28 novembre 1969: I Rolling Stones pubblicano il classico “Let It Bleed”

28 novembre 2014 Accadde Oggi...0

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Etichetta: ABKCO
Data di pubblicazione: 28 Novembre 1969 – 6 Dicembre 1969
Formazione band: Mick Jagger: VociKeith Richards: Chitarre, Basso

Charlie Watts: Batteria

Bill Wyman: Basso

Mick Taylor: Chitarre
Brian Jones: Percussioni, Autoharp

Altri musicisti: Jimmy Miller – Produttore, percussioniRy Cooder – Percussioni

Nicky Hopkins – Piano, organo

Leon Russel – Piano

Bobby Keys – Sax

Ian Stewart – Piano

 Let It Bleed, per molti il più bel disco dei Rolling Stones.
Segue il filone del precedente Beggar’s Banquet. E’ cambiato il loro modo di suonare rispetto ai primi anni ’60, sono cambiate le tecniche di registrazione e in Let It Bleed abbiamo un suono nuovo e canzoni diverse. Diverse nel senso della composizione. Magari meno immediate al primo ascolto, meno melodiche cosi’ d’impatto, ma canzoni bellissime che con gli anni sono assunte al ruolo di veri e propri capolavori.
Si dice che il titolo dell’album (lascia che sanguini) possa essere stata una risposta all’ottimismo dei Beatles di Let It Be… puo’ essere.
Questo album e’ certamente il disco di Keith Richards. Sia Brian Jones (presente soltanto in 2 brani) che Mick Taylor, che da poco l’aveva sostituito, hanno avuto una scarsissima partecipazione. Molti sono stati i musicisti che hanno collaborato alla creazione di questo “masterpiece”.
La prima canzone ad essere incisa fu You Can’t Always Get What You Want, il 17 Novembre 1968, tant’e’ che fu proposta per la prima volta “live”‘ al Rock’n Roll Circus nel Dicembre 1968 addirittura circa un anno prima della pubblicazione dell’album.
Le sessions vere e proprie sono cominciate agli Olympic Studios di Londra il 9 Febbraio 1968, con una riedizione di YCAGWYW, le prime takes di Love In Vain e Midnight Rambler e una Sister Morphine che poi sara’ dirottata su Sticky Fingers due anni dopo.
Non e’ chiarissimo se tutta You Can’t fosse stata registrata nel Novembre 1968, ma quello che e’ certo che in quella data e’ stato registrato il coro introduttivo alla canzone dal London Bach Choir arrangiato da Jack Nitzsche.
Abbiamo in questa session Brian alle percussioni in Midnight Rambler, Ry Cooder al mandolino e Mick taylor alla chitarra in Love In Vain, e sempre Ry Cooder alla chitarra e Jack Nitsche al piano in Sister Morphine.
Le sessions si interrompono per tutta la primavera 1969, per riprendere in maniera seria a Maggio con delle takes di You Got The Silver, Midnight Rambler e Love In Vain.
Il primo Giugno 1969 e’ la volta di Honky Tonk Women, canzone che ha fatto la storia del rock, ma lasciata fuori dall’album per lasciare il posto ad una sua versione country… “Country Honk”.
In Honky Tonk Women abbiamo al piano Ian Stewart, loro amico, road manager, tutto fare, esluso da Oldham dalla band per una sua personale immagine che non aveva nulla a che vedere con gli altri Stones.
Da Giugno a Luglio nascono altri brani, ma non tutti saranno inclusi nell’album. Ecco il risultato di quelle sessions: Monkey Man, Let It Bleed, Gimme Shelter, Jiving Sister Fanny, I’m Going Down, e I Don’t Know Why.
Questi ultimi 3 pezzi verranno inclusi nel 1975 in Metamorphosis in quella che e’ stata una discutibile operazione discografica della Decca Records, contro il parere degli Stones. Sono comunque delle chicche impedibili che sarebbero state bene in qualsiasi album della band, in particolar modo I Don’t Know Whye Jiving Sister Fanny.
Da settembre in poi parte l’organizzazione per il prossimo tour americano, il cosiddetto Satanic Tour e le sessions si interrompono per riprendere proprio negli States dal 21 Ottobre alla fine dello stesso mese ai Sunset Sound Studios a Hollywood, California, pochi giorni prima del via della tournee.
Vengono provate e registrate ancora Gimme shelter, Live With Me, Country Honk e I Don’t Know The Reason Why (da non confondere con I Don’t Know Why).
Ormai ci siamo, il disco che sarà una pietra miliare nella storia del rock e’ praticamente pronto e a tre quarti dell’American tour 1969, il 28 Novembre verrà finalmente pubblicato.
C’e’ da dire che grandissimo e’ stato il lavoro del produttore Jimmy Miller e del tecnico Glyn Johns.

