Amìs

Parliamo di amici. Con il termine dialettale “amìs” – o più raramente “amic” si indica una persona con la quale si è legati da una profonda fiducia e stima reciproca. “L’amìs del cör” (l’amico del cuore) l’amico prezioso che però è raro come le mosche bianche “i amìs i è rar come i mosche bianche”. Ma con la certezza che “i amìs s’i conòss in del bisògn” (gli amici si conoscono nel bisogno).
Quando l’amicizia vale veramente allora il detto è lapidario: “a ‘l vàl piö ön amìs de sènto parécc” (vale più un amico di cento parenti). Ma c’è amico e amico: “sòlcc e amìs i è la metà de chèl ch’i dìs” (soldi e amici sono la metà di quel che si dice). Attenzione però agli amici per modo dire “largh de bòca e strècc de mà” (larghi di bocca e stretti di mano). A proposito di questi il detto ammonisce: “i è de tègn lontà” (son da tenere lontani) così come “i amìs per interèss” (amici per interesse).
“A l’amis pélega ‘l fic, al nemis pélega ‘l persèc” (all’amico pela il fico, al nemico pela la pesca), questo detto ha il suo significato nel fatto che la buccia del fico è dannosa, mentre quella della pesca è salutare.
Nelle variegate situazioni che la vita ci presenta “biogonerèss ìga amìs ach a cà del diaol” (bisognerebbe avere degli amici anche all’inferno) come dire che è bene avere amici per tutto e in tutte le situazioni.
Per concludere, la saggezza popolare ci fornisce altri due suggerimenti “l’amìs e ‘l vì i è sempèr mèi vècc” (l’amico come il vino è sempre meglio vecchio) e poi “l’amìs vècc l’è ü gran bèl spècc” (l’amico vecchio è sempre un gran bello specchio).

Articolo a cura di Giuliano Todeschini

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