17 Ottobre 1907 nasceva la “Società Bergamasca di ginnastica e Sport Atletici Atalanta”

17 ottobre 2016 ACCADDE OGGI0

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Il 17 Ottobre 1907 cinque studenti liceali fondavano  la “Società Bergamasca di ginnastica e Sport Atletici Atalanta” La sezione calcio diventerà semplicemente ATALANTA.

L’Atalanta, squadra di calcio di Bergamo, Il nome deriva omonima eroina della mitologia greca abbandonata dal padre sul monte Perio ed allattata da un’orsa inviata in suo aiuto dalla dea Artemide. Atalanta crescendo divenne una impareggiabile cacciatrice dotata di straordinarie abilità.

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LA STORIA

L’Atalanta Bergamasca Calcio trae le sue origini dalla scissione dalla “Giovane Orobia” nata nel 1901. La prima società di calcio a Bergamo è il “Foot Ball Club Bergamo”, fondato da emigranti svizzeri nel 1903, che prende parte a campionati lombardi FIF fino al 1910.

Fondata il 17 ottobre 1907 dagli studenti liceali Eugenio Urio, Giulio e Ferruccio Amati, Alessandro Forlini e Giovanni Roberti come “Società Bergamasca di Ginnastica e Sports Atletici Atalanta”, l’Atalanta deriva il suo nome dall’omonima eroina della mitologia greca.Già dal 1907 la società crea la propria sezione calcio, sodalizio ufficialmente riconosciuto dalla FIGC solo nel 1914, all’atto dell’inaugurazione e collaudo del campo di gioco: fino a quell’anno i bergamaschi, con colori sociali bianconeri, avevano giocato solo partite amichevoli prima nella Piazza d’Armi della città ed in un secondo momento nel Campo di Marte, un terreno sconnesso situato tra le vie Suardi e Fratelli Cairoli nel centro cittadino.

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Il primo campo omologato, situato a Bergamo in via Maglio del Lotto, di 90×45 metri e provvisto di una tribuna con 1000 posti a sedere, è a ridosso della ferrovia, tanto che all’inaugurazione ufficiale nel maggio 1914 un treno proveniente da Milano in fase di ingresso in stazione rallenta ulteriormente per permettere ai viaggiatori di assistere ad alcune fasi della partita.

A volerne fortemente la realizzazione era stato Pietro Carminati, un merciaio che in quegli anni dirigeva la sezione calcio della società. Oltre che nel calcio, per diversi anni la società bergamasca fu attiva anche in altri sport tra i quali spiccano ginnastica, atletica, scherma e nuoto: tre atleti tesserati dall’Atalanta presero anche parte ai Giochi Olimpici. Due (Alfonso Orlando, già campione italiano nei 5000 metri a Roma nel 1911, e Guido Calvi) a quelli di Stoccolma nel 1912, con Orlando quinto classificato nella gara dei 5000 metri e Calvi eliminato in batteria, ed uno (Costante Lussana) sempre sulla stessa distanza ai Giochi di Anversa nel 1920.

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L’Atalanta della stagione 1913-14

Per quanto riguarda invece la sezione calcistica, nella stagione 1914-1915, la prima a livello ufficiale, la squadra partecipa alle eliminatorie del campionato di Promozione, classificandosi seconda nel girone B e riportando un lusinghiero quarto posto nel girone finale. Durante la sospensione dell’attività ufficiale dovuta allo scoppio della Prima guerra mondiale, l’Atalanta prende comunque parte a diversi tornei amichevoli lungo tutta la durata del conflitto: il primo è la Coppa Lissone, vinta dalla Pro Lissone padrona di casa in finale per 2-1 proprio contro l’Atalanta, che aveva vinto il suo girone eliminatorio schierando una delle sue formazioni giovanili dal momento che i calciatori della prima squadra erano quasi tutti andati a combattere. In seguito i bianconeri partecipano alla Coppa Lombardia nel 1916 ed alla Coppa Legnano (1916-1917). Successivamente a causa dei problemi economici dovuti al conflitto la società per sopravvivere è costretta a vendere il terreno su cui sorgeva il campo di via Maglio del Lotto, restando quindi senza un campo “stabile” su cui giocare. L’11 novembre 1918, una settimana dopo la fine della guerra, Antonio Festa (ex calciatore della Società Bergamasca di Ginnastica e Scherma, l’altra squadra della città) con l’appoggio di Carlo Fenili e Francesco Berneri fonda il Circolo Studentesco, volto a ricreare entusiasmo in città intorno al calcio.

