19 settembre 1982: Vengono introdotte le emoticon

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Le emoticon (o smiley, o smile, in italiano faccina) sono riproduzioni stilizzate di quelle principali espressioni facciali umane che esprimono un’emozione (sorriso, broncio, ghigno, ecc.). Vengono utilizzate prevalentemente su Internet e negli SMS, per aggiungere componenti extra-verbali alla comunicazione scritta. Il nome nasce dall’accostamento delle parole “emotion” e “icon” e sta ad indicare proprio un’icona che esprime emozioni.

La nascita delle prime emoticon è molto controversa. La prima in assoluto pare essere stata usata il 12 aprile 1979da un certo Kevin MacKenzie in un’e-mail inviata agli iscritti a MsgGroup (una delle prime BBS) in cui suggeriva di introdurre qualche sentimento nei freddi testi dei messaggi; per esempio consigliava di utilizzare un trattino preceduto da una parentesi chiusa (cioè “)-“) per indicare una linguaccia ma la proposta fu criticata dai più. Secondo una ricerca di Mike Jonesun, della Carnegie Mellon School of Computer Science, risalente al febbraio 2002, la prima emoticonsarebbe stata utilizzata il 19 settembre 1982 in un messaggio apparso in una BBS del Carnegie Mellon Universitydall’informatico statunitense Scott E. Fahlman per sottolineare l’ironicità di una sua frase poiché spesso un commento umoristico non veniva preso per tale e dava adito ad interminabili discussioni. Questa volta la proposta ebbe successo. Fahlman, in seguito, si rammaricò di non aver conservato il messaggio, che al momento non gli sembrò così importante, ma il messaggio fu poi recuperato da un salvataggio su nastro:

19-Sep-82 11:44 Scott E Fahlman :-)
From: Scott E Fahlman <Fahlman at Cmu-20c>

I propose that the following character sequence for joke markers:

:-)

Read it sideways. Actually, it is probably more economical to mark
things that are NOT jokes, given current trends. For this, use

:-(

Secondo altri, l’emoticon non sarebbe altro che una stilizzazione dello smiley realizzato da Harvey R. Ball molto di moda negli anni settanta e ottanta.

Esiste un caso precedente di emoticon ante litteram, nel romanzo “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello, in cui si usano dei segni grafici per descrivere una espressione facciale.[5]

“Le mie sopracciglia parevano sugli occhi due accenti circonflessi, ^ ^, le mie orecchie erano attaccate male, una più sporgente dell’altra; e altri difetti…” (grassetto aggiunto)

Nell’ambito artistico le emoticon sono state utilizzate anche per varcare il territorio del sacro e del profano. Visitando l’University Church of St. Mary the Virgin di Oxford, è possibile ammirare un’opera d’arte davvero molto particolare e sorprendente che ingloba in sé sia il Sacro che il Profano caratteristiche dell’arte pittografica e di quella elettronica: “The Last Supper After Leonardo” realizzata da Angela Palmer in cui è rappresentata l’opera d’arte dell’ Ultima cena di Leonardo da Vinci raffigurata dalleemoticon.    

L’artista, al fine di realizzare l’opera, ha analizzato le emozioni espresse dagli apostoli nel famoso e celebre dipinto di Leonardo da Vinci, databile al 1494-1498, attraverso la disamina dello stesso dipinto e di quanto riportato nei testi dei Vangeli. L’esito di questo lavoro è la trasmutazione elettronica delle espressioni degli apostoli, attraverso l’utilizzo delle emoticon e la creazione ex novo di ulteriori e nuove rappresentazioni “emozionali”, laddove è stato necessario crearne quando non esistevano i simboli che servivano come ad esempio tre più ( +++ ) per la crocifissione e due slash e due asterischi ( \**/ ) per una corona che indicasse l’essere re. Attraverso quest’opera è come se <<il processo di comunicazione scritta avesse chiuso il cerchio>>, in quanto l’utilizzo di codici simbolici richiama modalità di espressione scritta caratteristiche delle società che ci hanno preceduto come i geroglifici egiziani o la scrittura cuneiforme dei sumeri. C’è una connessione tra le antiche forme di scrittura e l’attuale comunicazione elettronica di immagini testuali formate dalla combinazione di lettere, numeri e simboli prodotti da una testiera.

In seguito a questo lavoro, gli artisti volevano riconfigurare attraverso le emoticon altri importanti eventi della Passione di Cristo, dall’entrata trionfale in Gerusalemme fino alla Resurrezione raffigurati in dipinti dai vari maestri di ogni epoca. Tuttavia l’Ultima Cena, data la sua “natura” di rappresentazione rettilinea, un’immagine ben fissata nel tempo e nello spazio, è risultata essere l’opera più adatta a questo tipo di trasformazione.

L’ultima cena di Leonardo utilizzando le emoticon:

:O  :,(  /O\  }:-$  >;-(‘  ~~~>_<~~~  0:-)  (<_<)  >:(  %-)  :S  :Q  >.< 

Da sinistra a destra:

Bartolomeo, un israelita nel quale  non c’era alcun inganno, è turbato :O

Giacomo, il Minore, sta versando una lacrima :,(

Andrea, un rude pescatore, è profondamente scosso /O\

Giuda, che tradirà Gesù per trenta monete d’argento, porta le corna del diavolo ed il denaro negli occhi }:-$  

Pietro, impetuoso e testa calda, è infuriato >;-(‘ 

Giovanni, il discepolo amato, piange ~~~>_<~~~ 

Gesù con l’aureola 0:-) 

Tommaso, conosciuto per avere dubitato, è scettico (<_<) 

Giacomo Maggiore, figlio di Zebedeo, chiamato “figlio del tuono”, è disturbato e depresso  >:( 

Filippo, che chiese a Gesù, “Mostraci il padre”, è confuso %-)

Matteo, il pubblicano, è indignato :S

Giuda Taddeo, “patrono delle cause perse”, è pieno di dubbi :Q

Simone, lo Zelota che desiderava la ribellione contro Roma, è deluso >.<

 

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