Gimme Shelter – Il marchio a fuoco di questo album, una canzone meravigliosa, “Song of the year 1969” e colonna sonora di molti films.
Al piano abbiamo il grande Nicky Hopkins e alle percussioni Jimmy Miller.
Nelle sessions di ottobre è stata aggiunta la voce dii Merry Clayton.
Gli Stones l’hanno proposta dal vivo già nel loro imminente tour, ma anche nel corso dei decenni seguenti con delle versioni fantastiche cosi’ diverse fra loro ma sempre di grandissimo impatto. Fra tutte quelle del tour Europeo 1973 con degli assoli di chitarra di Mick Taylor inarrivabili e quella del concerto al Paradiso Club ad Amsterdam durante il Voodoo Lounge Tour.
Ma in ogni caso la versione originale a mio parere resta la piu bella ed inimitabile… una canzone che ha fatto la Storia del Rock.

Love In Vain – Un blues di Robert Johnson composto nel 1929, in un primo tempo erroneamente accreditato a Woody Payne, tradotto e arrangiato da Mick Jagger e Keith Richards.
Un altro grandissimo brano che provoca emozioni forti e suonato con grande perizia. Ry Cooder al mandolino, Mick Taylor alla chitarra. Bellissima la slide guitar dello stesso Taylor che possiamo apprezzare nel film relativo al tour del 1969 “Gimme Shelter” tratta dal concerto di Baltimora.

Country Honk – Gli Stones decidono, come avevano gia’ fatto per Jumping Jack Flash in Beggar’s Banquet, di lasciare fuori dall’album Honky Tonk Women, scelta come singolo.
A proposito di Honky tonk Women, la versione ufficiale registrata il 1° giugno 1969, vede Mick taylor alla chitarra, anche se in quei giorni Brian Jones faceva ancora parte degli Stones (averebbe lasciato la band esattamente una settimana dopo). Si dice pero’, ma non e’ una cosa confermata, che nella primissima versione di Honky Tonk Women che sarebbe stata registrata nel mese di Marzo , ci fosse proprio Brian alla chitarra.
Comunque nell’album, al posto di Honky Tonk Women abbiamo Country Honk versione country del singolo, ispirata a Keith Richards dall’amico Gram Parsons con il quale in seguito avra’ luogo una grande collaborazione… diciamo non solo musicale!!!!
La parte di violino e’ stata aggiunta negli States e suonata da Byrone Berline, additional vocals di Nanette Newman.
il suono del clacson iniziale si dice registrato da Richards.
Un ultima annotazione riguardo Honky Tonk Women: anni fa Anita Pallenberg dichiarò che la canzone nacque durante una vacanza di Mick e Keith, con le rispettive compagne, in Brasile.

Live With Me – Grande Rock’n Roll con una potente linea di basso.
A proposito del basso stranamente in questo pezzo fu suonato da Keith Richards e non da Bill Wyman. Abbiamo due pianisti in Live With Me che rispondono al nome di Nicky Hopkins e Leon Russel ma soprattutto la prima di una grandissima e longeva collaborazione con gli Stones di Bobby Keys al sassofono.
E’ un testo davvero alla Rolling Stones, cosa che contribuisce a rendere questo brano un marchio di fabbrica.

Let It Bleed – Da il titolo all’album, un’ altra bellissima canzone che potremmo definire un country-rock. Anche in questo brano non sono presenti nè Brian Jones nè Mick Taylor ma abbiamo Bill Wyman all’autoharp e Ian Stewart al piano.
Riproposta da vivo a partire dagli anni ’80, ricordo una bellissima versione con Mick Jagger alla chitarra acustica, nel film “Let’s Spend The Night Together” di Hal Ashby sul tour americano del 1981.

