18 novembre 1959: Anteprima mondiale del film Ben-Hur di William Wyler

18 novembre 2014 Accadde Oggi...0

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Ben-Hur è un film statunitense del 1959 diretto da William Wyler, con Charlton Heston nel ruolo del protagonista. È ispirato all’omonimo romanzo del generale Lew Wallace, da cui erano già stati tratti due film, uno del 1907 e l’altro del 1925, divenuti punti di riferimento del cinema muto.

Narra la storia del principe ebreo Judah Ben-Hur (in italiano detto Giuda), tradito dal suo vecchio amico d’infanzia, il tribuno romano Messala. Ben-Hur troverà la sua vendetta in occasione della grandiosa corsa delle quadrighe al Circodi Gerusalemme, una delle più spettacolari scene d’azione della storia del cinema.

Il sottotitolo del film, A Tale of the Christ ovvero “Un racconto del Cristo”, è dovuto al fatto che tutta la vicenda si svolge al tempo e nei luoghi in cui si consuma la storia di Gesù Cristo, che, interpretato da Claude Heater, compare tre volte senza mai essere mostrato in volto.

Venne presentato fuori concorso al Festival di Cannes 1960. Assieme a Titanic (1997) e a Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re (2003) è il film premiato con il maggior numero di Oscar, ben 11. Ha mantenuto tale record in solitaria per 38 anni, fino all’uscita di Titanic nel 1997. Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al settantaduesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al centesimo posto

MUSICHE COMPLETE del Film


TRAMA:

Gerusalemme, I secolo d.C. Il film prende il via quando i re magi giungono alla grotta di Betlemme per adorare il neonatoGesù. La narrazione ha quindi un salto temporale in avanti di 26 anni, quando in Giudea giunge il nuovo governatore romano Valerio Grato e, con lui, il nuovo comandante delle legioni, Messala, inviato per sopprimere le rivolte dei Giudei. Giuda Ben-Hur è un ricco principe e mercante giudeo che, per difendere il suo popolo, entra in contrasto con Messala, suo vecchio amico d’infanzia. Durante la parata di benvenuto, dalla terrazza della casa di Ben-Hur, da cui è affacciata la sorella Tirzah, cadono accidentalmente delle tegole proprio sul governatore. Pur sapendo della loro innocenza, Valerio Grato e Messala fanno imprigionare Tirzah e sua madre Miriam e condannano Ben Hur alla schiavitù come rematore sulle galee. Mentre Ben Hur è in cammino verso il suo destino con gli altri schiavi, il gruppo si ferma nei pressi di un pozzo. I sorveglianti concedono ai prigionieri di dissetarsi, ma non a Ben Hur: egli è però soccorso dal Messia, che si mostra misericordioso e porge dell’acqua allo sfortunato ex-principe. Dopo quattro anni di lavori forzati, la nave su cui Ben Hur è costretto ai remi in catene, viene coinvolta in una battaglia navale, durante la quale egli riesce a salvare la vita al console romano Quinto Arrio, caduto in mare; la battaglia è vinta dai Romani e così Arrio, riconoscente, libera Ben Hur e lo conduce con sé a Roma, adottandolo come figlio.

Jack Hawkins nei panni del Generale Arrio

A Roma, Ben-Hur diventa campione delle corse con le quadrighe, ma il pensiero per la sorte della madre e della sorella continua a non dargli pace, cosicché decide di tornare nella sua terra natia. Durante il tragitto verso Gerusalemme Ben-Hur incontra Baldassarre, uno dei Magi, il quale si sta recando in Giudea per vedere il Messia, cioè Gesù, che già aveva adorato alla nascita e che accidentalmente aveva confuso con lo stesso Ben Hur durante il loro primo precedente incontro. Il vecchio Re magio fa conoscere a Ben-Hur lo sceicco Ilderim, il quale gli propone di correre per lui nella grande corsa delle quadrighe in programma a breve a Gerusalemme: sapendo che alla corsa parteciperà anche Messala, Ben-Hur accetta, e si allena scrupolosamente per la gara, meditando nell’occasione di vendicarsi per la sorte della madre e della sorella e per la condanna ingiustamente subita sulle galee.

Ritornato nel frattempo nella sua vecchia dimora di famiglia, Ben-Hur vi ritrova l’anziano e fedele amico Simonide, e la di lui figlia Ester, da sempre innamorata di Ben-Hur e da anni in attesa del suo ritorno. Ester tace a Ben-Hur la triste sorte della madre e della sorella, che sono ancora vive ma che durante la prigionia hanno contratto la lebbra, raccontandogli invece che Miriam e Tirzah sono morte da tempo in carcere, bugia che Ester escogita per risparmiare ulteriore dolore a Ben-Hur e per proteggere le due donne.

Distrutto dal dolore, Ben-Hur giura vendetta contro Messala e affronta eroicamente la corsa delle quadrighe nell’arena di Gerusalemme, uscendone vincitore nonostante il comportamento scorretto di Messala, che tenta più volte di sopraffarlo. Lo stesso Messala viene calpestato dai cavalli di un altro carro in gara e rimane mortalmente ferito. Negli ultimi istanti di vita, tra terribili sofferenze, Messala rivela a Ben Hur che Miriam e Tirzah sono in realtà ancora vive, ma che si trovano confinate nella valle dei lebbrosi poco fuori dalla città. Nonostante la ferma opposizione di Ester e incurante del pericolo di contagio, Ben-Hur si reca più volte da loro e, disperato, le conduce a vedere il passaggio di Gesù Cristo, che proprio in quei momenti sta compiendo la sua dolorosa Via Crucis. Alla morte di Cristo, Miriam e Tirzah scoprono di essere miracolosamente guarite dalla lebbra e riabbracciano Ben-Hur ed Ester. Il film si conclude con un pastore che pascola il proprio gregge, con sullo sfondo il Golgota e le tre croci vuote.

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