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All’inizio del 1919 l’Atalanta riprende l’attività, ritrovandosi però al primo raduno con un parco giocatori ridotto al minimo: sono infatti presenti solamente undici giocatori, due dei quali sono portieri.

A risolvere il problema pensa però Francesco Angarano, portiere celebre per la sua agilità fra i pali, che si offre volontario per giocare come centromediano, l’unico ruolo che rimaneva scoperto.

Il principale problema dell’Atalanta è però relativo al reperimento di un terreno di gioco adeguato alla disputa di un campionato ufficiale in sostituzione del vecchio impianto di via Maglio del Lotto; a proporre una soluzione al consigliere Osvaldo Terzi è Betty Ambiveri, che cinque anni prima era stata madrina nella giornata dell’inaugurazione del vecchio campo.

 La donna offre infatti gratuitamente un terreno di sua proprietà su cui sorgeva un vecchio ippodromo caduto in disuso, la “Clementina”, in zona Daste vicino al confine con il comune di Seriate; l’unico inconveniente era la vicinanza del luogo all’ex manicomio cittadino, problema che venne però messo da parte da Terzi, che rispose ironicamente dicendo che era il luogo adatto per dei matti come loro.

La società si prepara con diverse amichevoli per affrontare nel migliore dei modi l’ammissione alla Prima Categoria, massima categoria FIGC dell’epoca. Giunge però un comunicato federale secondo cui alla Prima Categoria 1919-1920 avrebbe potuto prendere parte una sola società di Bergamo;

ad aver diritto alla disputa della massima serie erano sia l’Atalanta sia la Bergamasca, che nel 1911 aveva assorbito il “Football Club Bergamo” e nel marzo 1913 aveva iniziato l’attività ufficiale nel campionato di Promozione. Le opzioni percorribili erano essenzialmente due: una fusione o uno spareggio; a causa della forte rivalità esistente tra le due società ogni tentativo di accordo viene rapidamente scartato, pertanto risulta necessario ricorrere ad una gara di spareggio, disputata a Brescia il 5 ottobre 1919.

L’Atalanta si guadagna l’accesso alla Prima Categoria della stagione 1919-1920 battendo i rivali biancoazzurri 2-0.

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Nel nuovo campionato la squadra si classifica terza su 6 squadre nel girone B lombardo, dietro a Milan ed Enotria Goliardo, mantenendo quindi il diritto a partecipare anche al successivo campionato di Prima Categoria.

Nel febbraio 1920, dopo un’assemblea memorabile, la “Società Bergamasca di Educazione Fisica Atalanta” e la “Società Bergamasca di Ginnastica e Scherma” si fondono assumendo la denominazione di “Atalanta e Bergamasca di Ginnastica e Scherma”, poi semplificata nell’attuale “Atalanta Bergamasca Calcio”.

 Tuttavia, dissidi tra alcuni componenti dei due gruppi dirigenti si rivelano insanabili, tanto da costringere Umberto Battaglia, dirigente e calciatore della vecchia Bergamasca, ad operare una scissione per ricostituire, a distanza di qualche mese dalla fusione, la nuova “Unione Sportiva Bergamasca”, che pur raccogliendo l’adesione di 117 soci avrà breve durata in quanto sciolta nel 1923 per problemi economici e lascerà il suo parco giocatori all’ALPE, società polisportiva cittadina militante nelle serie minori.

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Con 56 campionati di Serie A a girone unico disputati, è la squadra col maggior numero di partecipazioni alla massima serie fra le rappresentanti di città non capoluogo di regione, ed è perciò considerata la “Regina delle Provinciali”.

È inoltre la squadra che ha disputato più campionati di massima serie fra quelle che non si sono mai aggiudicate uno scudetto, la squadra con più vittorie all’attivo in un campionato di secondo livello del calcio italiano (6 successi, a pari merito col Genoa) e più promozioni nella massima serie (13 volte).

Nel suo palmarès figura la vittoria di una Coppa Italia nella stagione 1962-1963.

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Raggiungendo la semifinale di Coppa delle Coppe nel 1988, quando militava in Serie B, diventa la seconda e ultima squadra europea che ha ottenuto il miglior risultato di sempre nelle coppe europee giocando in un campionato cadetto, dopo il Cardiff City nel 1968.

Il club è dodicesimo su 63 squadre nella tradizione sportiva dei club che hanno giocato in A.

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