Midnight Rambler – Ecco un’altra pietra miliare… ma credo lo sia diventata non tanto per la versione originale pubblicata sull’album quanto per le sue rappresentazioni live, sempre grandissimi momenti durante i concerti degli Stones.
Un pezzo che sull’album suona come un bellissimo blues ma che non ha la vena trascinante e la carica che sprigiona nei concerti.
Brian Jones è presente alle percussioni.
Si dice che questo pezzo sia stato composto in Italia durante una vacanza di Jagger e Richards a Positano.

You Got The Silver – Una stupenda ballata, la prima canzone cantata interamente da Keith Richards.
La leggenda dice che un giorno Keith arrivò in studio e cancellò da quello che doveva essere il progetto originale la traccia cantata da Jagger per inciderne una sua.
Quello che è certo è che la versione con Mick al canto esiste ed è reperibile su molte registrazioni clandestine, ed è bella pure quella.
Questa canzone è stata poi inserita da Michelangelo Antonioni nel suo famoso film del 1970 Zabriskie Point.
E’ l’unico pezzo assieme a Midnight Rambler che vede la partecipazione di Brian Jones nel disco.

Monkey Man – Anche questa canzone è accreditata per essere stata scritta in Italia a Positano, e la frase “I’m a cold italian pizza” ne e’ sicuramente una riprova.
Monkey Man contiene uno dei riff piu’ belli degli Stones anche se non fra i piu’ acclamati. Il bellissimo pianoforte e’ suonato da Nicky Hopkins, il vibes da Bill Wyman e il tamburello da Jimmy Miller. Mick Taylor non e’ presente in questo pezzo.

You Can’t Always Get What You Want – Un altra canzone che ha fatto la storia della nostra musica, sia per la bellezza della sua composizione , che per il significato del testo ed in particolare proprio del titolo.
Non puoi sempre ottenere cio’ che vuoi… e’ una regola della vita che gli Stones ci ricordano alla grande con questo brano.
E’ il pezzo di chiusura dell’album, ma il primo a nascere nel novembre 1968.
Anche in questo caso abbiamo tante belle versioni live a partire dalla sua prima esecuzione al Rock’n roll Circus, dicembre ’68 estremamente tirata, quasi rock’n roll, per passare poi alle due fantastiche esecuzioni dei tours del ’70 e ’80, per concludere, fatta in maniera completamente diversa dagli anni ’90 in poi.
L’introduzione coristica e’ fatta dal London Bach Choir e arrangiata da Jack Nitzsche.
Brian Jones e Charlie Watts non sono presenti alla registrazione. La batteria viene suonata da Jimmy Miller, l’organo, il piano e french horns vengono suonati da Al Kooper e alle percussioni abbiamo Rocky Dijon, ch ricordiamo anche nella fantastica versione di Sympathy For The Devil al Rock’n Roll Circus. Madeline Bell, Doris Troy e Nanette Newmann, completano le voci.
Anche questa canzone ha fatto parte di molte colonne sonore di films, fra cui quello forse piu’ famoso “Il Grande Freddo”.

 

 

LET IT BLEED
(M. Jagger/K. Richards)
Well, we all need someone we can lean on 

And if you want it, you can lean on me
Yeah, we all need someone we can lean on
And if you want it, you can lean on me

She said, “My breasts, they will always be open
Baby, you can rest your weary head right on me
And there will always be a space in my parking lot
When you need a little coke and sympathy”

Yeah, we all need someone we can dream on
And if you want it, baby, well you can dream on me
Yeah, we all need someone we can cream on
And if you want to, well you can cream on me

I was dreaming of a steel guitar engagement
When you drunk my health in scented jasmine tea
But you knifed me in my dirty filthy basement
With that jaded, faded, junky nurse
Oh what pleasant company

We all need someone we can feed on
And if you want it, well you can feed on me
Take my arm, take my leg, oh baby don’t you take my head

Yeah, we all need someone we can bleed on
Yeah, and if you want it, baby, well you can bleed on me
Yeah, we all need someone we can bleed on
Yeah, yeah, and if you want it, baby, why don’cha bleed on me
All over

Ahh, bleed it alright, bleed it alright, bleed it alright
You can bleed all over me
Bleed it alright, bleed it alright, you can be my rider
You can cum all over me
Bleed it alright, baby, bleed it alright, bleed it alright
You can cum all over me
Bleed it alright, baby cum all over me

 

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