57° FIERA DEI LIBRAI a BERGAMO

16 aprile 2016 Articoli Vivere Bergamo0

Prende il via questa mattina a Bergamo la 57° FIERA DEI LIBRAI, una delle più antiche dell’Italia, considerata modello di ispirazione per tutte le altre a livello nazionale. Alle 11.00 di questa mattina inaugura la manifestazione il Premio Nobel per la letteratura 1997, Dario Fo, che sul prestigioso palco del Teatro Donizetti presenta il nuovo libro «Dario e Dio. Una conversazione sul senso del sacro» (Guanda 2016), accompagnato da Giuseppina Manin, coautrice e giornalista del Corriere della Sera.

Dario Fo - Inaugurazione Fiera dei Librai, Bergamo

Gli incontri proseguono,  sempre sul palcoscenico del Donizatti , alle 20.45 con l’alpinista bergamasco Simone Moro, di ritorno dalla recente conquista in prima invernale del Nanga Parbat e Medaglia d’Oro al Valor Civile nel 2002, che insieme all’amico «di corda e di penna» Mario Curnis, presenta «In cordata. Storia di un’amicizia tra due generazioni da zero a ottomila metri». (Rizzoli 2015).

Mario-Curnis-e-Simone-Moro-presentazione-in-cordata-855x487
«Sono pochi gli amici che quando stai cadendo tengono la corda” , Mario Curnis, ” tanti magari reggono per un momento ma poi mollano, ti lasciano andare. Io e Simone abbiamo cominciato a legarci in montagna e dopo tanti anni siamo rimasti legati come prima e forse anche di più»

Simone e Mario si incontrano per la prima volta all’inizio degli anni Novanta. Nel 1999 affrontano i settemila dell’ex Unione Sovietica, nel 2000 compiono l’intero giro delle Alpi Orobie e nel 2002 conquistano la vetta più alta del mondo, l’Everest.

Quando Simone Moro comincia a scalare a soli quattordici anni, vede i grandi alpinisti, tra cui spiccano i nomi di Messner e Bonatti, come uomini forti e coraggiosi da imitare. Non conosce ancora, però, quello che più di tutti gli trasmetterà lo spirito dell’alpinismo e che diventerà per lui un fidato compagno di cordata: Mario Curnis. ” In cordata”  è un confronto sincero tra due generazioni di alpinisti, tra due compagni di cordata, ma soprattutto tra due amici, uniti dalla stessa passione incondizionata, ma non per forza vicini nel modo di viverla. Se Moro, infatti, ha fatto di quella passione una vera e propria professione, basti pensare alla sua ultima impresa, la “prima” del Nanga Parbat in febbraio, grandiosa scalata destinata a restare negli annali dell’alpinismo, Mario Curnis invece l’ha sempre vissuta come uno svago, senza rinunciare al proprio lavoro.

Bergamo, 57ima Edizione Fiera dei Librai

Il programma 2016 – «Premium Edition» è lo slogan scelto per la 57ª edizione della Fiera dei Librai Bergamo, caratterizzata da un programma vivace, che propone le nuove uscite del panorama editoriale nazionale e ospita numerosi autori insigniti dei più prestigiosi premi letterali, nazionali e internazionali, e «Big» d’eccezione sul palco del Teatro Donizetti.

Un’edizione Premium con i vincitori dei premi Nobel, Campiello, Strega, Stresa, Bancarella, Grinzane Cavour, Elsa Morante, Bergamo, Viareggio, Scerbanenco, Montale, Italo Calvino, Ernest Hemingway, Chiara, Comisso, Brancati, Montblanc, Dessì, Alabarda d’oro, Ambrogino d’oro, De André e Targa Tenco.

Domenica 17 Aprile , secondo giorno di “Fiera Premium” con altri quattro “Big” Maggiani, Affinati, Montanari, Rumiz

Fiera dei Librai Bergamo

Spazio Incontri – Quadriportico del Sentierone

Alle 11,00, Maurizio Maggiani, Premio Elsa Morante 2015, Premio Ernest Hemingway 2005, Premio Strega 2005, Premio Viareggio Rèpaci 1995, Premio Campiello 1995, con il suo “Il Romanzo della Nazione” dove racconta e ricorda quando le donne cantavano stendendo i panni alle finestre, quando i padri facevano ballare le figlie.

