Bergamo: Solidarieta’ per la MARCIA DEL SILENZIO di Bucarest

” Ingerii cu aripile arse ” , “gli angeli con le ali bruciate” stanno piano piano volando nelle dimensioni di luce, ma nelle strade di Bucarest e in tutte le localita’ della Romania , la MARCIA DEL SILENZIO continua. E adesso anche all’estero: Roma, Milano, Torino, Verona, Chisinau, Londra, Parigi e la lista puo’ continuare. La gente in strada dice STOP   alla corruzione, al malfunzionamento del sistema politico-amministrativo, alla stampa che appoggia una politica che ormai fa il contrario di quello che dovrebbe fare. 

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Cosa e’ successo?

46 morti con eta comprese tra 15 e 40 anni . Ecco il tragico bilancio di questi dieci giorni di inferno che sta vivendo Bucarest. Dopo l’incendio scoppiato in una discoteca della capitale romena , 46 giovani sono rimasti uccisi e piu’ di 100 sono in gravissime condizioni : 83 si trovano negli ospedali interni del paese e 30 all’estero . Giorni terribili, di disperazione per le centinaia di famiglie coinvolte nell’orribile rogo, scoppiato nel locale  della capitale romena; ambulanze che arrivano con venti minuti di ritardo, ospedali che non sono pronti per affrontare la situazione di emergenza, un sistema politico -amministrativo ultra corrotto e una societa’ civile determinata a non accettare piu’ il silenzio. Questo e’ il panorama delle ultime ore di questo dimenticato paese europeo, ricordato molto volentieri dalla stampa italiana soltanto per i delinquenti o fatti di cronaca.

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30 ottobre , ore 22.32 a Bucarest scatta l’inferno: 400 persone stanno festeggiando nell’ambito di una serata rock in un locale.  Fin qui tutto ok. Il problema di fondo e’ che la discoteca collocata nell’underground non ha l’autorizzazione per ospitare un numero così elevato di persone, ma puo’ contenere soltanto 80. Il problema numero due e’ che non esistono uscite di emergenza. Potete immaginare il resto. L’incendio , scoppiato per cause ancora in via di indagine, prende velocemente le pareti in legno e il materiale di isolazione fonica attaccato all’interno. Le fiamme hanno avvolto velocemente anche i corpi che sono stati ritrovati completamente carbonizzati. Negli ospedali tante delle persone ricoverate  non avevano piu’ i vestiti. Parti del corpo  erano bruciate insieme agli indumenti. Scene horror. Gente che urlava “aiuto”. Impressionanti le allucinazioni di chi ormai stava perdendo la coscienza risucchiato nel sogno della morte e ridendo chiedeva ” Scusa, puoi per favore, fare qualcosa perche’ brucia da morire” .

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Quello che e’ successo nella sera del 30 ottobre e’ troppo anche per i romeni!  Centinaia di famiglie sono disperate! “Quella sera i figli dovevano rimanere a casa”. Questo probabilmente e’ il pensiero di ogni genitore coinvolto in questa tragica storia. Tra quei giovani erano presenti musicisti, attori, registi, architetti, studenti. Rappresentavano in qualche modo l’elite della gioventu’ della capitale romena. Vista la “fuga di cervelli” all’estero, questa tragedia non puo’ passare inosservata. I giovani che hanno deciso di portare avanti la Marcia del silenzio , sono decisi di tramandare il loro messaggio “Rock this country”.

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Si vuol fare sapere al mondo che i romeni hanno carattere, che non accettano piu’ una classe politica incompetente e tanto meno il silenzio. Di seguito alle manifestazioni che durano ormai da piu’ di una settimana e’ stato dimesso il primo ministro romeno Victor Ponta, il sindaco della capitale ed  ad altri alti funzionari del sistema. Il Presidente del paese Johannis e’ sceso in piazza , a Bucarest , in mezzo alla folla . Gesto ” kamikaze” lo ha definito qualcuno. Il capo dello stato poteva essere linciato. Fortunatamente la gente ha gradito il suo segnale di dialogo e speriamo che questo gesto dara’ spazio nella politica romena a VOX POPULI,  che in definitiva, come dice l’antico proverbio latino,  e’ decisamente la VOX DEI.

Camelia Jumatate, Staff Vivere Bergamo

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