi tutti i racconti mensili dove il filo conduttore è appunto l’orgoglio nazionale. La convivenza di tanti bambini in una sola classe porta poi a immaginare i rappresentanti di tante regioni diverse uniti insieme amichevolmente per imparare e per costruirsi come uomini acculturati e virtuosi.
L’idea di una società che, pur entro il sentimento di cooperazione e di amicizia che domina tutta la narrazione, è ben suddivisa in classi sociali il cui ordine è fondamentale e non può essere sovvertito: per mandare avanti il paese serve l’operaio così come serve il banchiere e, secondo l’ideale del tempo, questa situazione è necessaria e non lascia spazio alle ambizioni personali.

Il sacrificio, la sopportazione del dolore, la rinuncia a desideri individuali in virtù di un bene sociale sono le tematiche che costituiscono il filo costante della narrazione.

Conosciamo l’autore del libro Cuore: Edmondo De Amicis

Libro Cuore e Pinocchio: romanzi di formazioneCon il libro Cuore di Edmondo De Amicis la letteratura italiana si arricchisce del romanzo di formazione più famoso e funzionale conosciuto, insieme al Pinocchio di Collodi.
Dalla sua esperienza come giornalista e scrittore, uomo impegnato in uno dei periodi fra i più complessi della nostra storia, quello del Risorgimento e dell’Italia postunitaria, Edmondo de Amicis ricava la scrittura del romanzo “Cuore”, lettura quasi obbligata (scolasticamente e non) per ogni italiano fino agli anni Cinquanta del Novecento; ai giorni nostri questo romanzo è ancora oggetto di rivisitazioni sul grande e piccolo schermo che ne testimoniano la fondamentale importanza; è impossibile dimenticarlo!
Soffermandoci brevemente su questo laborioso autore che, oltre aCuore, ha scritto dozzine di altre opere e vediamo gli eventi principali che ne caratterizzano la vita.

Ritratto di Edmondo De Amicis

Ritratto di Edmondo De Amicis — Fonte: Ansa

Biografia di Edmondo De Amicis: un inizio da militareEdmondo nasce a Oneglia, nei pressi di Imperia, nel 1846. Frequenta l’Accademia militare di Modena e partecipa alla terza guerra di indipendenza condotta da Italia e Prussia contro l’Austria, paese da cui volevano liberarsi i rispettivi paesi soggetti al suo regno durante quello che, per noi, è il Risorgimento.

In De Amicis è presente un profondo interesse per le tematiche socialiAbbandona presto l’esercito e la vita militare, dopo la pubblicazione e il successo dei Bozzetti di vita militare, per dedicarsi interamente e con grandissima passione alla carriera giornalistica: diventa presto inviato all’estero e da questa esperienza sortiscono numerosi reportage di viaggio e studi sulla condizione degli emigranti, letture indubbiamente istruttive e interessanti per ricostruire una delle questioni socio-economiche più importanti del XX° secolo.

Nel 1886 si trova stabilmente a Torino ed è qui che scrive il famoso romanzo di cui ci vogliamo, in questa sede, occupare e che immediatamente riscosse un grandissimo successo di critica e di pubblico. La sua vita privata non gli offre altrettanta fortuna: negli anni Settanta era già morta sua madre e poco dopo la pubblicazione di Cuore muore anche il figlio. Fra il dolore di quest’ultimo evento che determina un allontanamento da Torino, De Amicis continua la sua vita attiva, sempre più interessato alle tematiche sociali e alle contraddizioni che la società contemporanea gli pare manifestare.

 

Illustrazione del libro Cuore

Illustrazione del libro Cuore — Fonte: Ansa

Interesse per la condizione delle classi subalterne e attenzione al ruolo degli insegnantiDal 1891 si iscrive al partito socialista e i suoi ultimi scritti sono concentrati sulla condizione delle classi subalterne della società, restando sempre molto attento alla figura del maestro e degli insegnanti anche in queste ultime opere. La sua vita si conclude a Bordighera nel 1908.

Ultimamente gli studiosi tendono a rivalutare molto la figura di De Amicis, fino a qualche decennio fa nota esclusivamente attraverso l’opera principale che mise in ombra tutte le altre oggi di nuovo poste all’attenzione e, magari, oggetto di future edizioni.

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