C’era una volta il popolo. C’era una volta il sogno di costruire – attraverso il popolo – una nazione. C’erano le storie che facevano degli uomini, delle donne, delle famiglie, la premessa dell’essere popolo e poi nazione. Maggiani rifà la storia della sua famiglia quando la sua famiglia comincia a morire. La madre, il padre, i legami di sangue, i legami di idee, la città, la memoria di quel venir meno “ad ogni usata amante compagnia” di persone che hanno lavorato per spingere avanti destini comuni, avventure comuni, speranze in comune. Maggiani ci dice cos’è il romanzo di una nazione quando quel romanzo tramonta. Quando quella possibilità non si dà più. La chiusura di un mondo ne apre un altro di cui si sa ancora e soltanto che è il “sogno di una cosa”. Che cosa si racconta, di fatto? Si racconta di una madre e di un padre che si spengono portando, prima nella smemoratezza e poi nella morte, un mondo di certezze molto concrete: la cura dell’orto, delle cose, della casa, dei rapporti parentali.

Il figlio-narratore rammenta la fatica giusta (e ingiusta) di procurarsi il pane e di stare appresso a sogni accesi poco più in là, nella lotta politica, negli scioperi, nella piana assolata quando arriva la notizia della morte di Togliatti. Si racconta, con un ginnico balzo indietro narrativo, della costruzione del porto di La Spezia, il porto che, nella lungimiranza di Cavour, avrebbe dovuto essere il più attivo del Mediterraneo. Si racconta di altri fondatori di nazioni: di ebrei e di palestinesi. Si racconta di come si diventa grandi e di come si fondano speranze quando le speranze sono finite.

Ad impreziosire ancor di più la presentazione, interviene Alberto Rollo, direttore editoriale di Feltrinelli.

Alle 17.00, Eraldo Affinati, Superflaiano 2009, Premio Grinzane Cavour 2005, Premio Narrativa Bergamo 1996, che torna spesso a Bergamo. Ospite della Fiera dei Librai anche lo scorso anno, nel 1996 Affinati ha vinto anche il premio Bergamo. Crede nella scuola rivolta agli ultimi. Sulle orme di maestri rivoluzionari come Don Lorenzo Milani, ha fondato nel 2008 una scuola che accoglie ragazzi arrivati da ogni parte del mondo, pronti a tutto come il protagonista del romanzo di Silvio D’Arzo Penny Wirton e sua madre.

Quest’anno con il suo libro “L’uomo del futuro” che presenta in Fiera è candidato al Premio Strega.

A quasi cinquant’anni dalla sua scomparsa don Lorenzo Milani non smette di interrogarci. Eraldo Affinati ne ha raccolto la sfida esistenziale, ancora aperta e drammaticamente incompiuta, ripercorrendo le strade della sua avventura breve e fulminante: Firenze, dove nacque da una ricca e colta famiglia con madre di origine ebraica, frequentò il seminario e morì fra le braccia dei suoi scolari; Milano, luogo della formazione e della fallita vocazione pittorica; Montespertoli, sullo sfondo della Gigliola, la prestigiosa villa padronale; Castiglioncello, sede delle mitiche vacanze estive; San Donato di Calenzano, che vide il giovane viceparroco in azione nella prima scuola popolare da lui fondata; Barbiana, penitenziario ecclesiastico”, in uno sperduto borgo dell’Appennino toscano, incredibile teatro della sua rivoluzione. Affinati ha cercato l’eredità spirituale di don Lorenzo nelle contrade del pianeta dove alcuni educatori isolati, insieme ai loro alunni, senza sapere chi egli fosse, lo trasfigurano ogni giorno: dai maestri di villaggio, che pongono argini allo sfacelo dell’istruzione africana, ai teppisti berlinesi, frantumi della storia europea; dagli adolescenti arabi, frenetici e istintivi, agli italiani di Ellis Island, quando gli immigrati eravamo noi; dalle suore di Pechino e Benares, pronte ad accogliere i più sfortunati, ai piccoli rapinatori messicani, ai renitenti alla leva russi, ai ragazzi di Hiroshima, fino ai preti romani, che sembrano aver dimenticato, per fortuna non tutti, la severa lezione impartita dal priore.

