30 settembre 1948: Arriva il primo fumetto di Tex

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Tex è una serie a fumetti creata nel 1948 da Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini ed edita dalla Sergio Bonelli Editore. È la più famosa e duratura serie a fumetti italiana di sempre, nonché la testata di punta della casa editrice milanese.

Le avventure inedite con protagonista Tex Willer vengono pubblicate mensilmente nell’albo a fumetti Tex, edito dalla Sergio Bonelli Editore nel tipico formato delle pubblicazioni bonelliane.

Sergio Bonelli, editore nonché sceneggiatore di Tex (con lo pseudonimo di Guido Nolitta)

In principio il fumetto fu pubblicato nel classico formato a striscia (16,5 X 8 cm) caratteristico dell’epoca: complessivamente uscirono nelle edicole, con periodicità settimanale, ben 36 serie dal 1948 al 1967. Le rese venivano poi utilizzate per confezionare le cosiddette raccoltine: le strisce venivano private della loro copertina in carta, assemblate insieme (il numero degli albi accorpati variava) e dotate di una nuova copertina in cartoncino disegnata appositamente da Galep.

Di queste raccolte ne uscirono tre serie: la prima vide luce tra il 1949 e il 1950 per un totale di soli sette albi; la seconda (detta serie bianca) uscì tra il 1950 e il 1966 e conta 132 albi; la terza (detta serie rossa) è composta da 194 albi usciti a partire dal1956. Nel 1952 ci fu il primo tentativo di una ristampa cronologica della serie in un formato ad albo. Nacque così la collana quindicinale Albi d’Oro, che chiuse i battenti nel 1960 dopo 8 serie e 205 numeri. Come avveniva per le strisce, le poche rese degli Albi d’Oro (che avevano già una tiratura piuttosto bassa) vennero scopertinate e raccolte in albi con una nuova copertina inedita. Videro così luce i 29 numeri della 1ª serie “Gigante”, la più rara tra le serie texiane e la più ricercata dai collezionisti.

Fa seguito la 2ª serie gigante che è quella tuttora pubblicata nel formato, poi utilizzato anche per le altre testate della Bonelli. È pubblicata a partire dal 1959 e i primi 96 numeri sono la ristampa completa e cronologica, salvo alcune eccezioni, della serie a strisce, ancora in edicola all’epoca del lancio della nuova proposta. Viste le mutate condizioni sociali ed economiche e il crescente successo della collana, la casa editrice decise di puntare su questa e di pubblicarvi direttamente le storie inedite. In seguito, da 2ª serie gigante la pubblicazione modificò il proprio nome in Tex.

Il formato è venuto incontro ai gusti dei lettori italiani (tanto da diventare tipico anche di testate di altri editori: quelle che adottano questo standard, vengono chiamate in gergo bonellidi) e ha fatto la fortuna di Tex, che è diventato negli anni uno dei fumetti più venduti in Italia. Negli anni passati le copie acquistate dell’inedito raggiunsero la tiratura massima di 700.000 al mese, mentre nel 2010 il numero è calato a 220.000. Il numero di pagine di un singolo albo è variato nel tempo, ma dal numero 93 si è stabilizzato su 116: le tavole dedicate al racconto vero e proprio sono 110, cui si aggiunge sempre un frontespizio in terza pagina, tipico delle pubblicazioni dell’editore, con alcune immagini classiche dalla testata (nel caso di Tex sono rappresentati, attorno ad un quadrato con al centro il titolo dell’albo, il protagonista, i pards e un assalto alla diligenza da parte di pellerossa), sul cui retro per molti anni vennero elencati gli arretrati, poi sostituiti da anticipazioni e notizie varie inerenti al fumetto e le altre pubblicazioni della Bonelli. A queste si sommano le quattro pagine di copertina: nella prima c’è un disegno realizzato dal copertinista, col titolo dell’albo e il logo della testata; la seconda è destinata ai redazionali; la penultima e la quarta riportano immagini o copertine degli albi fuori serie del ranger o altri fumetti della casa editrice previsti in uscita nello stesso periodo e forniscono anticipazioni sul numero seguente. Tranne la prima ed il frontespizio, che sono sempre costanti, il contenuto delle altre pagine non è infrequente che si presenti in maniera difforme (es. le anticipazioni in seconda pagina), o che riportino altre informazioni (ad esempio nel passato sono state ospitate anche alcune rubriche).

Sia le copertine della seconda serie gigante, affidate finora solo a Galep (dal n. 1 al 400) e a Villa, sia quelle delle pubblicazioni fuori serie, ad opera in alcuni casi di altri disegnatori, vedono sempre presente il protagonista, salvo rare eccezioni. Le immagini rappresentate inizialmente non avevano un rapporto diretto con la storia raccontata nelle tavole dell’albo, in seguito si è optato diversamente; spesso infatti viene raffigurata una scena significativa presente nel racconto e di norma vi è anche una relazione diretta con il titolo. Gli albi della serie regolare, come tutti i fumetti della Bonelli, sono rigorosamente in bianco e nero, ad eccezione del numero 100 e dei suoi multipli. Questa regola pluridecennale venne infranta nel settembre del 2008 con l’uscita del numero 575 (Sul sentiero dei ricordi) per celebrare il sessantesimo “compleanno” del personaggio. I racconti sono di varia lunghezza, anche se normalmente si sviluppano su più albi. La più lunga avventura finora scritta è Ritorno a Pilares di Nolitta/Letteri, che vede il ranger fronteggiare i misteriosi Uomini Giaguaro: inizia a pag. 79 del numero 387 e si dipana per tutti i cinque albi successivi, per un totale di 586 pagine.

Una curiosità è legata agli albi dal n. 23 al n. 26, nei quali sono presenti due brevi racconti entrambi sceneggiati da G.L. Bonelli ma non “texiani”: il primo, intitolato Sulla pista di forte Apache, realizzato graficamente da Franco Donatelli e il secondo, Il feticcio tragico, opera di Vittorio Coliva.

Nell’ottobre 2010, con l’uscita del numero 600, e sommando tutte le testate, il fumetto ha superato complessivamente la ragguardevole cifra di 80.000 tavole edite

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