E’ TUTTA QUESTIONE DI TEMPO di Manuela Loglio

E tutta questione di tempo di Manuela Loglio E’ TUTTA QUESTIONE DI TEMPO…

MA IL MIO TEMPO E’ UGUALE AL TUO?

Tempo: quante canzoni, quante frasi ed aforismi… quante volte ne parliamo… quando siamo di fretta, quando sentiamo che non passa mai, quando stiamo aspettando qualcosa di importante. Parliamo del tempo come di un dono prezioso, ma non sempre lo trattiamo come tale.

 

Pensiamo di averne tantissimo, ma quando ci serve davvero, quando avremmo voluto fare quella cosa che non abbiamo fatto per “mancanza di tempo”, ci rendiamo conto che alcune cose, quelle davvero importanti, andavano fatte.. nonostante il tempo: andare a trovare una persona che aspetta la nostra visita, fermarsi ad ascoltare chi ci sta parlando, dare attenzione… Poi quando è davvero troppo tardi, la rabbia e la delusione ci assalgono.

Ma questa non vuole essere una delle tante prediche fatta da chi poi non razzola altrettanto bene, anzi, è solo un momento dedicato ai diversi modi di vivere il tempo… Viverlo in modo diverso a secondo di cosa si sta facendo o di come si sta, oppure vivere un tempo diverso dal tuo per andare incontro al tempo dell’altro. Sembra semplice da dire… ma da fare?!

Ricordo i primi mesi in Bolivia, quanta fatica nel cercare di vivere il loro tempo!!

Un tempo diverso, più lento, più a portata di uomo… Ricordo i primi appuntamenti fissati, le prime riunione alle quali abbiamo partecipato… il deserto!!! O meglio io, Nicola, il Padre… in attesa del primo ritardatario. Il tempo dell’attesa? Normale per loro… indisponente per noi, abituati ad un po’ di anticipo o comunque alla puntualità. Qualcuno si arrabbiava? Assolutamente no. Si iniziava l’incontro o la riunione quando c’erano tutti.

Ma non era finita qui… Durante le riunioni il tempo dedicato all’ascolto di tutte le opinioni e gli infiniti giri che i discorsi facevano prima di diventare una decisione erano davvero incredibili.

Ricordo le parole di Padre Sergio che mi diceva come fosse completamente diverso il modo di vivere le riunioni rispetto al nostro:  noi andiamo dritti al punto e poi allarghiamo il discorso, loro invece partono dal discorso generale, ognuno esprime il proprio pensiero e poi, dopo diversi giri, si arriva alla decisione. E bisognava esserci per capire, o forse semplicemente per accogliere, senza fretta, senza pressioni.

Solo dopo un po’ tempo abbiamo smesso di indispettirci durante le attese…e abbiamo cominciato ad accettare i loro tempi, le loro esigenze.

Un tempo fatto di attese, un tempo fatto di sconosciuto, di non dominabile…

Come quando una persona intraprende un viaggio. Sa quando parte, ma non sa quando arriva… e non è il solito modo scaramantico di noi occidentali. E’ la loro regola di vita, una vita fatta di viaggi pericolosi, scomodi, pieni di sorprese buone o meno buone.

“Bloqueos” (scioperi), strade dissestate, incidenti, autisti addormentati o ubriachi… tutto po’ succedere! E allora come si fa a calcolare il tempo, come faccio a dirti quando arriverò?

Ti dico quando parto e poi quando mi vedrai sarò arrivato! Anche in questo caso una super prova per il nostro sangue freddo e per la nostra pazienza. Ma non c’è da stupirsi.

La precarietà e soprattutto il vivere il presente sono ancora ben radicati nelle loro culture, sta a noi scoprirne i pregi, in un mondo come il nostro dove ogni millesimo è pieno, ogni probabilità calcolata, ogni angolo della terra è perfettamente connesso!

Quante sono le cose che ci sono rimaste che non possiamo controllare, gestire, ingabbiare? Una, forse due… Quanta bellezza c’è in qualcosa che ancora sorprende e meraviglia?

Forse anche in questo caso bisognerebbe mescolare i due mondi… ne uscirebbe un mondo dove il tempo non è prezioso perché è poco, come nel nostro caso, ma è pieno, vero umano, un tempo dove certo si deve costruire per vivere e per mangiare, dove bisogna darsi un tempo per rispettare l’altro, ma quel tempo non ci rende schiavi ma liberi!

“Buon tempo” a tutti

  Manuela

 

 

 

   

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