Alle 18.30, “Il regno degli amici” di Raul Montanari, Ambrogino d’Oro 2012. Con questo libro ha vinto il Premio Vigevano 2015. Direttore artistico del festival Presente Prossimo, Raul Montanari ha fondato e conduce una scuola di scrittura a Milano dalla quale sono nati molti autori che hanno pubblicato importanti editori italiani.

Niccolò Ammaniti dice di lui “Raul Montanari continua a stupirmi. Ogni romanzo che scrive solleva un po’ di più l’asticella. Questa volta, con Il regno degli amici, ha esagerato, ha preso il volo.”

Estate 1982. L’Italia ha appena vinto i mondiali di Spagna e Milano è deserta. Demo, Elia e Fabiano trovano una casa abbandonata sul naviglio Martesana e decidono di farne il loro Regno. Un posto segreto dove è possibile scoprire il confine sottile tra complicità e gelosia, tra emulazione e rivalità. Un posto, anche, dove accogliere i nuovi amici, come Ric. L’incontro con Valli, è un’apparizione. Lei vive in un camper con la madre. La ragazza rompe il goffo equilibrio maschile del Regno, insinuando nel gruppo quella tensione erotica che è per tutti la grande scoperta e il grande dolore dell’adolescenza. Ma che qui genera un danno capace, in una sola notte, di cambiare il destino dei protagonisti.

A presentare il libro, Davide Sapienza scrittore, geopoeta e giornalista, traduttore italiano di Jack London. Noto agli appassionati di musica rock per i suoi libri dedicati agli U2, Nirvana, Neil Young, The Waterboys, Simple Minds.

Alle 21.00 Paolo Rumiz, Premio San Vidal 2003, Premio Capri-S. Michele 2003, Premio Hemingway 1993, con il suo “Il ciclope”, il racconto di un’esperienza davvero speciale vissuta su un’isola lontana da tutto, senza internet né sms. Lì Rumiz ha trascorso quasi un mese realizzando un reportage a puntate pubblicato su La Repubblica. Un altro modo di viaggiare: viaggiare da fermo attraverso un turbinio di visioni, ricordi, incubi, emozioni, allucinazioni, miraggi, pensieri. Nell’Isola regna l’occhio ciclopico del faro, che casualmente si raddoppia nell’unico occhio di un asino guercio, grande consumatore di limoni, subito soprannominato Kyklops.

Paolo Rumiz ci porta con sé davanti al ciclope, dentro il ciclope, per dirci l’inquietante meraviglia del mondo. Le notizie dal mondo spogliano l’eremo dei suoi privilegi e fanno del mare, anche di quel mare apparentemente felice, una frontiera, una trincea. Il faro sembra fondersi con il passato mitologico, si leva austero ciclope monocolo, veglia nella notte, agita l’intimità della memoria, richiama – sommando in sé il “gesto” comune delle lighthouse che in tutto il mondo hanno continuato a segnare la via – le dinastie dei guardiani e delle loro mogli, ma soprattutto apre le porte della percezione. Nell’isola del faro si impara a decrittare l’arrivo di una tempesta, ad ascoltare il vento, a convivere con gli uccelli, a discorrere di abissi, a riconoscere le mappe smemoranti del nuovo turismo da crociera e i segni allarmanti dei nuovi migranti, a trovare la fraternità silenziosa di un risotto cucinato alla meglio.

Per diciassette giorni, accanto alla grande libreria dove si può godere in libertà il piacere della lettura dei fenomeni editoriali di tendenza o delle numerose realtà cosiddette “minori”, sono in programma una serie di incontri con grandi autori della letteratura contemporanea con cui condividere storie ed emozioni vere. La Fiera chiude il primo di Maggio. Qui tutto il programma

file:///Users/macbook/Downloads/PROGRAMMA-FIERA-DEI-LIBRAI.PDF.PDF

Cosa ne pensi?

commenti

Leave a Comment

You must be logged in to post a comment.